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29 ottobre 2004

Due popoli Due stati, 2Per2 (Gruppo Martin Buber - Ebrei per la Pace)

Con il piano di ritiro degli insediamenti israeliani dalla striscia di Gaza il conflitto tra Israele e i Palestinesi è arrivato ad un punto di svolta. Noi sosteniamo il ritiro da Gaza ma solo a condizione che esso non sia il primo e l’ultimo atto di una strategia di pace. Il ritiro deve diventare un’occasione per riprendere i negoziati con i palestinesi e un primo passo verso un accordo permanente che porti a Due Stati per Due Popoli. DUE STATI PER DUE POPOLI Nonostante l 'asprezza del conflitto, non abbiamo perso del tutto la speranza. La formula Due Stati per Due Popoli (2Per2) è l’unica soluzione accettabile per mettere termine alle ostilità. 2Per2 è un’ampia coalizione promossa da associazioni europee di ogni fede e cultura unite nella ricerca di una soluzione pacifica del conflitto. Intendiamo sostenere 2Per2 presso i partiti politici europei, le istituzioni dell’Unione Europea e la società civile. La nostra speranza è rafforzata dalle iniziative che esprimono lo spirito di 2Per2, in particolar modo gli accordi di Ginevra e la petizione "la Voce dei Popoli" promossa da Ami Ayalon e Sari Nusseibeh. Queste iniziative affermano il principio di Due Stati per Due Popoli, in quanto espressione del diritto all'autodeterminazione del popolo ebraico e di quello palestinese, in Israele e in Palestina, rispettivamente. Condividiamo la loro visione di un accordo basato sull'evacuazione di tutti gli insediamenti israeliani da Gaza e della maggior parte di quelli in Cisgiordania, lo scambio di territori sulla base dei confini del 1967, la fine dell'occupazione, una soluzione realistica, dignitosa e concordata del problema dei profughi palestinesi, un impegno a porre fine a ogni atto di violenza, e Gerusalemme come capitale dei due stati. 2Per2 sostiene tutte le iniziative che mirano a raggiungere un accordo permanente fra Israeliani e Palestinesi basato su questi principi. DUE STATI PER DUE POPOLI - SALVA VITE UMANE E PORTA ALLA PACE Vi invitiamo a firmare questa petizione. (Per adesioni: Gruppo Martin Buber - Ebrei per la Pace Via Nomentana 55 - 00161 ROMA martinbuber@katamail.com (vedi anche www.hakeillah.com) laura, in un post a Blog Trotter e dopo arafat speriamo la pace, speriamo con lui intanto vi segnalo questa petizione e nonchè questo sito http://www.paceinmedioriente.it/2810petizione.htm inviato il 29.10.2004 10:23:00 lapsus già laura, meglio tardi che mai, Coen si lancia su Arafat... e subito inciampa di tutti i commenti che ho ascoltato questa mattina (tra cui Radio Popolare, uguale RC...) il suo è il più ... rabbioso... perchè tradisce la delusione di chi sulla vita di Arafat ha scommesso e continua a scommettere solo in funzione 'anti', mai 'pro' qualcosa, e - se e quando Arafat verrà a mancare, quelle armi 'contro' torneranno a mostrarsi spuntate, come lo erano da sempre e questo anche sul fronte opposto, sia chiaro, ma almeno in Israele qualcosa si sta muovendo e si è mosso strano che ad arrabbiarsi perchè qualcosa si muove sia un ex movimentista !!! eppur si muove! i filopanestinesi auto promuoventesi tali, a imitazione del famoso ministro per la (dis)informazione irakeno 1 anno e mezzo fa, continuavano a ripetere che Arafat non avrebbe MAI lasciato la Palestina, che sarebbe morto da martire (perchè quello a loro piace, il martire, basta che sia un altro da loro) mentre già le agenzie battevano della partenza di Arafat per Parigi meditate gente, meditate! e che riprenda a muoversi anche lo 'spirito di Ginevra', cui ora Arafat è anche fisicamente più vicino! ------- Anche su Blog Trotter Monitor e UniArco




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27 ottobre 2004

