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Psicologia e Guerra
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12 agosto 2008

Assordante Silenzio, mentre inizia la Guerra Finale

L’8 agosto 2008, RAI2 che trasmetteva l’evento dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici a Pechino, non ha ritenuto di mandare in onda non dico un notiziario speciale, ma neppure una striscia su quella che nel frattempo altri media definivano, tout court, come un invasione russa alla Georgia

La Guerra, quella Finale, che si sta concludendo (???) con uno scacco matto di Putin a Bush, doveva iniziare (e proseguire) nel più assoluto silenzio mediatico.

Nessuna voce pacifista, nessun politologo noto in grado di mettere insieme più di due parole di senso compiuto.

Silenzio sulla finale guerra, che, com’è giusto che sia nel Terzo Millennio, non puo’ essere che la Guerra del più totale e globale non senso

Brano di chat in Second Life

[14:07]  NP: ciao Lapsus … Franca Rame ha messo sul suo sito Olympic Wars
[14:09]  LW: ho visto, sì, grande!
[14:16]  LW: Condoleezza Rice … ha interrotto le vacanze per lanciare di persona davanti alle telecamere alla Casa Bianca un appello a Mosca perché fermi “veramente” e “subito” le operazioni militari.  La Rice è rientrata ieri sera nella capitale da una località non precisata dove era andata per un periodo di riposo l’ 8 agosto, il giorno dell’attacco della Russia alla Georgia, che secondo il politologo conservatore Robert Kagan “sarà ricordato dagli storici come un momento di svolta non meno significativo del crollo del muro di Berlino”.
[14:16]  LW: che tempismo!
[14:17]  LW: eppure qualcosa mi sfugge e mi inquieta
[14:18]  LW: in tutta questa storia c’è un gioco delle parti che non puo’ essere liquidato in modo semplicistico
[14:18]  LW: (non prendertela, ma il commento della stessa Rame, e di Giulietto Chiesa, su quel blog)
[14:20]  LW: in questa brutta storia, o inizio d’era, di semplice ci sono solo i morti ammazzati e i profughi
[14:20]  LW: da tutte le parti
[14:21]  LW: anzi, forse solo i morti
[14:21]  LW: perchè nemmeno alle vittime si puo’ dar troppo retta, ai loro (legittimi?) risentimenti
[14:22]  LW: per McCain è opportuno che gli Stati Uniti facciano sentire direttamente ai georgiani tutto il loro appoggio. “A nome di ogni americano ho parlato in queste ore con il presidente georgiano Saakashvili - ha affermato - Gli ho detto che qui in America siamo tutti georgiani”.
[14:23]  LW: come se all’epoca dell’assassinio non mi ricordo di quale nazista a Parigi, avessero detto ’siamo tutti nazisti’
[14:24]  LW: l’unica domanda che riesco ancora a pormi è: ma chi li ferma più questi pazzi criminali?
[14:25]  LW: pazzi, danno la ragione ’storica’ a Putin (Putin !!!)
[14:25]  LW: tanto che je frega? a chi interesserà più la Storia, dopo ?
[14:26]  NP: purtroppo nessuno Lapsus
[14:26]  NP: la gente è presa da altro
[14:26]  NP: consumare
[14:27]  NP: finchè ce n’è
[14:27]  LW: finchè ce n’è…
[14:28]  LW: LA7 ha dato ora Big One, di Michael Moore
[14:28]  LW: chissà in quanti l’hanno visto, e che ne cavano

1 giugno 2007

Il video della BBC sui preti pedofili e le vicende di Rignano Flaminio, 'inquadrate' devotamente e zelantemente da Giuliano Ferrara

Questo articolo di Giuliano Ferrara è da incorniciare, per tempi futuri, quelli del proseguimento del processo per i fatti di Rignano Flaminio, e quelli del sempre possibile ripensamento, o risveglio, di una mente laica momentaneamente devota, anzi, come succede sempre ai neoconvertiti, zelantemente devota.


quote (anonimo sardo @ 1 Jun 2007, 13:49 )
GRANDISSIMA RISPOSTA "PREVENTIVA" DI FERRARA A SANTORO:

