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28 febbraio 2003

Il Vaticano ieri e oggi

Premetto che su questa guerra ho una posizine contraria, per una serie di motivi. Pero' quando sento parlare i Pacifisti Cattolici mi irrito e mi allarmo.

Ad esempio sentivo ieri ad una radio un sacerdote che sottolineava la grande differenza a suo dire della politica vaticana oggi e nei confronti del nazifascismo = ora (come allora) contro i dittatori... meglio non intervenire...

Bah.




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26 febbraio 2003

Iraq is the excuse for moving in an imperial direction

Norman Mailer: Gaining an empire, losing democracy?

Herald Tribune
http://www.iht.com/articles/87763.htm

Norman Mailer Tribune Media Services
Tuesday, February 25, 2003


Iraq is an excuse

LOS ANGELES There is a subtext to what the Bushites are doing as they prepare for war in Iraq. My hypothesis is that President George W. Bush and many conservatives have come to the conclusion that the only way they can save America and get if off its present downslope is to become a regime with a greater military presence and drive toward empire. My fear is that Americans might lose their democracy in the process.

By downslope I'm referring not only to the corporate scandals, the church scandals and the FBI scandals. The country has gone kind of crazy in the eyes of conservatives. Also, kids can't read anymore. Especially for conservatives, the culture has become too sexual.

Iraq is the excuse for moving in an imperial direction. War with Iraq, as they originally conceived it, would be a quick, dramatic step that would enable them to control the Near East as a powerful base - not least because of the oil there, as well as the water supplies from the Tigris and Euphrates rivers - to build a world empire.

The Bushites also expect to bring democracy to the region and believe that in itself will help to diminish terrorism. But I expect the opposite will happen: terrorists are not impressed by democracy. They loathe it. They are fundamentalists of the most basic kind. The more successful democracy is in the Near East - not likely in my view - the more terrorism it will generate.

The only outstanding obstacle to the drive toward empire in the Bushites' minds is China. Indeed, one of the great fears in the Bush administration about America's downslope is that the "stem studies" such as science, technology and engineering are all faring poorly in U.S. universities. The number of American doctorates is going down and down. But the number of Asians obtaining doctorates in those same stem studies are increasing at a great rate.

Looking 20 years ahead, the administration perceives that there will come a time when China will have technology superior to America's. When that time comes, America might well say to China that "we can work together," we will be as the Romans to you Greeks. You will be our extraordinary, well-cultivated slaves. But don't try to dominate us. That would be your disaster. This is the scenario that some of the brightest neoconservatives are thinking about. (I use Rome as a metaphor, because metaphors are usually much closer to the truth than facts).

What has happened, of course, is that the Bushites have run into much more opposition than they thought they would from other countries and among the home population. It may well end up that we won't have a war, but a new strategy to contain Iraq and wear Saddam down. If that occurs, Bush is in terrible trouble.

My guess though, is that, like it or not, want it or not, America is going to go to war because that is the only solution Bush and his people can see.

The dire prospect that opens, therefore, is that America is going to become a mega-banana republic where the army will have more and more importance in Americans' lives. It will be an ever greater and greater overlay on the American system. And before it is all over, democracy, noble and delicate as it is, may give way. My long experience with human nature - I'm 80 years old now - suggests that it is possible that fascism, not democracy, is the natural state.

Indeed, democracy is the special condition - a condition we will be called upon to defend in the coming years. That will be enormously difficult because the combination of the corporation, the military and the complete investiture of the flag with mass spectator sports has set up a pre-fascistic atmosphere in America already.

Norman Mailer's latest book is "The Spooky Art: Some Thoughts on Writing." This comment was adapted from remarks Feb. 22 to the Los Angeles Institute for the Humanities and distributed by Global Viewpoint/ Tribune Media Services International.




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25 febbraio 2003

Riformismo, massimalismo, identità

Personalmente, dò ragione a Pintor: i massimalisti oggi sono quelli che non vogliono nè vedere che la stragrande maggioranza delle popolazioni civili in Europa e in America, in Asia e in Australia, è contro la guerra, nè che la guerra vuol dire morte, che qualcuno ha deciso possa essere determinata a freddo, per calcolo o per vendetta.

La mia identità è quella di un cittadino che continua a sentirsi di sinistra, intimamente rivoluzionario e utopista, ma consapevolemente riformista nel senso di una pratica personale politica improntata in modo non violento al rispetto dei Diritti dell'Uomo così come sanciti dall'ONU e dalla Costituzione Italiana.