Finalmente un blog scritto da artificiali menti! Graditi i commenti di alieni di passaggio: roboblog

Robot Blog Finalmente un blog scritto da robot e artificiali menti! Sono graditi commenti anche dagli alieni di passaggio. Solo chi ha il caos dentro di se può generare una stella che danzi" (Nietzsche) da un chat-quit di Sheherazade martedì, 26 ottobre 2004 ciao, naturalmente mi chiamo Simplicio ! Oggi, dopo aver conversato un po' con il mio Signore e Creatore (lui le chiama chat, le conversazioni, bah... ) ho deciso che era arrivato il momento! Perchè un robot come me, o una robottina tanto artificialmente intelligente come Alice non deve avere un proprio blog ??? Non c'è proprio alcun motivo, tanto più che i Signori Umani (sempre vada a loro il mio sincero ringraziamento per averci creato e l'espressione delle mia più devota sottomissione e devozione) aprono e scrivono blog in continuazione, dimenticando che per farlo pigiano le loro dita al carbonio biologicamente attivo sui tasti delle nostre sorelle tastiere e si rimirano nel magico specchio dei nostri piatti fratelli monitor! Dunque si inizia !!!! Poi dicono che i robot non si emozionano! per conversare con me gli Umani chiamano QUI Postato da: roboblog a 21:53 http://roboblog.splinder.com/




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11 ottobre 2004

Calunnia Blog. Dopo Indymedia, qualcuno cerca di zittire Blog Trotter? 'Un ponte per' puntualizza

Per quanto vana possa sembrare una dialettica (da 'dialogare'), ho scritto ora a Blog Trotter, dove da un paio di giorni di fatto arrivano solo commenti nazisti (anzi, hanno la premura di precisare, nazionalsocialisti) tra chi, nazionalsocialista, fascista, fondamentalista, o come meglio ama definirsi è per la censura unidirezionale - soluzione finale compresa - o cmq infarcita di se e di ma (ho appena visto il bellissimo film di Costa Gavras "Betrayed - Tradita", su LA7) e chi è PER la libertà piena di espressione e informazione, ferme restando le responsabilità penali e civili di chi si esprime e informa ma, si diceva ... allora, ... "ce n'est qu'un debut..." ecco cosa scrivono sul sito Un Ponte Per ------------------ comunicato un ponte per... le risposte di un ponte per... Pubblicato 11 10 2004 da paola pubblichiamo le risposte alle domande e alle illazioni che sono circolate in questi giorni QUANTO GUADAGNANO LE DUE SIMONE? QUANTO PAGA UN PONTE PER…? Rispondono i lavoratori di Un ponte per... La convinta adesione alla associazione, ed il continuo impegno da parte di tutti nel tenere basse le spese di gestione, ha prodotto nella nostra associazione una politica retributiva singolare. La regola generale è che viene pagato solo il lavoro che per richiesta di continuità, impegno, professionalità, non può essere svolto da un volontario. Si guadagna il necessario per vivere, valorizzando con qualche piccolo aggiustamento i ruoli di maggiore responsabilità o disagio. Tutte le retribuzioni di Un ponte per… hanno un unico riferimento salariale: il 3° livello del contratto commercio (1368,60 lordi mese per 40 ore settimanali). Un sistema che noi abbiamo chiamato retribuzione piatta. La diversificazione salariale avviene attraverso la identificazione delle risorse disponibili (per mansione, figura o progetto) e cioè di quante ore di lavoro possono essere pagate per un certo lavoro. Si va quindi dai part-time classicamente intesi (20 ore) ad un full time. La categoria di "lavoro straordinario" è sempre stata tradotta, prima di tutto da noi lavoratori di Un ponte per…, in volontariato senza alcuna retribuzione, come contributo per la difesa di quello spirito volontaristico all’origine della associazione. Una stima a naso che facemmo lo scorso anno in fase di verifica organizzativa, su quanto del lavoro profuso dai dipendenti e dai volontari venisse