Il rogo delle streghe cattoliche
Al nuovo oscurantismo secolarista i porno-pedo-media tracciano la rotta
Certo che esistono preti capaci di abusi sessuali, omosessuali e pedofili. Come esistono laici, in ogni settore della vita privata e della vita civile, capaci di ridurre a strumento il corpo di un altro. La differenza, semmai, sta nel fatto, segnalato da un’invettiva di Francesco Agnoli su queste colonne, che per i cattolici questo abuso è indubitabilmente peccato, mentre per la morale laica è sempre più difficile fissare un confine che divida un amore diverso da un’offesa all’umanità e ai diritti dell’altro, e in particolare del bambino o della bambina. In Olanda, accanto alla legislazione matrimoniale tra le più variegate e libere del mondo, è sorto in nome della libertà un partito che intende riabilitare il concetto e la pratica della pederastia. Nella tradizione greco-pagana e romana, prima del cristianesimo, l’amore e il libero desiderio per i fanciulli e le fanciulle erano d’altra parte uno dei codici poetici e filosofici nobili della vita associata. Ma ora il mondo di Lolita e del marchese De Sade rovescia il proprio libertinismo, sia nella sua versione letteraria alta sia in quella bassa, semplicemente morbosa e brutale, in una caccia alle streghe cattoliche, nel rogo ideologico di un’istituzione, il sacerdozio, che la Riforma protestante e gli spiriti protestanti del mondo moderno rigettano in nome del sacerdozio universale, nel quadro di un attacco illiberale ai sacramenti e alla tradizione della chiesa fondata da Gesù Cristo. Una campagna vergognosa la cui rotta è tracciata invariabilmente dai media pedo-pornografici, con le facce imbellettate e i capelli imbionditi dall’henné a testimoniare il diritto alla generalizzazione, alla diffamazione specifica, all’insinuazione, al delirio morboso che trasforma fatti precisi in fenomeni diffusi e fuori controllo, adombra complicità per ogni dove, punta in alto per attaccare il clero come tale e rimodellare la chiesa dall’interno secondo i dogmi fanatici della cultura secolarista. Primo dogma lo share.
Siamo appena usciti dal Grande Fratello Pedofilo di Rignano Flaminio, non abbiamo ancora elaborato il lutto di un’indagine che ha fatto strame di persone umane e di bambini vessati dalle fobie adulte senza uno straccio di prova, in omaggio al culto morboso dell’antipedofilia militante, ed ecco che l’amore dovuto ai piccoli diventa strumento d’attacco calunnioso in odio ai preti e a quel che significano di diverso, di irriducibile, nel mondo moderno. Laicisti Torquemada da strapazzo, che hanno fatto fuori un cattolico da un incarico pubblico in Europa accusandolo di aver usato la parola peccato, pur ben distinta dalla parola reato, importano in Italia al livello più basso, la programmazione di quell’azienda culturalmente fallita che è la Rai, un banale volantino anticlericale confezionato da quell’azienda civilmente fallita che è la Bbc, tribuna di tutte le calunnie sulla guerra e sulla pace. Buona visione.


*



http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=147226&f=194&st=480




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28 maggio 2007

NAS nelle scuole. 'I genitori protestano'. Protestano?

NAS nelle scuole. 'I genitori protestano'. Questo era il titolo sulla home page di Repubblica.it del 28 maggio 2007 fino a pochi minuti fa.

Quali genitori? Quegli stessi di cui scrive Michele Serra? Un carabiniere in ogni scuola e in ogni casa, oltre a essere un lusso che neanche lo Stato più ricco del mondo potrebbe concedersi, servirebbe forse a garantire più sicurezza. Ma scaricherebbe la coscienza degli adulti dal compito di occuparsi dei ragazzi: di essere noi i primi carabinieri, le prime autorità sanitarie e etiche, senza divisa e senza potere di arresto, ma favoriti da una prossimità, e da un amore, che troppo spesso dimentichiamo di avere, dimentichiamo di usare.

«Si rischia di rilanciare una cultura proibizionista — attacca Paolo Cento (Verdi), sottosegretario al ministero dell'Economia —. La scuola non può essere trasformata in una sorta di stato di polizia». Sulla stessa linea l'Unione genitori: «Gli istituti scolastici non possono diventare il luogo della repressione». (Corriere.it)

Difficile essere d'accordo. Anche se è un brutto segno dei tempi, tempi di totalitarismi che avanzano, i carabinieri rappresentano pur sempre lo Stato, quello Stato democratico, quella Repubblica tra i cui compiti c'è quello di delimitare la libertà di spaccio delle droghe all'interno e nelle immediate vicinanze delle scuole. E anche di fare da modello, da esempio per quegli adulti che evidentemente, se è vero che protestano, quella coscienza di cui parla Serra ancora devono iniziare a costruirla, altro che scaricarla!

Conciliare in famiglia (famiglia!!!!) l'essere noi i primi carabinieri con la prossimità e l'amore mi sembra un controsenso, uno stridore di parole al vento. Non è questo il punto, perchè prossimità e amore, che da soli sono promotori di etica, ben poco possono, e nemmeno fare in casa i carabinieri, nei confronti di un potere criminale e mafioso che pretende di invadere ogni sfera della vita civile. Fosse come auspica Serra ci sarebbe da aver paura di quel che succede all'interno delle famiglie! Invece, il fatto che una loro autorevole associazione si limiti a protestare contro le proposte del ministro per la salute, anzichè organizzare forme di controllo autogestite con la partecipazione dei genitori, urgenti e necessarie, è davvero uno tra i tanti segnali di profondo disagio, preludio a nuovi totalitarismi, che ormai hanno invaso tutto e tutti.

A me pare...

Sempre da Repubblica.it
Da notare che nella lista non compare Rignano Flamigno ...

E qui almeno si ride, anche se con un sottofondo amaro




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22 maggio 2007

Fassino: prudenza sul video della BBC (E Rignano scompare dalle cronache)

I DL sempre più DC: equilibrio, prudenza, DICO? NO, NON DICO... (E LA VICENDA DI RIGNANO E' SCOMPARSA DALLE CRONACHE...)

martedì 22 maggio 2007
Il video della BBC sui preti pedofili. Fassino: prudenza sul video

http://mimirdigest.blogspot.com/2007/05/il-video-della-bbc-sui-preti-pedofili_22.html

Il caso Santoro
Fassino: preti pedofili. Prudenza sul video
«Il filmato Bbc su Annozero? Bisogna avere equilibrio» Oggi la Rai decide se trasmetterlo. Forza Italia non dice no

http://www.corriere.it

ROMA — Il dialogo tra Piero Fassino e il mondo cattolico continua. L'ultimo messaggio del segretario Ds ha come sfondo la polemica sul caso Santoro, ovvero sul possibile acquisto del video «Sex crimes and Vatican» da parte di «Annozero», un duro filmato sui preti pedofili che sarebbero stati protetti dal Vaticano e dall'allora cardinale Joseph Ratzinger.



