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29 giugno 2004

Wiki si conquista un articolo su Repubblica... e nasce WikiPsicoPedia...

A pochi giorni dalla nascita di WikiPsicoPedia, non si offendano i curatori di Wikipedia in Italiano, ma le voci psicologiche sono del tutto assenti, ecco che oggi leggiamo un interessante articolo in proposito, cui vorremmo aggiungere che Wiki oltre che un progetto mondiale è un insieme di software open source, che consentono a chiunque con facilità di creare proprie enciclopedie per poi integrarle nel Wiki internazionale. Per la prima volta a convegno i partecipanti italiani al progetto mondiale del sapere condiviso Genova, ecco i "wikipediani" creatori dell'enciclopedia in Rete Un'idea aperta e democratica della conoscenza Chiunque può mettere in Rete quello che sa su un tema di MONICA CORBELLINI GENOVA - Ecco i wikipediani italiani. Sono i costruttori (in Rete) della più grande e "democratica" enciclopedia che, forse, l'uomo abbia mai cercato di creare. Li ha portati a Genova il X Festival Internazionale di Poesia GeNova 2004 che fa parte delle iniziative per Genova capitale della cultura. Le pagine del programma si sfogliano sino al giorno conclusivo, il 30 giugno, e fanno girare i palazzi e i luoghi della città a caccia di letture sceniche, concerti, reading poetici, passeggiate lungo le spiagge o nei vicoli del centro storico. Così, appunto, può capitare di imboccare il portone della Biblioteca Berio e trovarsi con sorpresa alla prima conferenza italiana dal vivo di Wikipedia, ovvero il primo raduno dei wikipediani italiani, arrivati in qualche decina sui circa 500 adepti complessivi. Scopo principale: uscire allo scoperto, cosa che per le persone avvezze a comunicare, a scrutare se non inventare il mondo attraverso l'occhio informatico non è poi così semplice. Almit39, Frida, Renzo, Iron Bishop e molti altri sono diventati per un pomeriggio protagonisti in carne e ossa, cercando di vincere timidezze e ritrosie pur rivelandosi ancora quasi esclusivamente con i loro pseudonimi: l'ultimo schermo forse non deve cadere, i wikipediani si conoscono in rete con nomi fittizi che iniziano rigorosamente con la maiuscola. Motivazione non secondaria della conferenza è stata far conoscere maggiormente quella che dal 2001 è presente in rete come la più rivoluzionaria e democratica delle partecipazioni al sapere e alla conoscenza globale. Wikipedia è un'enciclopedia, ma non nel senso più letterale del termine: la migliore definizione è "enciclopedia aperta sul Web", un concreto esempio di cultura condivisa e di utilizzo del free software, una raccolta di articoli dal respiro enciclopedico in continua trasformazione, compilati da chiunque abbia tempo, voglia, passione o un semplice "sapere" da comunicare al mondo. E' questo l'elemento più sorprendente e sovversivo, l'enciclopedia è costruita di giorno in giorno, è accessibile a tutti e senza costi, si può intervenire in qualunque momento nella correzione o nella modifica di articoli già presenti, che non hanno limiti di ampiezza o di argomenti. Restando a una definizione più scientifica Wikipedia è "condivisione dei contenuti da raggiungere con discussione, da far crescere con materiale originale o di dominio pubblico, nel rispetto del diritto d'autore (qualora sia presente) e con traduzioni di testi rilasciati con licenza GNU GPL". In breve, cliccare su it.wikipedia.org e lasciarsi sedurre dalla facilità di diventare, da semplice lettore, un enciclopedista del terzo millennio. La carta d'identità della Wikipedia italiana parte da dati incerti, pare sia stato un tal Gianfranco a crearla nell'agosto del 2001, ma certissimo e in costante crescita è il numero degli articoli presenti, quasi 13.000. La prima Wikipedia è nata nel gennaio del 2001 in lingua inglese grazie a Larry Ranger, Ben Kovitz e Jimbo Wales: il nome è derivato dall'unione di "wiki", vocabolo hawaiano che significa "veloce, presto", ed enciclopedia. Quindi riuscire ad aggiornarsi con grande prontezza e favorire la rapida circolazione di idee e competenze. Ne esistono in 70 lingue diverse, esperanto incluso, (attenzione, i confini delle varie "edizioni" sono rigorosamente linguistici e non nazionali) e tutte insieme formano un volume di circa 800.000 articoli. Tutte le wikipedie crescono insieme: le pagine corrispondenti vengono collegate ed è sollecitata la traduzione libera degli articoli più completi. I poliglotti possono seguire il consiglio dei wikipediani: confrontare i testi di una stessa categoria in lingue diverse è più che istruttivo, stimola l'intelligenza e lo spirito critico. Un esempio? Provare con le sezioni dedicate a Silvio Berlusconi: paese e lingua che cambi, versione che trovi. (La Repubblica, 28 giugno 2004)




