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Politichese
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28 marzo 2004

Tutti a casa? No! Tutti in campo!

Parola di D'Alema: Il dramma del dopoguerra iracheno - chiarisce il presidente dei Ds, non si risolverà senza un intervento della comunità internazionale in Medio Oriente". Per questo, dopo averne discusso a lungo proprio con Prodi, D'Alema avanza una doppia proposta: "Facciamo aderire all'Unione europea, on la formula della "associazione speciale", Israele, lo Stato palestinese e la Giordania, per offrire a questi paesi una prospettiva seria di crescita economica. E poi proponiamo loro, e anche all'Egitto e al nuovo Iraq, un'adesione alla Nato, con la formula della "partnership for peace", per offrire un quadro di regole militari che garantiscano sicurezza in tutta l'area. Solo in questo modo sarà possibile uscire dal tragico tunnel nel quale ci ha cacciati la strategia dell'unilateralismo americano. (La Repubblica, 28 Marzo 2004)




permalink | inviato da il 28/3/2004 alle 11:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 marzo 2004

Secondo Fassino ci sono quelli che fanno i furbi

troppo furbi... Sono curioso di vedere che conclusioni ne trarranno i DS, da quanto segue: Se qualcuno pensa che a Piero Fassino sia passata la rabbia del momento, si sbaglia. A bocce ferme, le accuse sono ancora più taglienti, mirate. Lui lo chiama "l'episodio", "l'ingiustizia colossale": il leader dei Ds, costretto a battere in ritirata ad una manifestazione della pace, contestato, insultato, offeso. No, non gli interessa conoscere le facce delle poche decine di scalmanati che hanno guastato la festa. Non sono i Disobbedienti, "parte di una radicalità fisiologica", il problema. L'ha detto da subito, in una nota, e a voce. Fassino ce l'ha piuttosto con quegli alleati minori che lavorano contro la coalizione, contro "i troppo furbi": "Delegittimano, demonizzano, preparano il terreno che poi porta alle aggressioni". Perché lo fanno? Da mesi ci ragiona, perché "da mesi va avanti questa storia, ho tutte le collezioni dei giornali, le dichiarazioni, registro i comportamenti, assisto alla continua mistificazione, quasi caricaturale, fatta nei confronti delle nostre posizioni sulla guerra". Si è fatto un'idea che non è lusinghiera per i destinatari: chi ha creato "volutamente" il clima brutto dell'altro giorno, cerca di uccidere "il progetto della lista unitaria", magari per portare a casa, alle elezioni, "qualche punto in più in percentuale". ... Fassino non rifà i nomi, tanto sono già usciti: Oliviero Diliberto, Marco Rizzo, Alfonso Pecoraro Scanio... Ha registrato "una certa timidezza" nelle loro reazioni del giorno dopo, "segno che hanno capito che c'è un problema". Il problema sta nell'aver "descritto chi non diceva "fuori dall'Iraq subito", come un nemico, un servo di Bush". Il problema, dice ai suoi, è che "c'è molta malafede". Uno per tutti: il "caso clamoroso" di Zapatero. Il leader socialista chiedeva, ancor prima di vincere le elezioni spagnole, una svolta in Iraq, pena il ritiro delle truppe. "E' la stessa posizione della Lista Unitaria, ma sono riusciti ad usare Zapatero contro di noi, l'hanno giocato contro di noi. Faziosità insopportabile, inaccettabile. Gli stessi parlamentari che mi dicevano "perché non fai come Zapatero?", quattro giorni prima non hanno votato il nostro ordine del giorno che conteneva esattamente quella proposta...". La Repubblica Scrive alzataconpugno (lo copio qui perchè mi ci rispecchio... alquanto! Sono stufa... (e ho paura) Per quelli di destra sono di sinistra. Per quelli di sinistra sono di destra. Per i moderati sono troppo estremista. Per gli estremisti sono troppo moderata. Se dico che sono contro la guerra in Iraq così come è stata condotta dall'amministrazione Bush, mi dicono che sono anti-americana. Se dico che ritirare le truppe dall'Iraq adesso senza un passaggio di consegne alle Nazioni Unite è sbagliato, sono una 'sporca' imperialista. Se dico che il governo di Sharon dovrebbe adottare una linea politica diversa, sono antisemita. Se dico che è terribile dover mandare i figli a scuola su due autobus diversi, non capisco il dramma dei palestinesi. Se dico che capisco che Al Fatah, Al Aqsa e quant'altro possono sfruttare la disperazione di gente che vive in condizioni limite nei campi profughi per trasformarli in kamikaze, sto giustificando il terrorismo. Se dico che la guerra e l'intelligence non possono da sole sconfiggere le multinazionali del terrore e vincere la guerra asimettrica, ma bisogna necessariamente lavorare per eliminare in concreto giustizie e disuguaglianze, vengo etichettata - nel migliore dei casi - come una stupida sognatrice, nel peggiore come una che giustifica il terrorismo e una fondamentalista islamica. Se parlo di trasformazione dei conflitti, mi viene detto che voglio scendere a patti con 'il male'. Se mi oppongo alla visione stile Armageddon dello scontro di civiltà, sono una che vuole la fine del mondo occidentale. Se sostengo che tutti possano parlare tra di loro, che il mondo sia pieno di persone e non di americani, ebrei, arabi, comunisti, europei, meridionali, e quant'altrro e che queste persone possano essere più o meno di vedute aperte, più o meno conservatrici, più o meno progressiste senza dare a nessuna di queste caratteristiche una connotazione politica o un giudizio di merito, mi si dice che sono una pavida, che devo prendere posizione, che 'non ho le palle' (e chissenefrega...), che finirò sotto un burqa... Non posso più connotarmi come una persona con una mia identità propria, con delle mie idee, devo essere contro per 'esistere', per trovare una mia posizione nel mondo e poter parlare. Nell'eterna lotta tra l'essere e l'avere (in cui ho sempre tifato per il primo), sta sì vincendo l'essere, ma un essere che sa nutrirsi solo di contrapposizione e non di costruzione... e questo, francamente, mi fa paura...




permalink | inviato da il 22/3/2004 alle 9:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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