Avverte Fassino: «L'argomento è tale che richiede da parte di tutti equilibrio e prudenza».

Nessun suggerimento al vertice Rai: «Si tratta di una decisione che compete all'azienda. Quando si affronta una materia così delicata servono molta attenzione e prudenza perché l'impatto di qualsiasi immagine, notizia o commento su temi così sensibili richiede equilibrio e prudenza». L'analisi è chiara: accostare il nome di Benedetto XVI alla pedofilia senza «equilibrio e prudenza» è un rischio. Non per niente, il giorno dopo il conclave del 2005, Fassino rilasciò un'intervista al «Corriere della Sera» in cui disse di Ratzinger: «Un uomo che certamente mi interessa. Ciò che dice e scrive, anche quando non condivisibile, è di straordinaria intensità etica e culturale. E coglie un punto che tutti oggi avvertono: il mondo non può vivere senza una scala di principi e valori etici». La dichiarazione di ieri arriva dopo la svolta di Fassino sui Dico («il problema può essere risolto anche agendo sul codice civile») che ha scatenato le rimostranze di verdi, Sinistra democratica, Rifondazione e comunisti italiani ma ha avuto il plauso di «Avvenire ». E dopo l'«attenzione» con cui il segretario Ds ha seguito il Family day.

Oggi c'è Mario Landolfi, presidente An della Vigilanza, a dar ragione al segretario Ds: «Giusto, sul filmato ci vuole prudenza». Ma il filmato verrà trasmesso o no? Lo deciderà oggi il Consiglio di amministrazione della Rai. Intanto Enrico Mentana da casa Mediaset avverte: «Se la Rai non lo vuole, il documentario della Bbc lo compriamo noi per "Matrix"». Oggi il caso verrà prima esposto dal direttore generale Claudio Cappon e poi discusso. Le posizioni sono note. Sandro Curzi (area Rifondazione- Verdi) è a favore della sua messa in onda perché «Santoro deve decidere in piena autonomia», al contrario Marco Staderini (area Udc) ha già annunciato che si batterà in ogni modo per impedirlo. Però ieri si registrava da parte di Forza Italia quasi l'ammissione che la puntata si farà. Dichiarazione di Elisabetta Gardini, portavoce del partito: «Se crede Santoro vada pure in onda, vada avanti, si svergognerà da sé, giudicheranno i cittadini italiani, la Vigilanza e il Cda Rai». Il consigliere Giuliano Urbani, stessa area di riferimento, ammette l'impossibilità pratica di non procedere con l'acquisto «per il contratto- quadro tra Bbc e Rai cui attingono abbondantemente anche Giovanni Minoli e Piero Angela. In Consiglio parlerà Cappon e annuncerà le decisioni». Perché l'ultimo responsabile editoriale dell'azienda resta sempre e comunque il direttore generale.
Paolo Conti
22 maggio 2007




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14 maggio 2007

Quando la sacra famiglia occidentale cannibalizza le famiglie altrui, ad esempio nella cattolica Ucraina

Quando la sacra famiglia occidentale cannibalizza le famiglie altrui, ad esempio nella cattolica Ucraina

L'inchiesta sul traffico di esseri umani
I trafficanti di cellule e i bimbi spariti
Trapianti cellulari, chirurghi clandestini, annunci di preparati biologici in grado di stimolare la guarigione, iniezioni di embrioni per cancellare le rughe: è il grande affare delle staminali