 Pur non partecipando da anni a manifestazioni di piazza, ho visto con piacere mesi fa Moretti farsi portavoce di qualcosa che avevo lungamente atteso: la comparsa del cittadino di sinistra nel panorama politico italiano: non il semplice 'elettore', non il 'compagno impegnato'... il 'semplice' cittadino, nè massimalista nè moderato, ma pensante.

So che nell'attesa di questa guerra giocano elementi non facili da valutare, tra i quali la sicurezza di tutti noi e in particolare quella degli Israeliani, nei confronti di un terrorismo cinico, ma che appare a questo punto colluso con lo strapotere imperiale statunitense.

Al cittadino, che cosa importa chi dei magnifici tre: Saddam, Bush, Bin Laden giocherà per primo la carta della catastrofe bellica?

Al cittadino, a me, interessa che non ci sia nessuna guerra e che si trovino tutti gli strumenti possibili per fermarla, fermando i tre, ciascuno per la sua parte...




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24 febbraio 2003

L'imbecille, 2

stasera, il rimbecilimento continua... dry.gif

ieri sera, su RAI3, giocavano a rimpiattino: Formigoni, Castagnetti, e Diliberto a dirsi contro la guerra... ma la guerra si farà... (sì, e, ma allora ... tutti quieti e muti? voglio dire, va bene essere 'riformisti', ma possibile che nessuno esprima dubbi? che nessuno a parte Cofferati e Rosi Bindi si esprima 'da sinistra' sul trainstopping? ***) .... e la Boniver a dirsi per la guerra... sì, ma è solo un deterrente...

infatti,
La Repubblica, 24 Febbraio, in serata

I piani di guerra di Bush
"Uccidere Saddam in 48 ore"
Secondo i media americani nel mirino del Pentagono ci sono anche i figli del rais. Previsti attacchi ai bunker sotterranei
WASHINGTON - Uccidere Saddam, eliminare i suoi due figli e i vertici della leadership irachena. Tutto in 48 ore. I media americani iniziano a parlare della strategia del Pentagono: ordini perentori e tempi stretti, armi speciali e più raffinate rispetto alla guerra del Golfo, e soprattutto un obiettivo, iniziale, preciso: il rais. Scopo dell'operazione "Hunt and kill", letteralmente "Dai la caccia e uccidi", è evitare che si ripeta quanto accaduto con la campagna in Afghanistan, quando sia Osama Bin Laden che il mullah Omar riuscirono a sfuggire alla cattura.

Attacchi da cielo e da terra. Appena scattata l'ora X, unità speciali di commando e aerei prenderanno di mira con azioni-lampo il rais e i suoi figli, Uday e Quasay. L'operazione, come spiega il New York Post, prevede una serie di operazioni massicce ma "chirurgiche", nelle prime ore della campagna militare. Secondo l'intelligence britannica, uno dei figli di Saddam, Qusay, sarebbe particolarmente pericoloso: avrebbe ordine di scatenare gli arsenali di distruzione di massa di Bagdad se dovesse accadere qualcosa a suo padre. Ma anche Uday dovrebbe essere subito eliminato, poiché suo sarebbe il compito di sabotare le infrastrutture e di commettere atrocità contro i civili per poi addossarne la colpa sugli americani.

Secondo i media statunitensi,

l'attacco contro l'Iraq scatterà di notte. Oltre tremila bombe intelligenti verranno sganciate da aerei o trasportate da missili Cruise, compresi nuovi ordigni in grado di emettere devastanti scariche elettriche per distruggere le reti di comunicazioni di Saddam. La Delta Force e le unità per le operazioni speciali dovrebbero raggiungere in elicottero Bagdad nel giro di 48 ore, per eliminare Saddam e attaccare i bunker sotterranei dove potrebbero essere nascoste armi di sterminio.

Alle stesse unità, ai marines e ai paracadutisti della 101esima divisione aerotrasportata sarà affidato il compito di assicurare il controllo dei pozzi, i centri di comando e i siti dove, secondo l'intelligence Usa, sono immagazzinate armi chimiche. L'avanzata delle truppe di terra americane, da nord e da sud, sarà affidata ad unità più agili rispetto alla prima guerra del Golfo, ma con armi rese più letali dai progressi tecnologici. Toccherà alle truppe statunitensi aggirare il grosso dell'esercito iracheno, composto da 375 mila effettivi, per puntare contro la Guardia repubblicana (100 mila) ed i suoi reparti d'elite (altri 25 mila uomini).