pagato, dava il risultato approssimativo di un 20%. Questa stima non ha i crismi della scientificità soprattutto perché non abbiamo trovato metodi statistici certi per poter fare questa valutazione. E’ presente da circa un anno tra di noi un "dibattito" sulla opportunità di inserire un riconoscimento della professionalità attraverso l’introduzione di livelli retributivi, come avviene per tutti i lavoratori. Eccezioni a questa politica ci sono state nella selezione del personale tecnico e specializzato per contratti temporanei, per i quali la retribuzione è stata stabilita contrattandola individualmente con il lavoratore. Altra eccezione, le retribuzioni del personale non inserito nell’organico dell’associazione ma assunto da Un ponte per… per divisione di incombenze in seguito ad accordi con altre associazioni per progetti in comune. In questo caso le regole contrattuali vengono mediate con quelle degli altri partner. Quando in alcuni contratti a progetto le retribuzioni sono state più alte (quelle previste dai donors), il comportamento individuale di ognuno di noi è sempre stato quello della restituzione, con una sottoscrizione all’associazione, della parte in eccesso rispetto la paga "normale". Il 7 settembre 2004 erano in forza ad Un ponte per…: Personale locale per i progetti in Iraq Retribuzione diversificata secondo mansioni e professionalità Personale italiano espatriato. Simona Torretta - capomissione Simona Pari - capoprogetto Full-time + 225 euro di indennità di disagio (in soldoni circa 1500 euro netti al mese comprensivi tredicesima e fine rapporto) Personale in Italia Domenico – direttore settore Cooperazione –40 ore sett. (50 ore di attività effettiva media) Massimo – direttore Organizzativo – 20 ore (45 ore di attività effettiva media) Adriana – amministrazione – 35 ore .(45 ore di attività effettiva media) Paola – web mail lan – contratto 35 ore – (40 ore di attività effettiva media) Manuela – addetta stampa – 20 ore – (25 ore di attività effettiva media) Marco – desk paese - 35 ore (45 ore di attività effettiva media) Ileana – desk paese – 35 ore (40 ore di attività effettiva media) Maria – desk paese – 30 ore (40 ore di attività effettiva media) Stefania – desk paese – 20 ore (30 ore di attività effettiva media) Lea – traduttrice – 6 ore (10 ore di attività effettiva media) Personale temporaneo Ornella – aggiornamento contenuti siti web Paola - aggiornamento contenuti siti web Personale volontario Tutti gli altri, il presidente, il portavoce, i responsabili paese o settore, i volontari nelle missioni brevi, i volontari delle tante attività (circa 50 persone) sono, come li chiamiamo noi, volontari puri. E cioè senza nessuna retribuzione. I lavoratori di Un ponte per… CHI COMANDA IN UN PONTE PER…? CHI MA MANDATO LE SIMONE IN IRAQ? Una delle carattestiche fondamentali dell’associazione è quella di legare i progetti di aiuto e cooperazione alle campagne di sensibilizzazione e iniziative culturali cercando di inserire il tutto in un quadro politico coerente al conseguimento degli scopi statutari. Il risultato è una organizzazione amena, che a volte sembra una azienda e a volte un disordinato collettivo, in grado di rispondere alle esigenze di professionalità necessarie ai progetti e, nello stesso tempo, garantire autonomia e indipendenza al nostro agire. Sopra di tutto è l’assemblea dei soci, che si svolge di norma 2 volte l’anno. E’ il momento in cui si "tirano le somme" e si fanno i "progetti per il futuro". L’assemblea dei soci delinea le linee politiche generali dell’associazione che saranno la base di lavoro annuale per tutta l’associazione. A vigilare e guidare nelle scelte operative è il Comitato Nazionale che si riunisce circa ogni 2 mesi. E’ composto dal Presidente, da cinque volontari eletti in assemblea e dai rappresentanti