http://www.corriere.it

DAL NOSTRO INVIATO
KIEV — Bambini venduti come pezzi di ricambio. Feti frullati per infondere vitalità a vecchi e malati. Sono voci che girano da anni. Traffico d'organi,
neonati scomparsi, chirurghi clandestini e il nuovo business delle cellule staminali. Ma si è sempre potuto considerarle leggende metropolitane. Ne sono fiorite in Brasile, in India, in Africa. Mai nulla che, fino ad oggi, sia stato confermato. L'Interpol, che si attiva ad ogni denuncia, non ha trovato alcunché. Questa volta però è diverso. La prova che il traffico esiste potrebbe arrivare in pochi mesi. Sarebbe sufficiente che si concludessero indagini affossate da cinque anni e l'Ucraina potrebbe scoprire di essere un supermercato segreto di organi, tessuti e cellule umane. Il Consiglio d'Europa s'interroga, in un rapporto ancora riservato, sulla scomparsa di duecento bambini dalle sale parto dell'ex Repubblica sovietica. Spaventoso, ma non è tutto. In Ucraina, attivisti per i diritti umani chiedono di sapere che cosa succede non a duecento, ma a tremila neonati ogni anno: le mamme li sentono piangere alla nascita, gli obitori ne certificano la morte, eppure secondo i registri delle sale parto e dei cimiteri non esistono. I loro cadaveri scompaiono. Due medici sono scappati da Kiev (e stanno chiedendo asilo politico in Irlanda) perché hanno paura di essere uccisi proprio per aver dato voce all'orribile sospetto. In Ucraina il Corriere è venuto in possesso di un documento della Procura generale di Kiev in cui si chiede l'aiuto dei servizi segreti per il proseguimento delle indagini sulla scomparsa di alcuni neonati. Motivo? I misteriosi infarti che hanno chiuso la bocca a due testimoni chiave. Da quando è stato redatto il documento, invece di ricevere l'aiuto degli 007, il magistrato si è visto togliere il caso. E le morti sospette sono diventate sei.
Che cosa sta succedendo? Poche settimane fa il primo ministro Viktor Yanukovich era a Bruxelles, per una seduta del Comitato per gli affari esteri dell'Unione Europea. La deputata irlandese Kathy Sinnott gliel'ha chiesto. La risposta è sconvolgente perché conferma l'esistenza di un traffico di parti umane («embrioni» secondo Yanukovich): «Grazie per aver sollevato il doloroso problema del commercio di embrioni — ha detto il premier ucraino in presenza di diversi testimoni —. Spero siate d'accordo con me che non si tratta solo di fermare chi vende, ma anche chi compra. Purtroppo leggi insufficienti permettono che, oggi, questo traffico esista. Con la vostra assistenza confido che riusciremo a mettere fine a tutto ciò. Ho dato pieni poteri ai servizi segreti e al ministero dell'Interno, ma bisogna considerare anche il retroterra di povertà prevalente in Ucraina». Svetlana Pusikova non sa delle ammissioni del suo primo ministro. A 26 anni è incinta per la seconda volta. «Ma non andrò più a partorire in ospedale. Ho troppa paura che possa succedere di nuovo, che mi possano rubare anche questo bimbo». Erano le quattro di una notte d'autunno del 2002 quando nacque quello che avrebbe dovuto essere il primo figlio di Svetlana. «Ho partorito in fretta, senza problemi. Non mi hanno dato il bimbo da tenere in braccio, però l'ho visto mentre lo lavavano e lo pesavano. "Complimenti", ha detto un'infermiera. Ero felice e confusa, certo, ma ho osservato bene una donna in camice bianco che lo prendeva, lo avvolgeva in un panno e lo portava via. Da allora non ho più visto mio figlio». Sulla cartella clinica è registrata tutt'altra storia: non un parto a termine, ma un aborto spontaneo al sesto mese. Non un bimbo vivo di oltre 3 chili, ma un feto nato morto di 800 grammi.
Chi mente? Svetlana ha denunciato la «rapitrice», ne ha fatto un identikit. Inutile. Nessuno all'Ospedale numero sei di Kharkov dice di averla mai vista. Passano pochi mesi e nello stesso nosocomio dell'impoverito Est dell'Ucraina va a partorire Olena Stulniev. Ecco che cosa racconta. «Non ho sognato, all'inizio del 2003 mi è nata una bimba che avremmo voluto chiamare Regina». «C'ero anch'io — le dà manforte il marito Dimitri —. Le infermiere sono uscite dalla sala parto sorridenti e hanno scritto sul tabellone delle nascite: "Regina, 54 centimetri"». Ma anche la loro bambina è stata dichiarata un «aborto» di pochi mesi e il suo corpo mai restituito alla famiglia. In questa città ai tempi dell'Urss si costruivano carri armati, aerei e turbine, mentre oggi metà degli abitanti è senza lavoro. Eppure le élite del sistema comunista sono rimaste le stesse. Larissa Lazarenko è, tra le tante altre cose, anche il primario dell'Ospedale numero 6. La dottoressa rifiuta un incontro con il Corriere e, al telefono, urla il suo fastidio: «Lasciatemi in pace, è già stato tutto chiarito, non è successo nulla». Un punto di vista discutibile dal momento che l'inchiesta è semplicemente ferma. «Il caso è stato spostato in sette differenti uffici da quando la mia "Associazione per le famiglie numerose" si è messa ad aiutare queste madri — racconta Tatiana Zakharova, religiosissima attivista per i diritti umani di Kharkov —. Non appena il magistrato inquirente cominciava a capirci qualcosa la pratica gli veniva tolta. La richiesta dagli alti vertici era sempre la stessa: archiviazione».
Tatiana è convinta che quelli di Svetlana e Olena non siano casi isolati. «Hanno offerto alle famiglie dei soldi per mettere tutto a tacere, ma per fortuna, almeno queste due madri sono decise ad arrivare alla verità. Grazie alla denuncia di Svetlana siamo riusciti a far dissotterrare la cassa dove avrebbe dovuto essere il suo bimbo, a sequestrare i registri del reparto di ostetricia, dell'obitorio e della società di pompe funebri. Ne è uscito un quadro pazzesco: niente era come avrebbe dovuto essere. Nella piccola bara erano ufficialmente sepolti 28 aborti, ma c'erano 30 cadaveri. L'unico ad avere il braccialettino di riconoscimento era un feto di 800 grammi e guarda caso era proprio il braccialettino di Svetlana. Ma non solo. Erano tutti sezionati e privati degli organi mentre dalle carte dell'obitorio non risulta alcuna asportazione. In quella cassa c'erano anche i resti di un bimbo nato a termine che non avrebbe dovuto essere lì. Dico resti perché erano stati risparmiati gli arti e poco altro. Qualcuno l'aveva fatto a pezzi con un bisturi». Quindi il bimbo di Svetlana è stato trovato? «No. Ho detto che abbiamo trovato il braccialettino. Ma era su un cadavere diverso. L'ha con fermato il test del dna fatto fare da un laboratorio indipendente tedesco. Qualcuno aveva aperto la tomba prima di noi e aveva infilato quel braccialettino. L'hanno fatto di notte e, per sua sfortuna, un barbone che dormiva al cimitero li ha visti. Poco dopo aver testimoniato è morto nel rogo della sua baracca». Che cosa sta succedendo in Ucraina? Se l'è domandato anche la dottoressa Irina Bogomolova della Procura generale di Kiev quando le è stato affidato il caso. «Credo di essere arrivata molto vicina alla verità — dice Bogomolova al Corriere dalla sua casa di Odessa, sul Mar Nero —. Poi nell'aprile del 2006 sono stata improvvisamente prepensionata e quindi costretta a interrompere le indagini. Ho fatto ricorso e da pochissimo sono stata reintegrata nel mio ufficio, com'era mio diritto. Aspetto di tornare anche in possesso della pratica per finire l'inchiesta. Solo allora potrò raccontare quello che so sui neonati scomparsi». Anche Tatiana Zakharova, la presidente dell'Associazione per le famiglie numerose, è preoccupata di non violare il segreto istruttorio. Ma qualcosa può ancora dire.
«Sono ormai sei le morti sospette. Il barbone del cimitero è bruciato vivo. L'infermiera dell'Ospedale numero 6 che confessò di aver falsificato la cartella clinica di Svetlana ha avuto un attacco di cuore. Lo stesso è capitato al dipendente della ditta di pompe funebri che trasportava i "rifiuti biologici", gli aborti, al cimitero. In un incidente d'auto è morta un'amica di Svetlana che era con lei alla visita pre parto. Sono invece scomparsi nel nulla la donna dell'identikit che uscì dalla sala parto con la figlia di Svetlana in braccio e mio figlio, il mio braccio destro in questa battaglia, sparito sei mesi fa». Anche Tatiana si sente minacciata. «Non vivo più in casa mia. So di essere sorvegliata. Ormai quasi ogni notte cambio alloggio». Seguendo il ragionamento del premier Yanukovich («c'è chi vende "materiale umano" quindi c'è anche chi acquista») si può anche dire che se c'è chi miete parti umane nelle sale parto, ci deve anche essere chi le vende. Tatiana non ha dubbi e punta il dito sull'Istituto di Criobiologia di Kharkov. Sul sito Internet dell'Istituto si legge ciò che toglie il sonno a Tatiana. «Trapianti cellulari, preparati biologici in grado di stimolare naturalmente la guarigione grazie soprattutto al tasso di crescita notevolmente più alto garantito da cellule e tessuti fetali».
C'è anche una sorta di catalogo dei prodotti disponibili nell'Istituto di criobiologia: «cellule nervose embrionali, tessuti fetali di timo, tiroide, ossa, midollo spinale e milza». Il professore Valentyn Gryshchenko dirige l'Istituto con mano ferma a dispetto dei suoi 78 anni. Ha maniere cortesi, un eloquio raffinato, capisce l'inglese, ma preferisce parlare al Corriere in russo attraverso un interprete. L'esordio è in difesa: «Queste storie non hanno senso. Noi lavoriamo su staminali adulte che in tutta la letteratura scientifica si sono dimostrate più efficaci di quelle fetali o embrionali ». Ciò detto, il professor Gryshchenko non pensa di contraddirsi quando dice: «Questo Istituto esporta tessuti e cellule embrionali, ma non a pagamento, solo nell'ambito di cooperazioni scientifiche». E neppure si nasconde quando gli si fa notare che tra i suoi clienti c'è l'Istituto di Medicina Rigenerativa delle Isole Barbados. Un roboante nome per indicare una clinica privata di cui si ignorano i meriti scientifici mentre sono ben noti i prezzi per discutibilissimi trattamenti di ringiovanimento basati proprio sull'iniezione di cellule staminali embrionali. «Sì, abbiamo rifornito anche quella clinica» ammette Gryshchenko. Due anni fa, il ministro della Sanità ucraino Nikolay Palichuk aveva detto: «Non permetterò che i nostri bambini siano venduti a pezzi all'estero». Poche settimane dopo un rimpasto di governo lo allontanò dalla sua poltrona.
Andrea Nicastro
14 maggio 2007




