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21 aprile 2004

Grande Israele o Piccole Tribù ?

Devo dire che il mito della destra israeliana, Likud e partiti religiosi, del Grande Israele mi ha sempre perversamente affascinato. Se non è possibile un unico stato israelo palestinese, mi dicevo, ed i due stati di fatto rappresentano una rinuncia eccessiva sia per l'una che per l'altra parte, perchè allora un leader israeliano non si decide, si annette tutto, e costruisce, appunto, il Grande Israele? Grande Israele? dall'Eufrate al Nilo? magari!! parto subito !!!! Ma no, non quadra: un Grande Israele non potrebbe che essere multietnico e multireligioso, ed è questo che accomuna Peres e Sharon: il terrore di uno stato non puro, perchè secondo loro non tutelerebbe abbastanza l'ebraicità ed il ruolo di baluardo e arca di noè per gli ebrei della diaspora, contro l'antisemitismo dunque un'Israele barriccato, murato, una Cuba mediorientale a rovescio, piccolo e... inutile anche perchè, quand'anche ci riuscissero, le mura poi si estenderebbero all'interno per separare le diverse componenti etnico-religiose entro i confini del Mini-Israele


Prendendo come spunto quel che scriveva Lila Israele vuole sopratutto la Grande Israele, e conta molto sul fatto che i palestinesi sono ormai esasperati , per istigare la voglia di vendetta, con le ben note conseguenze di occupare sempre piu territorio e di demolire sempre piu case. Il problema è, dove pensano di mettere i palestinesi, considerando che esistono almeno 5 milioni di profughi, senza diritto di carta d'identià, cose che non permette nemmeno di uscire dal cancello del campo profughi ? (inviato il 19.04.2004 01:05:47 a BlogTrotter, Commenti seguiva a Palestinesi: [non] esite più una classe politica. I "leader" di oggi, sono ragazzini di 17-18 anni, che hanno una visione politica naif, e che vorrebbero più comperare un CD, che pensare ad una resistenza. sharon spera in una reazione a Gaza per la morte di Rantisi, e se non la ottiene, proverà a fare fuori l'ormai inutile Arafat, tanto per tentare una reazione rabbiosa dalla striscia di Gaza , per avere un prestesto per invadere Gaza, che, per ragioni di sicurezza di israele, non potrà onorare il ritiro dell'occupazione. La politica dei ragazzi è di scendere in strada e gridare, vendetta vendetta, sapendo che non hanno alcun mezzo reale per vendicarsi. Allora per rabbia e frustrazione qualcuno tira sassi alle cammionette militari che transitano sulla pass road, ne consegue l'arrivo della camionetta nel villaggio o campo profughi, con immancabile lancio di lacrimogeni e spari. ovviamente il tiro sassi è considerato terrorismo, e percio' spesso segue una retata, ed i ragazzi spariscono per mesi e mesi nelle carceri israeliane, senza sapere dove sono, senza accusa e senza possibilità di avvocato. A volte succede che al tiro di sassi, la reazione dei soldati israeliani.. è la non apertura del cancello. Insomma , non vedo molte possibilità. Anche oggi, per una manifestazione contro il muro, hanno ucciso un palestinese. (inviato il 19.04.2004 00:14:53) Israele. Un disastro, alberghi chiusi, ristoranti chiusi, economia che non c'è. Tutta l'economia israeliana è basata soprattutto sulla guerra ai palestinesi. I ragazzi israeliani sono i piu alti consumatori di antidepressivi e di droghe leggere. I 18 enni girano con il mitra a tracolla come se fosse la cosa più normale del mondo, sia il lui e la lei, appoggiano il mitra sulla panchina per pomicettare un po'. La cosa che piu unisce gli Israeliani, è la lotta alla palestina...se finisse sarebbe un guaio, perchè fra di loro non ci sono unità di idee perchè ogni etnia è chiusa nel suo quartiere. L'economia di Gerusalemme gravita sull'occupazione e sui vari organismi ONG e ONU, e di tutti gli "inutili" piani per la " riappacificazione", o gli uffici per le varie amenità che ruotano intorno ad un'occupazione , piani di sviluppo vari, centri culturali, progetti per l'isola che non c'è ecc ecc. Spesso mi chiedo se esplodesse la Pace, ci sarebbero un mare di disoccupati in più , nei vari uffici. Il muro ha di fatto bloccato gli unici spiragli di convivenza possibile fra palestinesi ed Israeliani. Betlemme per esempio, era frequentata anche da Israeliani, perchè i ristornati costavano meno, e molti davano lavoro ad artigiani palestinesi. Da quando c'è il muro, queste minime relazioni sono cessate totalmente. (inviato il 19.04.2004 00:31:36)