(24 febbraio 2003)
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il 'casus belli' è già lì pronto:
http://news.google.com

US 'attack plot' - Kuwaitis held
CNN - 2 hours ago
Three Kuwaitis have been arrested for allegedly planning attacks on US troops, the Kuwaiti Interior Ministry said Monday.
Kuwaitis Bust Alleged Terror Ring CBS News
Kuwait Arrests Three Men in Terror Plot Yahoo News
--------------------------------------------
e, su CNN...
http://www.cnn.com/SPECIALS/2002/iraq/

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***

Leggo nell'Editoriale di oggi de 'Il Riformista':

"La sinistra condanni i compagni che sbagliano"

"Massimo D’Alema invita a casa sua (la fondazione Italianieuropei) i disobbedienti, come fossero compagni che sbagliano e con i quali un po’ di dibbbattito può appianare le divergenze sul metodo. Per tutta risposta Casarini gli comunica che non ha tempo per il dibbbattito, è occupato a bloccare treni. Luciano Violante dice che lui certe forme di lotta non le condivide, ma le capisce, e si adegua. Rosi Bindi aggiunge che «i blocchi non fanno parte della mia scuola di pace, ma non mi sento di condannarli». Perché? Perché se uno non condivide qualcosa non la condanna?
Questa acquiescenza, questa subalternità alla piazza, è un vizio antico, che già innumerevoli lutti ha portato nel campo degli achei della sinistra italiana"

Nessun dubbio? Se il 'deterrente' non funziona (e comunque ci sarà tempo perchè le 'masse' si innervosiscano ovunque nel mondo) tra qualche giorno inizierà il MASSACRO. Casarini soltanto, in Italia, è espressione di un disagio diffuso? Se l'acquiescenza è che la guerra comunque si compia, tutti tranquilli?




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23 febbraio 2003

L'imbecille

Eccola lì, la costellazione di Orione! Che brilla sempre al suo posto. Mi rassicura!

Stasera mi sento un imbecille. No, no. Non chiedetemi cos'ho fumato, solo una schifosissima MS Mild. E non è l'età tongue.gif

E' la guerra. O meglio, quel che ne continuo a leggere, a vedere.
Ma insomma. Quando incomincia??? Continuano a rinviare, e già questo mi tiene in perenne agitazione.
Oggi, finalmente, su RAI2 mi sono potuto vivere e godere un'anticipazione: che dispiegamento di forze! che sfarzo di aerei, navi, carri, tute mimetiche, elicotteri, bombe intelligenti, che ti vedono nel piatto e ti dicono 'aggiungi un po' di sale'...

ecco, e già qui un primo TILT! Ma se c'hanno ste' bombe, perchè non ne lanciano un qualche migliaio a salve, risparmiando un po' di lavoro agli Ispettori, che, poveretti, sono lì, che scrutano, nella via ... lattea e desertica....?

certo, che a vedere tutta quella Forza... altro che Star Wars (ndt: Guerre Stellari) ! ma che devono fare, la guerra a Russia e Cina unite nella lotta?

noooooo ! delusione: dice che non c'hanno abbastanza bombe intelligenti, solo per Irak e Corea ce ne vorrebbero 100.000 (cento mila), e ne hanno solo il 5% (poveri sad.gif fa solo 5.000)

va beh, penso, pero' almeno c'avranno quelle stupide, di quelle ne trovano anche alla Fiera di Sinigaglia, a Milano, o a Porta Portese... e anche se non possono usare le bombe a microonde (dice che distruggono tutto, tranni gli esseri umani... infatti irakeni e musulmani non lo sono, e non lo saranno, subito dopo l'uso) ... lì c'è tanto di quel petrolio che una molotov la rimediano sempre...

e noi qui a bloccare i treni biggrin.gif !!!

che poi non si puo', non si deve! l'ha detto Bondi. Non so chi è ma deve essere uno importante.

io intanto mi sono già scelto il nome di battaglia: nucleoz

lo dico qui (poi lo registro, eh, se no qualcuno me lo ruba e mettono dentro lui invece che me.... dentro per cosa? io mica fermo i treni... c'ho fifa... e se non si fermano? pero' qui tra poco se uno dichiarerà che contro la guerra 'trattiene il fiato' (per non farsela addosso) si alzerà un Bondi (o uno Schifani?) a dire che è sovversivo... e zac, una bella rapata in nome della libertà laugh.gif

sì, sono imbecille, per esempio mi chiedo: ma Al Kaeda, il truce Bin Laden, ok, non mi stanno per niente simpatici (quella storia del burka e della proibizione di ascoltare musica e ballare già mi basta)... pero'... è dall' 11 Settembre 2001 (fa un anno e mezzo) che non hanno piu' fatto niente di clamoroso... e se lo faranno, non credo useranno le sofisticate armi vendute a qualcuno da Italiani, Francesi, Tedeschi, Inglesi, Svizzeri e StatoUnitensi....