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22 giugno 2004

Fantascienza: un museo a Seattle, città della Microsoft

E' stato inaugurato due giorni fa nella città della Microsoft Raccoglie manifesti, oggetti, libri che hanno fatto la storia I marziani sbarcano a Seattle al primo museo della fantascienza Nasce da un'idea di fondo: che il mondo del fantastico molte volte sia stato in grado di anticipare le scoperte scientifiche di BARBARA ARDU' ROMA - Pezzi da museo tra scienza e fantascienza, raccolti in quello che i suoi ideatori definiscono come la prima galleria della Science Fiction, un ibrido appunto tra scienza e fantascienza, come se i due mondi fossero solo apparentemente distanti. Come se l'uno si nutrisse dell'altro e viceversa. I marziani sono sbarcati a Seattle in 13 mila metri quadri di museo, finanziati in parte da Paul Allen, l'ex socio di Bill Gates, uno dei miliardari della new economy (secondo Forbes il terzo uomo più ricco degli Usa) e gran lettore di fantascienza. Un tipo eccentrico quanto basta per lanciarsi in questo tipo di avventura; sua d'altra parte è stata l'idea di dedicare un museo a Jimy Handrix, il suo idolo musicale. Di suo Allen ha messo 20 milioni di dollari oltre a portare come dote pezzi della sua collezione privata. Il museo ha aperto in grande stile a Seattle, la città della Microsoft. Nelle sue ampie stanze c'è la poltrona di comando del capitano Kirk, che negli anni Sessanta iniziò i suoi viaggi spaziali con la navicella Enterprise. Viaggi virtuali da seguire in tv per la serie Star Trek. C'è l'abito indossato da Sean Young in Blade Ranner, e la maschera d'acciaio di Robert Patrick in Terminator 2. C'è una delle prime pistole spaziali, un "disintegratore" del 1936 e centinaia di manifesti cinematografici che hanno fatto la storia della fantascienza sul piccolo e sul grande schermo, come quello della Guerra dei satelliti, del 1958. Lontano da voler essere solo un nuovo garage della pop art il museo della Science Fiction ha tutt'altre ambizioni: dimostrare, sempre che sia possibile, che tra scienza e fantascienza c'è un legame sottile, a volte impercettibile. Che la fantascienza nel tempo, ha anticipato quelle che poi sarebbero state le scoperte scientifiche, così come ha predetto le scoperte tecnoloche anni prima che queste poi diventassero realtà. Greg Bear, presidente del board del museo ha le idee chiare in proposito: "Il segreto è aver preso tutto ciò che riguarda la fantascienza, dai libri, ai film, agli oggetti, aver intervistato registi e scrittori chiedendo loro cosa li aveva ispirati e poi aver messo tutto insieme creando una storia fantastica, che fino ad ora non era mai stata narrata". Una storia che vuole anche educare perché - ricordano i fondatori - non scordiamoci che gran parte degli scienziati quand'erano ragazzi, sono stati grandi lettori di libri fantascienza, spettatori insaziabili di film fantastici, immagini e parole che a volte hanno ispirato le loro carriere. "Ciò che li ha avvicinati alla ricerca è stata l'idea del cambiamento, di nuove idee da mettere in pratica, la consapevolezza che l'universo non è un luogo statico". Greg Bear ne è convinto ed è per questo che il suo museo vuole essere anche un luogo educativo, aperto prima di tutto alle scuole. Con un unico cruccio al momento. "Come si fa a mettere 200 anni di storia della fantascienza in 13 mila metri quadrati". Il museo ha bisogno di orizzonti spaziali. (La Repubblica, 22 giugno 2004) Making Science Fact, Now Chronicling Science Fiction By KENNETH CHANG Published: June 15, 2004 EATTLE, June 10 - Donna L. Shirley used to run NASA's Mars exploration program. Now she is doing something even more far out. Ms. Shirley, who retired from NASA in 1998, is director of the new Science Fiction Museum and Hall of Fame here, set to open on June 18. Instead of pointing space probes at the next rock