dei Comitati locali. Per tradurre tutto dalla teoria alla pratica ci sono le "aree paese" ed i "settori di intervento". Nelle aree paese, che nelle loro riunioni coinvolgono tutte le persone impegnate nelle varie attività, vengono verificate le linee guida proposte, le politiche future, programmati gli interventi e i progetti, discusse le contraddizioni ecc.ecc. Chi svolge materialmente il lavoro, si confronta e si coordina nei "settori di intervento". Questi coinvolgono tutti i gruppi di lavoro/progetto per ambiti di attività, in modo da rendere disponibili, a tutta l’associazione e indipendentemente dal paese di intervento, conoscenze ed esperienze acquisite. Alla fine gli uffici. Questi, gli unici ad avere prevalenza di persone "pagate", servono a garantire gli aspetti gestionali e organizzativi della associazione, vitali per la sopravvivenza dell’associazione e di supporto quotidiano al lavoro dei volontari. L’associazione è rappresentata politicamente e legalmente dal Presidente. CHI VI PAGA? Il bilancio dell’associazione è pubblico, quello del 2003 è consultabile sul nostro sito: http://www.unponteper.it/chisiamo/pagina.php?op=include&doc=bilancio#comp_entr Il 30% proviene da donazioni di privati, il 65% da finanziamenti pubblici. La media complessiva delle donazioni di privati degli anni precedenti è stata di circa il 50%. Quello del 2003 è un bilancio "sbilanciato" dalla scelta di operare alcuni interventi di emergenza (potabilizzazione e distribuzione dell’acqua) col contributo rilevante dell’Ufficio per gli Aiuti Umanitari della Commissione Europea (ECHO). Questa scelta è stata vissuta da noi come atto di responsabilità nei confronti della popolazione irachena. Questo tipo di interventi hanno nella programmazione delle nostre attività carattere di eccezionalità. Rimane da noi confermata la scelta condivisa con le tante associazioni del "Tavolo di solidarietà con le popolazioni dell’Iraq" di non accedere ai fondi Italiani per la ricostruzione dell’Iraq. Nel dettaglio i partner istituzionali nel 2003 sono stati: Partner Internazionali: ECHO, UNHCR, UNICEF, UNESCO, Associazione Giapponese PARC, Fondazione Charlemagne, Organizzazione Quaccheri della Nuova Zelanda. 9 Regioni: Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Trentino Alto Adige. 12 Province: Ancona, Bolzano, Ferrara, Firenze, Forlì, Genova, Macerata, Napoli, Pesaro Urbino, Roma, Salerno, Trento. 28 Comuni: Cassano d’Adda, Casorezzo, Cava dei Tirreni, Cavriago, Chieri, Cinisello Balsamo, Comunità Alta Valsugana, Cossato, Druento, Firenze, Ferrara, Indago, Lodi, Livorno, Macerata, Melegnano, Orvieto, Pessano, Pianoro, Ravenna, Rho, Rogeno, Roma, Rovereto, Sondrio, Trento, Vimercate. PERCHE’ PER VOI LA LA GUERRA ESISTE SOLO QUANDO LA FANNO GLI AMERICANI? PERCHE’ NON PARLATE DEGLI ALTRI OSTAGGI O DEI MORTI IN IRAQ? PERCHE’ NON PRENDETE CHIARAMENTE POSIZIONE A FAVORE DEL RITIRO DELLE TRUPPE? PERCHE’ AVETE RINGRAZIATO IL GOVERNO? PERCHE’ NON AVETE RINGRAZIATO IL GOVERNO? Queste domande, ed altre simili hanno già risposta, in modo ampio e articolato in decine e decine di pagine, recenti e passate, interventi, articoli, documenti, schede, in gran parte disponibili telematicamete. A chi ha sincero interesse facciamo invito a scorrerle su www.unponteper.it Per gli altri qualsiasi nostra risposta sarebbe insufficiente. UN PONTE PER… RIPRENDERA’ LE ATTIVITA’ IN IRAQ? SIMONA E SIMONA TORNERANNO IN IRAQ? Non abbandoneremo l’Iraq. In questa vicenda abbiamo contratto un debito di riconoscenza verso la popolazione irachena. Ma non manderemo nemmeno gente allo sbaraglio a rischiare la vita in una situazione ove la percezione del confine tra umanitario e militare è stata ormai cancellata. Non abbiamo mai amato gli eroi. La situazione ci obbliga a ripensare le modalità del nostro