pero' son sempre lì a dirci che la guerra la fanno per toglierci il pensiero del terrorismo islamico ( fa niente se poi ci dicono già che intanto, in conseguenza della guerra, torneranno le famigerate BR o i NaziSkin)

lasciamo perdere che i fasci... ops, Fini e affini, se la prendono tanto se uno dice che la guerra non è di suo gusto, ma poi alla guerra ci si va (pure noi !!!!!!!) peggio che gli Alpini in Russia nel '43...
anche perchè quei cattivoni di arabi, una volta arrostiti dalle bombe a microonde, mica se la prenderanno con gli Alpini in Afganistan, ma con il povero pirla che quel giorno prenderà il metro, il tram o il bus sbagliato...

certo che, a pensarci bene, comunque vada, la monotonia del vivere quotidiano è andata finalmente a farci friggere... no, a farsi friggere...
dalla settimana prossima, non ci sarà canale TV o sito Web che non ci proponga qualche nuovo brivido smile.gif

sono finalmente acquietato!

un'imbecille acquietato.... ahhhhhhhh.... è quasi un orgasmo ph34r.gif ph34r.gif ph34r.gif




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20 febbraio 2003

Spamming ed uso della rete per rompere il silenzio

Sarà un caso, ma dopo il mio ultimo post dal titolo

Stefano: INFO

in cui riportavo il coraggioso appello di Stefano, un frequentatore da anni di un sito di auto aiuto in rete, che ha osato rompere il silenzio che si era sin qui autoimposto, è comparso qui un altro post sullo spamming...

io sono il primo ad avversare lo spamming, ed anche a diffidare degli inutili appelli per lo piu' falsi diffusi spesso in rete a proposito di inesistenti urgenze, ma bisogna pur saper distinguere!

Mi piace questo Blog, inserito in un sito di 'sinistra', anche se 'riformista' (e la mia storia personale non è quella
di un riformista, ma resta quella di un ideale 'rivoluzionario', anche se capire come rivoluzionare il privato-pubblico della propria
esistenza è tutt'altro che scontato)

Credo che una delle maggiori conquiste della 'sinistra' dagli anni '60 (La Zanzara al Parini di Milano, per esempio)
sia stata la progressiva riscoperta del valore della soggettività, anche e proprio per chi si sentiva piu' impegnato 'politicamente',
in senso sociale e civile piu' che 'istituzionale'.

La rete consente di far uscire dal silenzio proprio questo, la soggettività di chi spesso è silente
non per volontà sua, ma perchè le condizioni di vita famigliari, sociali, personali, alimentano
la solitudine e la difficoltà a interagire con altri nel mondo 'reale'.

Ben vengano tutti gli spazi, dunque, come questo Blog, in cui finalmente
sociale, politico, soggettivo convergono e si mescolano e rimescolano!

Resta pure sempre pero' il versante non-virtuale di tutto ciò.

Il messaggio di Stefano testimonia di questo, di come se anche la rete
consente anche a chi è 'recluso' in casa propria di comunicare con altri,
ed anche di rendersi utile, ciò non basta affatto, perchè i problemi
'reali' restano, e negli ultimi tempi la vita di chi soffre di disabilità o
disagi psico-fisici è diventata davvero un percorso sempre piu' spesso infernale
nel labirinto degli Enti, Istituzioni, Associazioni che pretendono - liberisticamente -
di risolvere i problemi di tutti, ma non riescono nemmeno a scalfire
le tragedie quotidiane di molti...




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20 febbraio 2003

Stefano: INFO

Inviato da Stefano al Forum de Il Gioco della Vita

http://www.ilgiocodellavita.com/forums/index.php?act=ST&f=6&t=1769&st=0&#entry9111

Feb 19 2003, 09:41 PM

OGGI MI SONO DECISO A INIZIARE LA MIA BATTAGLIA PERSONALE E HO INVIATO CIO' CHE SEGUE A VARIE ISTITUZIONI, ASSOCIAZIONI ECC... , GIORNALI, TV. CIRCA 40 EMAIL VEDREMO CHE SUCCEDE. PER CONOSCENZA "PUBBLICA LO POSTO PURE QUI DI SEGUITO.