out from the Sun, she now oversees exhibits exploring the universe of "What if?," from genetic engineering to aliens to parallel worlds. "I took the job because I really believe that science fiction can be used to interest people in literacy, science and technology," Ms. Shirley said, "and because I thought it would be fun." The $20 million creation of Paul G. Allen, co-founder of Microsoft, the museum is nestled inside another Allen museum, the Experience Music Project, in a twisted, multihued building designed by Frank Gehry. The space originally housed a hyperactive music ride called Artist's Journey, but that turned out to be too expensive to operate and was removed a year and a half ago. The four galleries, spread over 13,000 square feet, explore the history of science fiction, interstellar journeys, futuristic worlds and aliens. On one wall is an armory of imaginary weapons, from phasers to ray guns to the crossbow used by Jane Fonda in "Barbarella." James Cameron lent a full-size, 19-foot-long model of the Alien queen from his 1986 movie, "Aliens." The museum has special effects, too, including a mock-up of a space station whose portholes offer glimpses of craft like the Millennium Falcon from "Star Wars," E.T.'s spaceship and the U.S.S. Enterprise from "Star Trek" zooming outside. And Mr. Allen has supplied some of his own memorabilia: first editions of novels like H. G. Wells's "Time Machine" and Captain Kirk's chair from the original "Star Trek" series. Ms. Shirley hopes the museum will not only excite science fiction nostalgia, but also excite people about science. "People think, science fiction, that's kind of kooky," she said, "but actually science fiction is how a lot of people like me got into the engineering business or the space business or science." (Mr. Allen, a science-fiction buff from an early age, is playing his own role in turning science fiction to science fact by financing what would be the first private spacecraft. The rocket, built by Burt Rutan, is scheduled to make its first flight into space, 62 miles up, next week.) The museum has applied for a National Science Foundation grant for using science fiction to teach science. Ms. Shirley, 62, grew up in a small Oklahoma town with just one science-fiction book in the public library, Ray Bradbury's "Martian Chronicles." As a 12-year-old, she said, "I checked the book out over and over again." "The Sands of Mars," by Arthur C. Clarke, had a major influence on her career. "It was the first time I realized that people could go and live on another planet and work in a team on something really important," she said. "I wanted to be involved in high technology. I wanted to be involved in exploration. I'd already planned to be an engineer from the time I was 10 years old, but I was going to build airplanes." While science fiction of the 1950's had moved beyond the rescuing-damsels-in-distress-kidnapped-by-alien-invaders plots of earlier pulp magazines, most stories were still written by men and read by men. That did not deter Ms. Shirley. "There were no female role models for me, anyway," she said. "The idea was that people could do these things." When an adviser at the University of Oklahoma told her that girls do not become engineers, she persisted. "I was stubborn," she said. "I just knew what I wanted to do." When she joined NASA's Jet Propulsion Laboratory in 1966, she was the only woman with an engineering degree, hired to work on a planned mission to Mars that was canceled a few years later after budget cuts. She worked on NASA projects on solar energy, the Mariner 10 mission to Venus and Mercury, an early version of a Saturn mission that evolved into the Cassini spacecraft [Page 1 of this section], the space station as proposed by President Ronald Reagan and proposals for human missions to Mars. Copyright 2004 The New York Times Company