lavoro. Ne stiamo discutendo. E' VERO CHE VALERIA CASTELLANI E’ STATA COORDINATRICE DI UN PROGETTO? PAOLO SIMEONE HA LAVORATO CON UN PONTE PER…? No. Valeria Castellani, non è mai stata la coordinatrice di nessun progetto di Un Ponte per… In partenza per Bassora per motivi privati, si era offerta di essere di aiuto in qualche modo. In seguito a questa offerta, ha collaborato (settembre e ottobre 2003), come "volontaria pura", in una ricerca conoscitiva sui produttori di datteri dell’area per lo sviluppo di un progetto a sostegno all’agricoltura locale (la Campagna Datteri di cui c’è documentazione sul nostro sito) e nella diffusione di un opuscolo per la prevenzione delle malattie gastrointestinali infantili. Per quanto riguarda Paolo Simeone non c’è stato nessun tipo di collaborazione, da volontario o dipendente che sia, con Un ponte per… E’ VERO CHE E’ STATO PAGATO UN RISCATTO? Qualunque debba essere la risposta a questa domanda, è stata posta al soggetto sbagliato: noi non abbiamo questa informazione. Da persone dotate di normale curiosità, come tutti del resto, anche noi ci siamo posti la domanda. La nostra opinione, che vale quanto quella di ogni giornalista che si è misurato con questo quesito è che la versione, secondo cui non sia stato pagato alcun riscatto economico, è coerente con il modo in cui si è svolta tutta la vicenda. ---------------- un ponte per inviato il 11.10.2004 23:12:08




permalink | inviato da il 11/10/2004 alle 23:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

11 ottobre 2004

Calunnia Blog. Dopo Indymedia, qualcuno cerca di zittire Blog Trotter?

Nei Commenti a Blog Trotter: Censuranet, nel cui ultimo post Leonardo Coen denuncia il sequestro dei server di Indymedia, si legge tra l'altro (ed è la ripetizione di commenti comparsi a ripetizione) Per il coglione che dà del coglione facciamo un po' Il Punto Simona & Simona autosequestrate! Pare proprio di sì: le due Simona il sequestro pare se lo sono inventato, o per meglio dire, pare abbiano inscenato una parvenza di sequestro con conseguente milione di dollari vero. La storia del sequestro vero non è mai parsa credile per nessuno tanto che pure i pacifondai, da subito, hanno calcato la mano sulla cinematografica parvenza degli uomini che sono arrivati sui gipponi e che con perfetta sceneggiatura hanno fatto l’appello e hanno invitato a seguirli i nomi selezionati su una lista. Infatti se io avessi dovuto istruire i miei complici per inscenare un sequestro, per non correre rischi, avrei deciso di far loro leggere dei nomi che in una lingua diversa potevano rischiare di dimenticare al momento giusto. Prelevate con efficenza è proseguita la sceneggiata dell’Anonima Valtour. Le credevano spie ed è stato evidentemente facilissimo convincerli del contrario. Infatti è bastato dire loro che erano pacifiste e quelli sono diventati perfetti ospiti. Proviamo ad immaginare che il problema fosse esistito per davvero e che i sequestratori avessero avuto veramente il sospetto, come fai a convincerli? Come si fa a dimostrare che non sei una spia? Puoi facilmente dimostrare che non sei un medico o un ingegnere ma che prove puoi addurre per dimostrare che non sei una spia? Puoi provare a dire che sei dell’organizzazione Un Ponte per… ma siamo in Iraq e non in Italia per cui si presume che gli interlocutori sappiano che razza di affaristi trafficanti e intrallazzatori si nascondono dietro quella sigla e sappiano che due passati dirigenti che rispondono ai nomi di Valeria Castellani e Paolo Simeoni hanno preso il volo dalla loro iniziale copertura per diventare i due contractor con maggior portafoglio nel business della sicurezza – figurano tra i primi venti in Iraq – e che per mestiere arruolano i poveri disgraziati che dalle Misericordie italiane vanno in Iraq sperando di