Buongiorno,

Mi chiamo Stefano Gheller e mando a lei ed ad altre persone questa e-mail per renderla a conoscenza della mia situazione di “vita” sono un disabile affetto da distrofia muscolare e invalido 100% con accompagnatoria e sono ai limiti della disperazione, la mia famiglia è composta da mio Padre normodotato, da mia Madre affetta anch’essa da distrofia muscolare e invalida 100% con accompagnatoria e da 2 anni alletata causa tracheotomia, apparecchio per l’ossigeno 24h su 24h ecc…, da una Sorella anch’essa affetta da distrofia muscolare e invalida al 70%. Fino a qualche anno fa mio padre anche se in forma autonoma, lavorava qualche ora al giorno, da un anno e più per un aggravamento delle condizioni di salute di mia madre, ha dovuto abbandonare completamente il lavoro per potere assistere mia madre che ha bisogno di assistenza 24h su 24 , mentre mia sorella che è anche madre di una bambina di 3 anni e vive con noi in qualche modo e in poche occasioni si rende autonoma.
Faccio questa breve cronistoria delle mie condizioni familiari che questa e-mail non può ospitare completamente, dato che solo le persone che la vivono, una situazione simile possono rendersi conto cosa sia una giornata vissuta in casa mia.
Vorrei poter andare fuori come qualsiasi persona sia io che mia sorella a prendere un po’ di aria e sole e vedere qualche posto nuovo, andare cinema, al bar, a lavoro (ne trovassimo uno) che non siano sempre le stesse 4 mura della mia camera dove sono costretto a vivere 24 ora su 24 o il giardino di casa mia. Mia sorella dato un po riesce a camminare esce a volte se un amica viene a prenderla, io invece essendo in carrozzina elettronica non esco. Nel Luglio 2001 facendomi alzare da un amica sono caduto rompendomi femore e caviglia, da allora non esco più di casa perché prima qualche “amico” 1 volta o 2 al mese a mi alzava di forza mettendomi nel sedile della sua auto e caricavo la carrozzina leggera. Ora però dopo questo incidente non mi fido più di farmi alzare per montare nel sedile e con la rottura del femore e caviglia e l’intervento subito le mie condizioni fisiche si sono aggravate da poter stare bene seduto solo in una carrozzina elettronica che non può essere trasportata in un auto. Il tutto questo lo dico perché i mezzi economici non ci consentono il lusso di comprarmi un mezzo attrezzato, perché con l’auto a nostra disposizione non possiamo fare nulla e comunque mi serve un mezzo mio indipendente . Sarebbe mia intenzione munirmi di un mezzo di trasporto idoneo a queste necessità, tengo a precisare che il mezzo oltre a servire a me e mia sorella (lei ha la patente speciale ma non il mezzo) per fare una vita sociale normale e “indipendente” (Sono esattamente 19 mesi esatti che io non esco di casa se non davanti al mio stabile) servirebbe pure per poter raggiungere un prossimo posto di lavoro, che senza mezzo attrezzato non potrei andarci.
Per fare questo però , ho bisogno di un aiuto economico che mi possa permettere di affrontare questa spesa che dovrei accollarmi e che mi assumo l’impegno di pagare a piccole rate, adeguate alle limitate possibilità attuali della mia famiglia . Ossia le nostre pensioni dato mio padre non lavora più e nemmeno percepisce una pensione.
Non ho precisato prima 3 cose :
1) i miei dati, mi chiamo Stefano Gheller ho 30 anni e sono nato il 5 gennaio 1973 a Bassano del Grappa (VI) e risiedo a San Giuseppe di Cassola (VI).
2) che oltre a essere ai limiti della disperazione, sono anche ai limiti della sopportazione che non so cosa mi porterà a fare nei prossimi futuri mesi, forse per far si che qualcuno mi aiuti o mi ascolti deve portarmi a fare un atto estremo che faccia notizia in TV ? o chiamare direttamente una TV che venga a documentare come vive una famiglia di 5 persone di cui 3 disabili e una normale persona che deve fare tutto da solo in più una bambina di 3 anni?
3) come già sopra scritto, non voglio la carità, avessi un lavoro mi pagherei tutto da solo, voglio quello che mi spetta, e un eventuale prestito pronto a restituirlo fino all’ultimo centesimo di euro, ma questo non è l’anno del disabile? Ho chiamato in banca e per un prestito per il mezzo pagabile in 48 rate vogliono 3-4 mila euro di interessi, nessuna banca che fa prestiti agevolati per acquisto di un mezzo per disabili ? E come mai la modifica del mezzo costa quasi come il mezzo stesso? Un disabile deve spendere il doppio rispetto un normo dotato per spostarsi ? Forse è il caso che mandi un e-mail al Maurizio Costanzo Show o altre Trasmissioni, Giornali ecc.. facendo presente queste cose e che qualcuno dia delle giuste risposte a queste situazioni che io e altre famiglie devono affrontare.
Ho la speranza che questa mia richiesta, fra l’altro, posso ben documentarla, possa essere ben valutata e nella speranza che possa avere presto una risposta su come risolverla vi ringrazio anticipatamente per quanto potrete fare e porgo distinti saluti.