permalink | inviato da il 21/4/2004 alle 12:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

13 aprile 2004

Pasqua? Passione? Resurrezione? ma è la... PRIMAVERA !!!!!!!!!!!!!

Festa antichissima, inizia con la prima luna piena, il 12 del mese di Nissan, o Aprile, scoppiano i primi temporali (il tempio = la terra si squarcia), ci sono tuoni (I Ching: CENN, l'Eccitante... lo Scuotimento... il Tuono)... il legno secco (ri)prende vita = (ri)sorge... una Forza passa (Pesach) nella natura e tra gli uomini, e sceglie... quali primizie salvare... si mangiano le primizie (lattuga, sedano, uova), si fa la macedonia con la frutta conservata, si arrostiscono agnelli (zona mediterranea) o porcellini (area continentale europea) si fanno grandi pulizie... i lieviti vengono accuratamente spazzati via perchè non facciano ammuffire le nuove farine, che vengono dunque cotte azzime, senza lievito... QUESTO ! Un po' come diceva Lila... (BlogTrotter: Credete in Dio, specie di questi tempi? - Commenti) A HrD: "...(senza convincere nessuno,magari perche´un giorno,cosi´per caso, lo abbiamo incontrato a mare che ci parlava di onde e colori)" mi hai fato venire in mente F.Capra, un fisico nucleare, e il suo Tao della Fisica...che diceva : "«Seduto in riva all'oceano, osservavo il moto dell'oceano, sentivo il ritmo del mio respiro. All'improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca danza cosmica. Ciò che in fisica esprimevo attraverso teorie matematiche, in quel momento diventava esperienza. Vedevo scendere dallo spazio cascate di energia, gli atomi degli elementi e del mio corpo partecipare a questa danza cosmica; percepii il suo ritmo e ne sentii la musica e seppi che questa era la danza di Shiva, il dio dei danzatori adorato dagli indù». Per me la vita è questo, la percezione che tutto è Tao,..o Wird, e che il linguaggio universale per esprimerlo è la fisica subatomica, la vibrazione della Vita, dell' Uomo, della Terra e del Cosmo. La sacralità e la Morale è olos..e cioè il tutto del dinamismo universale. In questo senso nulla muore...e tutto è sacro e in questo senso la Morale è il rispetto dell'evento Terra , dell'evento uomo , dell'evento vita. inviato il 13.04.2004 20:14:12 Da Rosh Ha-Shanà a Sukkot, riti, tradizioni e significati delle feste ebraiche Quando fu promulgata la Torà, l’anno ebraico iniziava a Nissan, il mese della primavera. Pesach però, che cade appunto nel mese di Nissan riguarda va in particolare solo il popolo. Nel settimo mese – il mese di Tishrì – venne creato il mondo, o secondo alcune più specifiche interpretazioni, il primo uomo.