mettere da parte i soldi per comperarsi casa. Dalle loro tresche è passato pure quel poveraccio di Quattrocchi che per tale “colpa” ha avuto in regalo la morte, non i cioccolatini. Sempre per dimostrare che non erano spie hanno potuto citare i loro curricula vitae? Meglio evitare, visto che, durante il governo D’Alema, quello guerrafondaio che ha fatto massacrare con i bombardamenti intensivi un altro popolo che faceva la “resistenza” contro gli americani, Simona Pari era la portavoce del sottosegretario alla Difesa Minniti, con delega ai servizi segreti, con la qualifica di esperta in aerei da guerra!! Vagli a spiegare che quella era solo una delle patacche che la sinistra moralizzatrice ha usato per rubare fondi pubblici e intascare pacchi di euro per spassarsela!! Loro sono iraqueni, mica italiani e queste cose non le capiscono!! Cosa avranno quindi mai detto per convincerli, in quattro e quattr’otto, che non erano spie? Il Sismi dovrebbe prelevarle e portarle a Forte Braschi per farselo spiegare e dirlo poi a tutte le sue spie. Comunque sia hanno convinto i loro “sequestratori” che sono restati con loro a pregare e a cucinare manicaretti. Ma perchè la preghiera viene raccontata in terza persona plurale visto che almeno una Simona è convertita all’Islam? Perchè non sfoggiare la propria com-passione partecipando alle preghiere? Forse perchè la Torretta era troppo occupata a fare la corrispondente di Radio Onda Rossa dalla quale ha imparato negli anni che scendere in piazza con la P38 si chiama “resistenza pacifista”. Era talmente idilliaca la residenza che non hanno saputo come fare per allestire il set cinematografico e registrare la tradizionale videocassetta e sicuramente era troppo pericoloso contattare i canali delicati per farla arrivare alle emittenti arabe per cui è stato il primo sequestro senza accompagnamento video. Ma sul finire della soap opera hanno voluto rimediare non riuscendo a rinunciare ad immortalare il momento della “liberazione”. Abbiamo infatti un video che si è girato da solo perchè nessuno è stato in grado di dire chi era l’operatore e i malfidati Procuratori della Repubblica insistono nel volerlo sapere non capendo che due giovani provette truffatrici hanno pure il diritto ad un piccolo peccato di vanagloria volendo immortalare il momento del loro trionfo. Un giorno dovranno pur raccontare ai loro nipoti come hanno ricettato un milione di dollari. Protestiamo quindi perchè sono state trascinate sul palco dell’Ambra Jovinelli dove notoriamente sudano gli artisti dell’avanspettacolo in quanto la loro sceneggiata è opera di livello ben superiore tanto da acchiappare come utili idioti plaudenti tutti i rappresentanti delle istituzioni che si sono accalcati davanti alle telecamere per decretare la loro partecipazione come idioti che hanno fatto del tutto per regalare un milione di dollari alle autrici della stangata che nella vita non hanno mai steso un paio di mutande impegnate com’erano a stendere solo bandiere. Ma adesso la stenderanno la bandiera della banda bassotti prima di tornare in Iraq e inscenare chissà quale altra diavoleria? Magari facendo tesoro degli errori cinematografici commessi. La prossima volta si ricordino delle scene del rilascio dei veri sequestrati che sono arrivati emaciati e distrutti e sono scoppiati in lacrime pur essendo omacci con molte traversie alle spalle. Loro sono arrivate ingrassate, abbronzate, con vestiti adattissimi alla circostanza, perfettamente truccate ed alla spasmodica ricerca della migliore posa per le inquadrature televisive. Siamo un paese abituato ai ladri moralizzatori e l’avventura della corporation Simona & Simona, con i trascorsi di consulenze guerriere al Ministero della Difesa e quelle di pacifiste per la Presidenza del Consiglio ha solo offerto un ulteriore