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5 giugno 2004

Coppie e famiglie, di fatto. Al GayLesbianTransBisexual Pride di Milano

GayLesbianTransBisexual Pride di MilanoOrgoglio GLBT (gay – lesbian – trans - bisex) Migliaia di persone e 12 bandiere Pride Milano 04: sfilano i vessilli dei 12 paesi in cui esiste una legge che tutela le coppie di fatto. Party di chiusura con Ivana Spagna Web Staff, 5 giugno 2004 Gay Pride: migliaia al corteo nel centro di Milano (ANSA) - MILANO, 5 GIU - Migliaia di persone partecipano a Milano al colorato corteo del Gay Pride 2004, con in testa Franco Grillini e Alessandro Cecchi Paone. La manifestazione e' aperta da uno striscione, con i colori arcobaleno della pace, che sintetizza il tema della manifestazione di quest'anno: 'Famiglie di fatto, di fatto famiglie!'. Tema della giornata e' infatti il riconoscimento delle famiglie di fatto e nel corteo vi sono le bandiere di dodici Stati europei in cui esiste una legge che le tutela. Da "La Repubblica" del 05.06.04 di Luigi Bolognini Gay Pride, la sfilata dei 50mila Dopo le polemiche per il passaggio in piazza Duomo, oggi è il giorno del corteo dell´orgoglio omosessuale. "Chiediamo pari diritti per le coppie dello stesso sesso" È il giorno del Gay Pride. Una sfilata di 50mila persone, queste le aspettative, che partirà da via Palestro alle 17 per raggiungere il Castello alle 19.30 dopo essere passato per le strade del centro: corso Venezia, San Babila, via Matteotti, piazza Scala, piazza Duomo, via Cordusio. Il passaggio in Duomo, prima negato con una decisione che aveva suscitato polemiche politiche e accuse di censura e poi autorizzato, è «marginale, tocchiamo solo un angolo della piazza, e non abbiamo intenti dissacratori o anticlericali» assicurano gli organizzatori. Che dicono: «Sarà solo una festa dell´orgoglio di essere gay, lesbica, bisessuale o trans, una festa allegra e divertente con cui rivendichiamo pari diritti». Non a caso lo slogan è "Famiglie di fatto, di fatto famiglie", per l´istituzione in Italia del Pacs, il patto civile di solidarietà che già esiste in Francia e da ieri anche in Svizzera. «È il dodicesimo stato europeo a riconoscere legalmente le coppie gay e lesbiche - dice il segretario dell´Arcigay Sergio Lo Giudice - L´opposizione della maggioranza parlamentare italiana tiene il nostro paese inchiodato a oscurantismo e inciviltà». Ma le coppie di fatto andrebbero riconosciute non solo dallo Stato ma anche dalle Regioni. La pensa così il segretario lombardo dello Sdi Roberto Biscardini che ha presentato un progetto di legge in questo senso al Pirellone. I socialisti sono uno dei partiti che aderiscono al Gay Pride: gli altri sono Ds, Verdi, radicali e umanisti, oltre che Cgil e Uil. A fine corteo, in piazza Castello, si esibiranno Jo Squillo e Viola Valentino, in serata alla discoteca Borgo del tempo perso in via Fabio Massimo canterà Ivana Spagna. Arcigay Samedi 5 juin 2004 Un premier mariage homosexuel sur fonds de manifestations et de polémiques politiques --par Pierre Sauvey-- AP | 05.06.04 | 18:13 BEGLES, Gironde (AP) -- Dans une atmosphère à la fois tendue et confuse, Stéphane Chapin et Bertrand Charpentier se sont dit «oui» samedi à l'hôtel de ville de Bègles (Gironde), où leur union -le premier mariage gay en France- a été célébrée par le maire Noël Mamère. Réaffirmant l'opposition du gouvernement, le ministre de l'Intérieur Dominique de Villepin a annoncé qu'il engageait une procédure de sanction administrative contre l'élu Vert. Si le mariage de Stéphane Chapin, un aide-soignant de 34 ans, et Bertrand Charpentier, un magasinier de 31 ans, s'est déroulé dans la plus grande émotion à l'intérieur, c'est un climat extrêmement tendu qui régnait devant la mairie. Environ 500 personnes, favorables au mariage et opposants, sont restés face à face en échangeant des slogans, souvent très violents de la part des opposants. Deux cents policiers étaient chargés de prévenir tout incident et un leurre avec deux faux mariés, qui ont dû fuir devant des manifestants, a été organisé pour permettre au vrai couple de pénétrer dans l'enceinte de la mairie. En début de matinée, Philippe de Villiers, ceint de son écharpe tricolore, était venu effectuer une brève déclaration devant l'hôtel de ville béglais «au nom de milliers d'élus qui s'opposent à ce mariage». Il a demandé au président Jacques Chirac «d'intervenir avec une parole forte» et au Premier ministre d'engager la procédure de révocation du maire de Bègles qui a failli à sa mission». Sitôt le mariage célébré, le ministre de l'Intérieur Dominique de Villepin a annoncé qu'il lançait une procédure de sanction contre Noël Mamère. Le