fede, fede... ma a che serve la fede????? Il Libro, se un divino architetto esiste, è l'intero universo, ed è lì, anzi qui, carne e sangue e sole terra stelle... tutto da decifrare, da capire, da vivere, da patire se bastasse la fede... bastava fermarci ai babbuini... no? invece noi abbiamo mangiato il pomo dell'albero della conoscenza, e di quello della vita/morte: SAPPIAMO di essere a sto mondo, che prima non eravamo, e poi moriamo... abbiamo scoperto e stiamo percorrendo il tempo... a che pro, se 'basta la fede' ????? è un po' come dire che l'universo visibile non ha senso, ma allora niente architetto, allora niente dio... A-TEISMO Gesù Cristo inteso in questo senso è il primo ateo dichiarato... solo che non mi risulta che abbia negato un senso alla vita e all'universo.. Anzi, la bella favola tramandata in più testi racconta di un uomo che dal soggiorno nel deserto aveva tratto insegnamenti tali da poter praticare la medicina e la 'magia', e che cos'era la sua magia se non la conoscenza delle leggi a lui note della natura, terra e cielo? ... per dire che è Primavera è necessario sapere che è primavera ...
lila Mi hai fatto ricordare due cose... la prima è una festa di paese in Svizzera dove per la Pasqua si batteva la "bura da besa" ( il tronco della quercia ) per risvegliare la primavera ... la seconda.. è un libro bellissimo che ti consiglio di leggere che si chiama "I misteri del Tempo" di Paul Davies.




permalink | inviato da il 13/4/2004 alle 21:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 aprile 2004