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14 maggio 2007

Joseph Ratzinger cita il marxismo, per liquidarlo, insieme al capitalismo e alla globalizzazione liberista.

Appunti per una psicoanalisi del cristianesimo: Catholic Church 'über alles'

Joseph Ratzinger cita il marxismo, per liquidarlo, insieme al capitalismo e alla globalizzazione liberista.

"Dimentica" altre ideologie del XX secolo, di cui pure è stato protagonista, come fascismo e nazismo, nonchè la loro influenza e azione (Cile, Argentina...) a partire dall'Operazione O.D.E.SS.A
, che secondo Simon Wiesenthal, venne istituita nel 1946, per aiutare i nazisti in fuga, da diverse organizzazioni, pubbliche o segrete, (comprese CIA, Vaticano, e diversi governi Latino-Americani) che aiutarono ex membri delle SS.

In alternativa
alle "ideologie cattive" l'attuale Papa propone una comunità di cattolici che penetri e occupi posizioni politiche, a livello globale, per agire da queste posizioni interdicendo a tutti gli uomini della Terra i comportamenti che essa comunità decide, per bocca della sua massima autorità, il Papa, essere leciti o proibiti, minacciando di escludere da questa stessa comunità, di scomunicare, chiunque non sia d'accordo, a partire proprio da coloro che agiscono in campo politico.

Catholic Church ' über alles'. Come definire questa "nuova" ideologia proposta da Joseph Ratzinger che si propone di aggregare i pochi e buoni, per escludere i tanti e cattivi ... ?


Pope blames Marxism, capitalism for problems


POSTED: 7:16 p.m. EDT, May 13, 2007
APARECIDA, Brazil (AP) -- Pope Benedict XVI blamed Marxism and unbridled capitalism for Latin America's problems on Sunday, and urged bishops to mold a new generation of Roman Catholic leaders in politics to reverse the church's declining influence in the region.