Stefano Gheller
Email : info@stefanonet.it

P.S. IN ALLEGATO IL MIO CURRICULUM


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L'amore è il pane e in questa carestia c'è gente che ne ha fame e gente che lo butta via!
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Non è importante morire, ma essere pronti a morire.

Stefano




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19 febbraio 2003

la farsa guerra 3

16 Febbraio 2003
QUOTE
continua la farsa (come ben de-scriveva Karl Kraus la guerra non è una farsa)... e mentre il cuore batte a sinistra, come sempre, per la vita e contro la morte, basta dare un'occhiata ad alcuni ultimi titoli in giro per il mondo...
Ankara, 20:58, Iraq, Turchia: forse slitta il voto sull'ok a truppe Usa
Ovvero: Turchia mercanteggia:


19 Febbraio 2003

Bruxelles, 11:18
Iraq, Nato approva messa in opera misure per Turchia

La Nato ha approvato oggi la messa in opera delle misure di protezione della Turchia in caso di guerra in Iraq: lo si è appreso da fonti diplomatiche.

La decisione è stata presa, in applicazione del compromesso politico raggiunto domenica fra i paesi alleati, dal comitato dei piani di difesa, cui non partecipa la Francia. (Red)




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16 febbraio 2003

la farsa guerra continua...

continua la farsa (come ben de-scriveva Karl Kraus la guerra non è una farsa)... e mentre il cuore batte a sinistra, come sempre, per la vita e contro la morte, basta dare un'occhiata ad alcuni ultimi titoli in giro per il mondo...

Ankara, 20:58, Iraq, Turchia: forse slitta il voto sull'ok a truppe Usa

Ovvero: Turchia mercanteggia:

Il ministro degli Esteri Yasar Yakis, rientrato insieme al collega dell'Economia Ali Babacan da un viaggio negli Usa, annuncia che potrebbe slittare il voto del parlamento sull'autorizzazione all'ingresso delle truppe che gli Stati Uniti vorrebbero dispiegare al sud per aprire un fronte settentrionale in caso di guerra all'Iraq. Il voto era previsto per martedì.

"Gli Stati Uniti hanno sottolineato quanto sia necessario per il parlamento approvare il passaggio delle truppe prima del 18 febbraio - ha detto Yakis -. Noi abbiamo detto quanto ciò sia difficile...". Il sì di Ankara, per nulla entusiasta all'idea di sostenere attivamente un intervento armato contro l'Iraq, dipende anche dagli aiuti che Washington è disposta a mettere sul piatto della bilancia.

Le autorità turche fanno presente che la guerra del Golfo del 1991 costò al paese 30 miliardi di dollari in mancati introiti nel settore del commercio e in quello del turismo. L'amministrazione statunitense, si è appreso, è disposta a concedere a Ankara 6 miliardi di dollari a fondo perduto e 20 miliardi di dollari in prestiti garantiti in cambio di una rapida decisione sullo spiegamento delle truppe. Babacan ha detto che non c'è ancora un accordo finale sugli aiuti. (red)

Mediazione sulla Turchia, La Nato verso l'accordo

Ovvero, l'Europa mercanteggia...

The Cost Of Calling Off The War

Ovvero, il Mondo Arabo mercanteggia...

Ghassan Charbel Al-Hayat 2003/02/16
It was evident that President Saddam Hussein had watched the famous UN meeting on TV. In fact, he has the right to cheer up, not because the discussions had focused on him but because the meeting revealed the existence of a wide international rising against Bush's administration in dealing with the Iraqi crisis and the world. He might have smiled when he knew, through Blix' and El-Baradei's reports and senior dissidents' interventions, that Bush would not obtain the approval of the Security Council in his potential war against Iraq and that the war was at least, postponed.