Eccole le trombe, anzi i tromboni... che suonano la carica

Si chiede Leonardo Coen Il "buono" e il "cattivo" terrorismo Su un sito israeliano in lingua francese - www.guysen.com - in un articolo del 28 marzo ci si domanda: esiste un "buono" e un "cattivo" terrorismo? O, per dirla in altro modo, "esistono delle vittime innocenti e delle vitime colpevoli? Delle vittime innocenti sacrificate sull'altare di una battaglia ideologica e altre, colpevoli, in quanto moneta resa della cattiva politica dei loro dirigenti?". A voi la risposta. Corriere della Sera (pag 8 e 9) Inizia in prima pagina André Glucksmann NOI E IL FANATISMO Il coraggio di guardare in faccia l’odio Avanti, brava gente che tappezzate i vostri balconi di belle bandiere arcobaleno, spiegateci con sufficienza che la colpa è di Berlusconi, Blair e Bush. Non è evidente? Senza intervento occidentale in Iraq, nessun rogo a Falluja. Saddam sarebbe ancora sul suo trono . Senza occidentali in Iraq, gli stranieri potrebbero vendere in pace camion e cannoni mentre le pile di cadaveri crescerebbero di nuovo alla media calcolata su 20 anni di 300/400 morti al giorno. Spoglie irachene, naturalmente: le trovate più sopportabili perché autoctone, o sublimi antirazzisti? Ieri la barbarie calava dalle alte sfere locali e insanguinava 25 milioni di iracheni. Oggi, risorge tra gli ambienti sunniti inquadrati e diretti dalla passata nomenklatura. Dall’inizio alla fine, questa efferatezza resta abominevole, porta il segno di un Saddam o di un Bin Laden, l’uno privo di scrupoli quanto l’altro. Avete mai sentito parlare di guerre di religione? Non portano la responsabilità di Blair. E Guernica? Berlusconi non c’entra nulla. E le fosse Ardeatine, credete di potervi scorgere la mano nascosta della Cia o dei neocon ? Vi prego: osate, per un istante, guardare in faccia l’odio e il fanatismo per come l’eternità li riproduce, uguali a se stessi. Dimenticate per un momento le vostre sacrosante baruffe da campanile, perché non hanno voce in capitolo: Prodi o Berlusconi sono zuppa o pan bagnato per i linciatori del Medio Oriente. Mentre voi brandite i vostri deliziosi striscioni intitolati «pace», quelli concludono la loro festa a colpi di vanga e di pietre sui corpi incendiati. di ANDRE’ GLUCKSMANN © Corriere della Sera A pag 8 il titolo è «Per fare un nuovo Iraq dovremmo starci cinquant’anni», sottotitolo Fukuyama: «Dove gli Usa si sono fermati poco, le cose sono peggiorate». «Prima della democrazia serve un governo forte» Francis Fukuyama è il famoso autore di «La fine della storia e l'ultimo uomo». Il suo nuovo libro analizza il ruolo che gli Stati Uniti hanno svolto nell’opera di «costruzione dello Stato» ( nation-building ) nelle varie parti del mondo. Dopo l'11 settembre sappiamo che i Paesi dove lo Stato è carente, i «failed states» alla stregua del vecchio Afghanistan, alimentano gruppi come Al Qaeda. E' questo il motivo per cui il suo nuovo libro tratta del nation-building come antidoto di lungo periodo al terrorismo? «La questione va al di là del terrorismo. Riguarda il problema più ampio del perché, al di fuori dell'Estremo Oriente, il resto del Terzo Mondo - dall'America Latina all'Africa al Medio Oriente - non sia stato in grado di svilupparsi. La risposta vecchia era che ai Paesi non sviluppati sarebbe bastata una serie di politiche neoliberiste - il cosiddetto "Washington Consensus" - per farli imboccare la strada giusta. Questo vale soltanto per l'India, l'unico caso in cui esistano istituzioni di autogoverno che funzionano. La verità è che per la maggior parte del Terzo Mondo il problema vero è più che altro politico: cattive istituzioni e cattivo governo. Questo è stato l'aspetto troppo poco enfatizzato della teoria dello sviluppo. Lo sviluppo esige prima di tutto governo. E con questo intendo quelle funzioni centrali di una società che non possono essere privatizzate e lasciate al mercato o decentrate - norme giuridiche, tutela dei diritti di proprietà, tutela dei diritti individuali, sicurezza fisica, infrastrutture. Il problema principale del Terzo Mondo non è l'eccesso di governo, ma lo scarso governo o il non governo». Ma per svilupparsi, uno Stato non deve essere democratico? «Prima della democrazia ci vuole un governo, uno Stato funzionante che fornisca sicurezza e basi economiche. Uno Stato può essere autoritario eppure svilupparsi. Gran parte dell'Estremo Oriente ha dato buoni risultati con governi autoritari. E' soltanto sul lungo periodo, a mano a mano che una società si fa più prospera e cresce la domanda sociale di partecipazione, che il fatto di non avere democrazia diventa un problema dal punto di vista dello sviluppo. Normalmente il punto di svolta è attorno ai 6mila dollari pro capite. La gente è meno disposta a tollerare un governo autoritario. La mancanza di democrazia diventa quindi destabilizzante: nelle società moderne infatti la democrazia è la base della legittimazione. Lo vediamo oggi a Hong Kong, dove il reddito pro capite, attorno ai 25mila dollari, è ben oltre il punto di svolta»... 2004 Global Viewpoint (traduzione di Monica Levy) Nathan Gardels © Corriere della Sera Insomma, la nostra CIVILTA' SPAZZATURA, altro che civiltà superiore, sta marcescendo dentro, e dobbiamo esportarla nel globo, che per sua natura è 'finito'. Anzi l'abbiamo già esportata, ma 'quelli' non la vogliono, e così abbiamo due alternative: chiuderci dentro un muro, col risultato che il tanfo sarebbe - per noi - insopportabile, e il sistema imploderebbe, oppure creare tante riserve indiane, chiamate gentilmente 'cantoni', anche questi murati, supercorazzati, ammorbati e ammorbanti... con risultato finale identico. L'Islam ci pone una sfida sul piano morale: o la raccogliamo sul quel piano, magari rivoltando come un guanto pure l'islamismo (ma per farlo dovremmo essere disposti a fare lo stesso con le nostre 'fedi' - ci dicono che in europa siano giudaico cristiane) e inventandoci una morale adatta ai tempi - che faccia pulizia, prima ancora di generare polizia, o indirizzando quest'ultima a dare un drastico taglio alla produzione di pattume (a tutti i livelli, partendo dalla corruzione che proprio sul commercio della spazzatura, quella 'reale', vegeta e prospera) oppure saranno cazzi nostri, con buona pace delle trombe e dei tromboni !




permalink | inviato da il 1/4/2004 alle 9:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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