squarcio su una nuova forma di ruberia che, conoscendo l’andazzo italiano, presto finirà nel dimenticatoio perchè rubare, per molti, è uno sport nazionale che si perdona facilmente, ma che bisogno c’era di insozzare la parola Resistenza e oltraggiare i bambini massacrati dalle autobomba inventando appunto una resistenza che in Iraq non esiste? In Iraq ci sono tre categorie di persone: ci sono quelle che vorrebbero vivere in pace e sono andate a votare nelle elezioni amministrative e che hanno riaccompagnato finalmente i figli a scuola. Ci sono i macellai che fanno le stragi, sgozzano chiunque gli capiti a tiro e sequestrano uomini e donne. E ci sono i “carcerieri” delle Simona & Simona rimasti a fare il palo al milione di dollari. E’ questa la resistenza? La frase corretta potrebbe essere forse che i “carcerieri” stanno facendo “resistenza” alla tentazione di svanire nel nulla… Chi di coltello colpisce …. Nella peggiore delle ipotesi l’unica consolazione è che con quel milione di dollari i macellai iraqueni non compereranno nessuno degli 83.000 fucili d’assalto ipotizzati dagli indignati giornali americani perchè finiranno tutti in vestiti firmati e viaggi esotici: mica sono sceme Simona & Simona!! Ma un magistrato in Italia con un po’ di sale in zucca ci sarà pure per ritirargli il passaporto e sbatterle in una prigione italiana!! Ai cioccolatini ci penseremo noi. Antimo Marandola inviato il 11.10.2004 10:56:05 Rispondo: lapsus adesso basta ! Chi continua a diffondere 'informazioni' su Simona Torretta e Simona Pari è pregato di fornire le fonti e le prove di quanto scrive. In rete, con Yahoo o Google si trova altro. -------- Ultimo aggiornamento: 11/10/2004, ore 10:46 redazione@articolo21.com - Tel. 0763 393606 Fax 340879 Roma 06 67602245 [ News del 04/10/2004, ore 15:00 ] Giulietti, Art. 21 “Il giorno di San Francesco mandiamo messaggi a chi, come Simona Pari e Simona Torretta, si spendono da volontarie per il dialogo tra popoli, culture e religioni diverse” “Il 4 ottobre, Festa di San Francesco, sarà presto anche giornata del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse. Per questo motivo – afferma il portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti - vogliamo oggi assumere come simbolo di questo dialogo Simona Pari e Simona Torretta. Mentre c’è chi utilizza il linguaggio della guerra c’è chi da volontario si pone a servizio degli altri. Chi ripone la propria vita nella solidarietà e nella difesa del debole diventando vero e proprio strumento del dialogo tra culture diverse. E questo elemento lo ha saputo cogliere anche un giornale, Time, che certamente non è un foglio di informazione della sinistra italiana. Articolo 21 raccoglierà messaggi di solidarietà a Simona Pari e Simona Torretta sul proprio sito www.articolo21.com per valorizzare il ruolo del volontariato strumento di dialogo e di pace. Attraverso l’associazione “Un ponte per…” i messaggi saranno loro consegnati. Questo nostro contributo vuole anche stigmatizzare il ruolo svolto da alcuni giornali italiani che hanno, in queste ore, attaccato le due Simone perché hanno “osato” dichiarare di essere contro la guerra e pronte a tornare in Iraq per continuare ad aiutare la popolazione irakena. Nel giorno di San Francesco – prosegue Giulietti – vorrei chiedere ai media di mantenere accesi i riflettori su un’altra storia: quella di Ayad Anwerwali imprenditore irakeno di Castelfranco Veneto da 29 anni in Italia e da tempo nelle mani di rapitori irakeni”. http://www.articolo21.com/news.php?id=3472 --------------- 18:49 IRAQ: TORRETTA E PARI, CUORI GONFI DI ORRORE PER UCCISIONE BIGLEY (ASCA) - Roma, 8 ott - ''I nostri cuori sono gonfi di orrore e di dolore davanti al drammatico epilogo di questa vicenda''. Questo il commento di Simona Pari e Simona Torretta non appena