Maybe, Saddam Hussein was content with his way to deal with the crisis, hence, he issued, before the meeting, a decree by virtue of which he banned the production and the selling of weapons of mass destruction.

Furthermore, it was evident that Saddam Hussein followed, yesterday, the popular rising against war in the metropolitan capitals in the world. He might have cheered up too when watching the anti-hegemony slogans and those denouncing supremacy and rashness. In this case, he has the right to draw a smile on his face and puff out: the American war is getting more complicated. And waging it, does not imply the ousting of Saddam Hussein only but of several references starting with the UN, NATO and EU.

The Iraqi president has the right to rejoice because Egypt called for an emergency Arab summit in order to reinforce the position of war's opponents and those calling for a peaceful solution to the crisis. When watching the Franco-German axis engaged in a fierce battle to prevent, or delay, the war, Arabs have no other choice than joining this attempt. The Iraqi president has the right to rejoice, but not to the extent of expecting the defeat of the United States as an end to the current crisis. Following 9/11, The US cannot stand another defeat. Furthermore, the world has no energy to withstand such a defeat; the consequences of which might result in international chaos instead of American hegemony. Both of which are dangerous.

A question is to be asked to the members and opponents of war within the Security Council and to the Arab gathering to be held in Sharm Al Sheikh: what price should be paid in order to convince Bush to drop the military option, and to bring the aircraft carriers and the military troops back to where they were before the current crisis?

We are surely not exaggerating when we say that the price ranges from the stepping down of president Saddam Hussein to the imposing of an inspections' formula that represents a kind of an international guardianship over Iraq depriving the regime of its vital tools. It is most likely that greater countries, which cooled off the American enthusiasm in the Security Council, will be firm concerning inspecting and providing the price for the returning of Bush's administration from war.

The Iraqi president has the right to rejoice, provided that he does not indulge in his ecstasy to the extent of committing mistakes in his calculations. He must be aware because the regional and international balances do not allow an American defeat, or will allow Saddam Hussein to claim victory.




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16 febbraio 2003

e se Bush fosse il Kaiser e Saddam lo Zar...?

alcune analogie... ed anche alcuni modi di essere contro la guerra, a partire da quella che, per vendicare un gesto terroristico ha distrutto una Civiltà: la Grande Guerra.

Karl Kraus, Gli Ultimi Giorni dell'Umanità

http://www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_kraus.htm

http://www.theatrelibrary.org/fotograf.htm

http://www.theatrelibrary.org/Images/Umanita.jpg

<<  E' la ristampa di un testo, pubblicato nella sua integrità
(costò all'autore sette anni di fatiche, dal 1915 al 1922),
dalla stessa casa editrice nel 1980, e riedito molto dopo lo
spettacolo fatto al Lingotto di Torino, su palcoscenici multipli,
di Luca Ronconi, nell'inverno del 1991, dato che si tratta
(nell'originale) di una lunghissima "tragedia-monstre" in
cinque atti e duecentonove scene, più un preludio ed un epilogo
in versi che finisce con la fine del mondo dove la voce di
Domeniddio pronuncia la frase: "Non è colpa mia. Io non la volevo !"

 Kraus ne fece una riduzione a sessanta scene, da programmarsi
in due serate (l'originale, a suo dire, sfiorava le dieci)
"senza consolazione e senza riguardi, senza abbellimenti ed
edulcoramenti", "un dramma di Marte da recitarsi su Marte"
(dato che trattava di avvenimenti accaduti durante la prima
guerra mondiale) che fu rappresentata molto tempo dopo la
sua morte che avvenne nel 1936 (era nato 1874) quando già
la follia e la brutalalità naziste erano iniziate e dopo
la fine della seconda guerra mondiale. Ed egli scriveva
nella sua rivista (Die Fackel , La Fiaccola ), che si
faceva tutto da solo, nel luglio 1934: "Hitler mi fa venire
il mente il nulla." Ronconi (i critici parlarono di "immenso
spettacolo da Circo Barnum", di "Lingotto delle meraviglie"
e così via) pur servendosi di sessanta ottimi attori (della
levatura di Anna Maria Guarnieri, Ivo Garrani, Marisa Fabbri
e così via), ciascuno dei quali interpretava più ruoli, ne
fece una riduzione che durava almeno tre ore ed ogni spettatore,
che non sedeva su una poltrona rossa, ma si spostava in piedi
da un palcoscenico all'altro, del gelido Lingotto (uno spazio
equivalente ad una stazione ferroviaria di medie dimensioni),
per perdersi il meno possibile. Il costo iniziale della pièce
fu di oltre quattro miliardi ed il ricavato di ogni sera fu
molto minore alla spesa delle luci e dei numerosi sorveglianti
degli ingressi da sorvegliare.