Ending a five-day trip to the church's biggest stronghold on the planet, Benedict also warned that legalized contraception and abortion in Latin America threaten "the future of the peoples" and said the historic Catholic identity of the region is under assault.

Like his predecessor, Pope John Paul II, Benedict criticized capitalism's negative effects and Marxist influences that have motivated some grass-roots Catholic activists, remnants of the Liberation theology he moved to crush when he was a cardinal.

"The Marxist system, where it found its way into government, not only left a sad heritage of economic and ecological destruction, but also a painful destruction of the human spirit," Benedict said as he opened a two-week bishops' conference aimed at re-energizing the church's influence in Latin America.

But he added that unfettered capitalism and globalization, blamed by many in the region for the deep divide between the rich and poor, gives "rise to a worrying degradation of personal dignity through drugs, alcohol and deceptive illusions of happiness."

Benedict, speaking in Spanish and Portuguese to the bishops in Brazil's holiest shrine city, also said Latin America needs more dedicated Catholics in leadership positions in the media and at universities.


http://www.cnn.com/2007/WORLD/americas/05/13/

In quella compagine ostile alla Chiesa e ai suoi fondamenti, guidata dal Prodi "rovinafamiglie" immortalato sulle magliette, i cattolici del centrosinistra si trovano in difficoltà. Secondo l'intonazione psicologica della piazza anti-Dico, il mondo cattolico non è rappresentato da Clemente Mastella o da Francesco Rutelli, e meno che mai da Rosy Bindi; costoro non rappresentano nessuno e non sono neppure la foglia di fico sulle vergogne laiciste del centrosinistra: ne è una riprova a contrario l'accoglienza entusiastica riservata a Silvio Berlusconi, a testimonianza che c'è stata una fusione politica, di popolo, fra le posizioni cattoliche più intransigenti e la scelta per il centrodestra.

Matrimonio d'interesse e d'amore. Sicché è superfluo sottolineare che il raid di Silvio Berlusconi durante il Family day è stato un gesto politicamente impegnativo, anche a prescindere dalla violenza delle sue parole, quelle frasi provocatorie secondo cui non è possibile essere contemporaneamente fedeli cattolici e di sinistra. Berlusconi ha realizzato uno dei suoi blitzkrieg, e ha tentato di mettersi in tasca in un colpo solo l'ideologia della famiglia, il movimento ecclesiale, i sostenitori del matrimonio, gli oppositori del divorzio e dell'aborto, i contestatori della procreazione assistita, dei Dico e delle unioni omosessuali.

Ebbene, sarebbe il caso di capire come la pensa la Chiesa, al suo vertice, dell'appropriazione indebita delle istanze cattoliche e delle masse dei fedeli convenute a Roma per sostenerle...

Tuttavia il punto cruciale è evidente di per sé: comunque si sia verificata, non si è mai vista, in tempi di bipolarismo, una collocazione così netta ed esclusiva della Chiesa a fianco di una parte politica...

...una variante estremistica come quella prospettata sabato da Berlusconi, i cattolici di qua e i miscredenti di là, assomiglia più a un'eresia manichea che a un criterio di ragionevolezza politica. Altro che suggestioni neoguelfe: qui è potenzialmente in gioco la "cattura" della Chiesa da parte di uno dei giocatori politici.

Se chiesa e destra vanno in piazza insieme




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12 maggio 2007

Terrorismo, schiavismo, pedofilia: vittime -o- carnefici?

sabato 12 maggio 2007

Terrorismo, schiavismo, pedofilia: vittime -o- carnefici? Tertium non datur?Terrorismo, schiavismo, pedofilia: vittime -o- carnefici?

Secondo la logica aristotelica, se A nega B, o è vero A o è vero B, non c'è nessuna possibilità TERZA.

Un po' come in algebra: -1 +1 = 0

Gli opposti si annullano, si azzerano l'uno con l'altro.

Ma già se, per restare all'esempio algebrico, dalla 'linea' mi sposto su un 'piano', su uno di quei piani puo' essere vero A (-1), e su un altro B (+1) ...

Se io ad esempio dicessi che Eichmann era una "vittima" del sistema totalitario di dominio in cui era inserito, nella 'catena di comando', e magari anche vittima di eventi nella sua genealogia famigliare, nella sua 'biografia' precedente

qualcuno direbbe sicuramente: eh no, "vittima" erano coloro su cui si abbattuta la violenza e lo sterminio, -anche- per mano di Eichmann.

Eichmann era un "carnefice", punto e basta. O si è vittime, O si è carnefici.

Se ora ci fosse qui di fronte a me Hannah Arendt mi bloccherebbe subito, forse dicendomi che il problema è 'altro', sta 'altrove', e che, come sosteneva poi anche Sartre, le parole sono armi affilate, da usare con cautela e responsabilmente, perchè soltanto così 'io' agisco in questo mondo e contribuisco al bene comune dell'umanità, ad esempio combattendo il totalitarismo in tutte le sue forme... e per combatterlo lo devo (Arendt) comprendere...

Io penso però, come al solito molto provvisoriamente, che qualcosa si possa dire su questa tendenza, tutta contemporanea, a porre le questioni sempre in modo contrapposto, bene-male, innocente-colpevole ecc.

E NON perchè io creda che sia INDIFFERENTE porre il bene (o il male) di qua o di là

NEMMENO CREDO, come insiste Fassino e con lui tutto il seguito di diLigenti del neo fondando 'partito democratico', che TRA OPPOSTI SI DEBBA PER FORZA ARRIVARE AD UNA 'SINTESI',

perchè la SINTESI alla fine si riduce, e lo constatiamo quotidianamente, al solito -1+1=0

OVVERO A NEGARE, AZZERARE TUTTO!