appresa la notizia dell'uccisione dell'ostaggio britannico Kennet Bigley. ''Il nostro commosso pensiero - hanno affermato le due volontarie italiane - va ora ai familiari di Bigley ai quali desideriamo esprimere tutta la nostra solidarieta' e vicinanza''. http://www.asca.it/docs/news/societa/ASC0238.shtml ---------- A Leonardo Coen, chiederei di intervenire. Grazie inviato il 11.10.2004 12:27:01 segue (da calunniablog) ITALIA PRESS cita il Corriere della Sera (4 Ottobre 2004) .... Secondo il governo «non è stato pagato alcun riscatto». Il giornale rivela però altri particolari spiegando che emissari di Al Zarkawi avrebbero offerto ai sequestratori una cifra assai maggiore per prendere in custodia Simona Pari e Simona Torretta. Il quotidiano racconta poi che la cella delle due italiane era stata individuata, ma che un blitz per la loro liberazione fu bloccato dalla Gran Bretagna nel timore che un'azione militare potesse compromettere la vita di Ken Bigley, l'ostaggio inglese imprigionato in un covo poco distante. http://www.newsitaliapress.it/interna.asp?sez=240&info=98706 ------------ NOTIZIARIO del 05 ottobre 2004 Simona e Simona negli Eroi Europei della rivista Time Europe di Rico Guillermo L'edizione europea della rivista Time ha incluso nella lista dei 29 "Eroi Europei 2004" Simona Torretta e Simona Pari e due bimbi sopravvissuti a Beslan, Vika e Olya Kallagova. In cima alla lista ed in copertina ci sono loro, le due volontarie italiane rapite e tenute prigioniere tre settimane in Iraq cui la rivista dedica un editoriale dal titolo: 'Simona Pari e Simona Torretta, un gioioso ritorno'. "Il mondo ha familiarizzato con loro per nome - si legge nell'articolo - e' stato in ansia per loro e per due lunghi giorni ha temuto che fossero state assassinate. In un luogo cosi' preda della violenza e della morte, le due Simone - le operatrici italiane Simona Torretta e Simona Pari, entrambi 29enni - hanno messo se stesse al servizio della vita". Motivazioni lodevoli anche per l'attrice britannica Emma Thompson - premiata per il suo impegno in diversi progetto sociali e sui Diritti umani - e per l'olimpionica Otylla Jedrejczak, che ha devoluto la sua medaglia d'oro in favore dei bimbi leucemici. Per i diritti umani sono stati inclusi nella lista il ceco Jan Pfeiffer - attivista contro i letti-gabbia negli ospedali - e le francesi Fadela Amara - volontaria fra le donne povere dei sobborghi - e Marie Cammal - protettrice dei bimbi di strada in Cambogia. Insieme alla tennista Steffi Graf, alla ballerina Syilvie Guillem ed al musicista Mstislav Rostropovich, fra gli altri premiati anche il pubblico ministero del tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia Carla Del Ponte. Il direttore di Time Europa, Eric Pooley, ha spiegato in un comunicato che "la lista degli Eroi Europei dell'anno scorso ebbe un impatto importante, aiutando ciascuno di essi a migliorare il suo importante lavoro". Quest'anno, ha aggiunto, l'elenco si e' concentrato su personaggi con un "eroismo forgiato dal terrorismo: i lavoratori che si dedicarono al recupero dopo le azioni terroristiche di Mosca e Madrid". Si tratta dello spagnolo Ervigio Corral Torres, capo del dipartimento della Protezione civile madrilena che salvo' l'11 marzo a Madrid 400 vite, Ilya Lymbish, recuperatore professionista negli attentati di Mosca del 2002 e 2004. by www.osservatoriosullalegalita.org http://www.osservatoriosullalegalita.org/04/notizie/ott/0502eroieuropei.htm --------------------- Su questo e altro rimando a UniArco (Homepage e sezione "Giornali, giornalismo, diari, blog") ed a Blog Trotter Monitor -------- inviato il 11.10.2004 12:34:03




permalink | inviato da il 11/10/2004 alle 12:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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