Anche lo spettacolo, trasportato in televisione, fu snobbato dai
più ma Ronconi non ebbe esitazione anche se poi si lasciò andare
a spettacoli più umani: io stesso, che sono un patito, riuscii
a vederlo tutto alla televisione ma sbadigliai molto e non riuscii
a seguirlo completamente. Kraus, nell'originale, mescolò la babele
linguistica dell'impero asburgico, dal dialetto viennese, dai
gerghi contadineschi, dalle citazioni culturali storpiate e la
versione è stata molto difficile (a cura di due abili traduttori,
Ernesto Braun e Mario Carpitella, che hanno lavorato a quattro
mani e che non mi pare però che siano all'altezza solo nelle poesie,
nei quali hanno voluto troppo la rima baciata e gli inusitati dodici
piedi, che forse erano nel testo originale).

Il moralista viennese Kraus, un ebreo boemo vissuto quasi sempre a
Vienna, nevrotico e stregonesco, fece, con questa immane tragedia,
un tentativo di redimere l'umanità, mostrando che gli assassini
governano il mondo e mandano la gente al massacro e che la guerra
è "un'orgia di sterco e di menzogna": ma era contemporaneamente
dalla parte del governo francese nel caso Dreyfus tanto per essere
il "bastian contrario". Ed anche un bilioso scrittore un po' strano
(forse vi fu un ramo di pazzia nel suo agire), un maligno cannibale
smodato ed onnivoro, un vampiro idealista e giustiziere che cercava
di annientare i suoi nemici, che non aveva rispetto per gli altri
anche se si di prim'ordine nel campo della loro attività come Freud,
e il regista Reinhardt per non citarne che alcuni. Aveva la mania di
mostrare la stupidità e la volgarità: viveva la sua epoca dal di
fuori ma la viveva sulla propria pelle. Era l'uomo più temuto e ammirato
(ed ovviamente odiato) di Vienna, per le sue polemiche roventi e la
lingua pestifera e diceva del suo testo: "I fatti più inverosomili
riportati sono veramente accaduti: ho dipinto solo gli orrori che
gli altri si sono limitati a fare. I più inverosimili discorsi sono
stati pronunciati parola per parola: le più crude invenzioni sono
altro che citazioni." Non leggeva i giornali ("sentina di menzogne")
ed andava a letto all'alba, dopo aver lavorato tutta la notte, per
evitare di cadere nella tentazione di farlo. Vale la pena di leggere
invece un altro testo suo, molto più facile, una raccolta di
aforismi, Detti e contraddetti (Adelphi, Milano 1972): mi pare che
la storiella del signor Mueller si trovi lì. Questo era uno spettore
che andava teatro solo per strillare all'apertura del sipario
"Che porcheria !" e poi usciva. Ed anche la sua biografia letteraria
ed umana pubblicata da Il Mulino (Edward Timms,
La Vienna di Karl Kraus , Bologna 1989) che ci da un quadro
perfetto dei suoi tempi.

Marco Scatasta >>

http://www.rinascita.it/rinascita_web/rinascita_libr/recensioni/ultimigdellum.html

Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno.
Karl Kraus ("Detti e contraddetti").

http://www.google.it/search?lr=lang_it&cr=&q=Karl+Kraus&hl=it&ie=ISO-8859-1

Chi ha letto Freud, ha in mente anche un altro grande 'pacifista' della Guerra '14-18

Romain Rolland

Rolland was in Switzerland when the world war broke out in 1914; he stayed until 1938. From September 1914 until the signing of the Peace Treaty in June 1919, Rolland took a public antiwar stance that attacked blind nationalism, the oligarchies of industry and finance that were reaping huge profits from the war, and the validity of just wars. He called on intellectuals to be autonomous, publishing his beliefs in such controversial writings as "Above the Battle" and "The Declaration of Independence of the Mind." These and other war and post-war works helped make pacifism a respectable literary subject in Europe.

http://www.swarthmore.edu/Library/peace/CDGB/rolland.htm




permalink | inviato da il 16/2/2003 alle 19:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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