La FAMIGLIA O è quella 'natural-tradizionale-cattolica' O è quella 'ateo-areligioso-laica'

E se faccio la SINTESI cosa ottengo? Che non decido NE' a favore dell'una NE' a favore dell'altra.

E INVECE DEBBO SCEGLIERE! Perchè proprio QUI STA L'AFFERMAZIONE DEL MIO ESSERCI IN QUESTO MONDO, solo così SFUGGO ALLA TOTALIZZAZIONE-GLOBALIZZAZIONE

Scelta innanzitutto individuale, 'mia', e poi sociale, collettiva, condivisa ecc.

IL PROBLEMA A QUESTO PUNTO E': COME SCELGO FRA DUE TESI OPPOSTE? AZZERANDONE SEMPLICEMENTE UNA?

La mia risposta è NO!

Non posso azzerarne una solo per far felice Papa Ratzinger e la sua insofferenza per il 'relativismo'

e nemmeno voglio, ma devo però riuscire comunque a DISTINGUERE LE DUE TESI CONTRAPPOSTE L'UNA ALL'ALTRA.

Esempio di questi giorni: PEDOFILIA

Una tesi sostiene che il pedofilo (in passato prevalentemente di sesso maschile, raro e isolato, ora diventato a quel che ci raccontano le cronache bisex e ubiquitario) è inserito a sua volta in una 'catena' (genealogica, famigliare, biografica) di cui è 'solo' l'ultimo anello:

dunque, il pedofilo è una "vittima". MA è - anche - un "carnefice" (spesso anche pluriomicida, ma non necessariamente in tutti i casi)

Il bambino fatto oggetto di attenzioni da un pedofilo (la violenza la subisce già qui, nel momento dell'"attenzione") è invece una "vittima", e per di più innocente,

perchè l'unica 'colpa' che puo' avere è quella di essere un bambino, così come per una donna è quella di essere donna, per un omosessuale di essere omosessuale, di un ebreo di essere ebreo ecc.

Allora, dico io, e qui mi fermo per ora:

ci deve essere pur un modo per riuscire a distinguere, per aiutare le persone a capire che è importante distinguere, tra

carnefici-vittime-di-carnefici (o carnefici-vittime-del-totalitarismo-e-della-globalizzazione, ad esempio lo schiavista scafista, o il terrorista suicida)

E

vittime-del-loro-puro-essere-parte-di-un-gruppo-umano

L'importante secondo me è quell' E

(Lo diceva anche Plutarco, che l'E è la chiave di volta dell'Universo!)




permalink | inviato da il 12/5/2007 alle 16:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 maggio 2007

Chi vuole i DICO non puo' parlare di famiglia né partecipare a family days. Lo dice il Nuovissimo Partito Democratico.

Le persone destinatarie dei Dico non sono legittimate a partecipare. Io questa sfida la prendo, ma dico agli organizzatori del Family day — e qui sì, gli occhi di Rosy cercano la Binetti — «non fate confusione andando a manifestare in nome della famiglia contro qualcosa che con la famiglia non ha niente a che vedere». Si chiude così il primo appuntamento unitario convocato dal Pd nel tentativo di disinnescare il Family day col lancio di un nuovo welfare: casa, asili nido, occupazione femminile, sostegno alle famiglie con figli...

http://www.corriere.it

Ho letto bene: "Le persone destinatarie dei Dico non sono legittimate a partecipare"

Ci sono, in Italia, anno 2007, nascita del "Partito Democratico", persone che, in quanto appartenenti ad una categoria (in questo caso i destinatari dei Dico) non sono legittimate a parlare pubblicamente, in questo caso di famiglie, nel corso di una manifestazione a sostegno delle famiglie.

Da segnalare il modo di riportare la notizia da parte di Repubblica.it che 'annega' le dichiarazioni del Ministro Bindi in una lunga premessa riguardante il dibattito sulle unioni omosessuali maschili in ambito ebraico: da sinistra, e in funzione anti israeliana, parlar male degli Ebrei, e seminare qua e là un po' di antisemitismo, affiancandolo all'omofobia, non guasta mai, sembra pensare Marco Politi


Comincia il rabbino di Roma Di Segni, con un excursus teologico sulla rivista ebraica Shalom. Il rabbino suscita un vespaio perché afferma che i Dico sono una "prima forma di riconoscimento legale" delle unioni omosessuali, mentre il Talmud babilonese respinge i contratti nuziale tra maschi e a questo divieto sono posti "limiti ritenuti insuperabili". Dunque pollice verso non alle convivenze in genere, ma specificatamente alle coppie omosessuali maschili. "Non tutto è moralmente accettabile", sancisce Di Segni, indicando l'"omosessualità maschile".

Replica furioso l'ulivista Franco Grillini parlando di inaccettabile "razzismo anti-omosessuale". Forse, aggiunge, il rabbino ha dimenticato che nei lager nazisti accanto agli ebrei c'erano anche gli omosessuali. Altrettanto tagliente il commento di Enrico Ollari, presidente di Gaylib, associazione omosessuale di centrodestra: "In Israele è riconosciuta l'unione gay celebrata all'estero. E a Tel Aviv, oltre alle tasse e alle norme sul diritto ereditario, le coppie di fatto godono di tutti i privilegi riservati alle coppie eterosessuali". Segue la provocazione: "Il rabbino preferirebbe israelizzare l'Italia o vaticanizzare Israele?".