garde des Sceaux Dominique Perben a pour sa part indiqué qu'il demandait, «conformément à la loi, qu'une requête en nullité soit immédiatement présentée au tribunal de grande instance de Bordeaux». Dans ce contexte très passionnel, les deux mariés ont reconnu avoir ressenti «beaucoup de stress, mais aussi beaucoup de rêve et beaucoup d'émotion». Ils sont arrivés dans une Rolls Silver Shadow bronze métallisé de 1971, avec chauffeur, prêtée spontanément par un collectionneur bordelais. Ils ont affirmé ne pas avoir encore mesuré le fait de représenter un symbole. «Il faut peut-être nous laisser le temps de voir, de souffler», a expliqué Stéphane. «Si on est venu jusqu'ici, c'est qu'on assume. Si nous avons un message à faire passer, c'est: faites comme nous, soyez tolérants, aimez-vous et allez jusqu'au bout de vos rêves», a lancé Bertrand. Vis à vis de Noël Mamère, tous deux lui disent «un grand merci» et «l'applaudissent». Ils ont rappelé s'être rencontré il y a trois ans. «C'est Bertrand qui m'a demandé en mariage le 25 décembre dernier», a confié Stéphane. «Nous pensions en fait nous 'pacser', mais quand Noël Mamère a dit qu'il était prêt à marier deux personnes de même sexe, nous avons décidé de foncer. C'est pour la vie entière, sinon nous ne l'aurions pas fait», ont-ils ajouté. Lors de la cérémonie elle-même, Noël Mamère a demandé à chacun d'eux s'il souhaitait «prendre (l'autre) pour époux», avant de les déclarer «unis par les liens du mariage». Très ému lorsqu'il leur a tendu le livret de famille, Noël Mamère avait les larmes aux yeux. «Votre mariage est le premier, mais j'espère qu'il va se banaliser. Je vis des moments difficiles, mais un homme politique doit savoir prendre ses responsabilités». Après l'annonce de la réaction du gouvernement, l'ancien candidat des Verts à la présidentielle a immédiatement réagi. «Je pense que le gouvernement est en train de vouloir donner des signes à la partie la plus conservatrice de son électorat dans la perspective des élections européennes qui se présentent aussi mal pour lui que les régionales», a-t-il critiqué. «Pour qu'il y ait révocation, il faut que le conseil des ministres se réunisse et que le décret soit signé par le président de la République. Ce qui serait quand même un comble que d'être mis hors-la-loi par quelqu'un qui a été mis hors de portée de la loi par le Conseil constitutionnel et qui a plus affaire à la justice que moi», a-t-il poursuivi. «J'attends qu'on me prouve que j'ai fait une faute. Ca se plaide, donc on en est pas encore là. Je ne regrette rien, je continuerai, je suis là pour défendre l'égalité des droits», a poursuivi le maire de Bègles. Après cette célébration, l'histoire du premier mariage homosexuel français n'en est donc qu'à son début, puisqu'il entre maintenant dans sa phase judiciaire. Noël Mamère, le couple et leurs avocats sont prêts à aller jusqu'à la Cour européenne des droits de l'Homme. AP © Le Nouvel Observateur 2003/2004 Giovedì 3 Giugno 2004, 17:23 Gerusalemme: minacce al Gay Pride blindato Di Gay.it GERUSALEMME - La polizia di Gerusalemme e' stata posta in stato di allerta dopo che gruppi di ebrei ultraortodossi hanno minacciato di disturbare oggi la terza edizione della Gay Parade cittadina, intitolata: 'Amore senza confini'. La stampa scrive che agenti in borghese affiancheranno il servizio d'ordine per proteggere i partecipanti alla manifestazione, che nei rioni timorati sono stati definiti "corrotti, perversi, pedofili e violentatori". Un rabbino cabbalista piuttosto noto in Israele, David Bazri, ha avvertito ieri omosessuali e lesbiche che probabilmente rischiano di reincarnarsi in conigli e lepri, "animali di cui e' celebre - rammenta il religoso - l'estrema promiscuita' sessuale". Secondo i rabbini di Gerusalemme, la Gay Parade e' dunque "una vergogna per Israele in generale e per la Citta' Santa in particolare". Gli organizzatori prevedono che almeno quattromila persone prenderanno parte alla sfilata che in serata iniziera' nel centro della citta' e raggiungera' quindi un parco dove si terranno comizi e un concerto. Minacce di morte sono state lanciate nei confronti del sindaco di Gerusalemme Uri Lupoliansky (che e' un ebreo ortodosso) in quanto non ha vietato lo svolgimento oggi della manifestazione. Secondo il sito online Ynet, del quotidiano Yediot Ahronot, le minacce giungono da ambienti religiosi estremisti. Lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna, ha approntato per Lupoliansky una protezione rafforzata, affema Ynet. Per ulteriori articoli visita Gay.it Copyright © 2004 Yahoo! S.r.l. Tutti i diritti riservati.




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