Ma poiché due esegeti ebrei, fanno tre opinioni, ecco intervenire l'ex presidente delle Comunità ebraiche italiane, Amos Luzzatto, con una posizione diametralmente opposta a Di Segni. "Non vedo in quale forma dobbiamo temere che questa legge possa influenzare la famiglia e il matrimonio ebraico - ha sostenuto - e nessuno pretende che siano riconosciuti nella "ketubba" ebraica matrimoni di omosessuali o altri tipi di matrimoni diversi dalla nostra tradizione".
In realtà il rabbino Di Segni nel suo articolo allarga il discorso. A sua parere l'ebraismo italiano, adeguandosi troppo ai modelli di organizzazione della società non ebraica, rischia di estinguersi. E su questo allarme certamente si aprirà una discussione tra le comunità ebraiche.





permalink | inviato da il 8/5/2007 alle 9:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 maggio 2007

Democratici ... e razzisti

E intanto, sugli italianissimi pedofili, cala il silenzio, quello, pure italianissimo,  clerico/mafioso, che copre da sempre e sempre di più tutto, dall'immigrazione ( o tratta delle e degli schiavi, senza limiti di età) alla (s)vendita dei corpi e delle loro immagini e organi...

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LA LETTERA

Aiuto, sono di sinistra, ma sto diventando razzista

http://www.repubblica.it

GENTILE Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell'importanza dell'istruzione, delle buone letture e dello studio, l'etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita.
Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell'apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli.

Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto.
A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo.

Non c'è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana.
Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: "Se sei malata devi scendere, vecchia!!". Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: "Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua", proprio così tua, alla romana.

Altro giro sul tram, affollato. Sale una vecchietta, si avvicina ad una ragazza di colore, la più vicina all'entrata e seduta tra altre 2 persone anziane e, gentilmente, le chiede il posto: prima non risponde e poi, all'insistenza dell'anziana biascica un "vaffanc.. vecchia puttana". Il vecchietto seduto si alza per darle il posto: io intervengo per dire che non è giusto, lei è giovane e può benissimo alzarsi per una vecchietta. Quella si alza, mi guarda, dice qualcosa e poi mi sputa la gomma americana che ciancicava: l'ho presa per il colletto e l'ho sbattuta fuori dal tram, alla fermata. Tutti ad applaudire ma io mi sono vergognato come un ladro per la mia reazione ed alla fermata successiva sono sceso.

Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine.
Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano.

Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi?

Perché se chiedo l'espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?
Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli "se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all'esecuzione"?

Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo "tutti i fascisti fuori dal raccordo" ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l'idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell'integrazione e dell'accoglienza solidale?

Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune.

Sta crescendo ogni giorno di più l'intolleranza, sta montando l'odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l'intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell'Europa Occidentale questo avviene.

So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi.

Claudio Poverini

Se Nicolas Sarkozy ha conquistato l'Eliseo è anche per come ha affrontato prima da ministro dell'Interno, poi durante la campagna elettorale il tema dell'immigrazione. Con durezza, diciamolo. Senza negare, almeno a parole, una tradizione d'accoglienza che si vuole generosa, ma senza risparmiarsi l'elenco dettagliato di tutti i casi in cui i nuovi arrivati saranno immediatamente espulsi. La sua è stata una campagna visibilmente di destra appoggiata dai media e dall'industria ma, anche alla luce della lettera che pubblichiamo (necessariamente tagliata) ciò che dobbiamo chiederci è: sul punto specifico dell'immigrazione dove si collocano oggi i confini tra destra e sinistra?

Ricordo perfettamente gli anni in cui 'Law and Order', slogan della destra americana, era stato adottato nelle campagne elettorali fasciste: 'Legge e Ordine'. Dobbiamo avere il coraggio di dire che non è più di destra ammettere che la criminalità e il disordine sociale rappresentano un problema grave per l'equità della nostra convivenza. Non è di destra sostenere che l'immigrazione deve essere controllata, o chiedere agli immigrati di farsi carico di una serie di responsabilità civili, ivi compreso (per fare un esempio) l'obbligo di apprendere la lingua nazionale. Non è di destra reclamare una cultura della legalità che valga per tutti.

Al contrario, la cultura della legalità (a ogni livello - qui il discorso sarebbe lungo) è ciò di cui abbiamo più bisogno per evidenti ragioni di giustizia. Non si possono lasciare impegni così delicati alla destra che li assolverebbe a modo suo, con brutalità cieca anche senza arrivare alle cannonate che qualcuno minacciava tempo fa. È la sinistra che deve farsene carico ed è un carico pesante, forse il compito più difficile che oggi debba affrontare. Bisogna cominciare a dirlo con parole forti e chiare, con lucidità di visione, con il coraggio di chi sa innovare, prima che la denuncia del signor Claudio Poverini venga sommersa nel caos di episodi sempre più frequenti di rigetto, di intolleranza. Perché a quel punto la battaglia l'avrebbero persa tutti, gli immigrati e i cittadini.


Corrado Augias

(7 maggio 2007)

FORUM: COSA NE PENSATE?




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4 maggio 2007

Roma & Rom(eni), quando il Male viene allontanato dalla vista dei cittadini 'perbene'


Rom e lucciole, sul patto di legalità braccio di ferro in Campidoglio

Rifondazione e Comunisti italiani contro lo spostamento dei campi. La Cdl a favore
di Giovanna Vitale http://roma.repubblica.it




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