.
Annunci online

 
lapsus 
lapsus psicologia e polis
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  EMERGENZE
Blog Trotter Monitor
Jerushalayim
Ajeeb
Iraki News Agency
Ha'aretz
PRAVDA forum
World Press Photo
English Dar Alhayat
Uri Avnery's News Pages
Paix Maintenant
Peace Now
Peace Now Israel
Palestine Chronicle
Shalom.it
Nonviolenti.org
Sigmund Freud e Albert Einstein
COPING WITH TERRORISM
The Phenomenology of Trauma and the Absolutisms of Everyday Life
Federal Emergency Management Agency
alzataconpugno
straripando
babi119
esperimento
barnaba
ricordiamocene
miele98
CounterPunch
olifante
stilgar
mises
controcorrente
marioadinolfi
maquiavel
arsenico
calimero
oiraid
nanamalefika
liberopensiero
celeste
notimenospace
shockandawe
sannita
prospettiva_cdv
titollo
panther
cassandra
leguerrecivili
bartleby
mipassaperlatesta.
più che puoi
napoorsocapo
yadoge
  cerca



 

Diario | Psicologia e Guerra | Altrove | Chi è chi | Politichese | Intrighi | Serendipity | Europa | Sviluppo (in)sostenibile | Biotecnologie |
 
Europa
1visite.

5 giugno 2005

La Sinistra sinistra, la Lega e l'Europa

Eugenio Scalfari nel bell'articolo di oggi ricorda, nell'ordine: -la questione europea e la posizione della Lega -la questione Rutelli -la questione referendum ma dimentica, come Coen del resto -la questione Rifondazione Comunista (o 'Sinistra sinistra') perchè si dà il caso che da settimane RC (vedi ad es. Radio Popolare) non perda colpi nell'attaccare l'Europa, nel proclamare la propria adesione al NO del referendum francese e olandese e cosa più grave nell'associarsi alla Lega per chiedere un referendum consultivo anti-europeo in Italia Il tutto da posizioni che 'di sinistra' non hanno più nemmeno la parvenza: RC (e la SS) si associa alla Lega nelle argomentazioni populiste, solletica la pancia del popolo bue addebitando alla Costituzione (sic) europea la disoccupazione, all'euro le dislocazioni, echissenefrega dei paesi ex comunisti... viva le etnie anche se poi sulle etnie dalla Lega si separa: in senso pro-islamico s'intende! A Como ieri roboante manifestazione (sostenuta anche dai DS locali) contro la proiezione del film Submission, voluta dalla Lega (ma, vorrei ricordare, ad alto rischio attentati per i proponenti, vedasi caso RAI3) Insomma. Il male, a sinistra, comincia lì, e i paletti che Scalfari invoca contro la Lega ("Il ministro delle Riforme è arrivato a mettere Ciampi sotto accusa per aver voluto l'euro e per aver dissestato la finanza pubblica. In qualsiasi altro paese il presidente del Consiglio gli avrebbe chiesto le dimissioni immediate: ma qui, evidentemente, il silenzio è d'oro.") dovrebbero invocarli, quelli che sul centro sinistra scommettono ancora, anche contro la SS (RC e affini) La Repubblica, 5 Giugno 2005




permalink | inviato da il 5/6/2005 alle 12:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 maggio 2005

Cari francesi, così di sinistra, così radicali: la destra globale e antiglobale ringraziano

ma che bravi questi francesi, così di sinistra, così radicali ! e infatti gongola la dx, in Italia, in Spagna, in Austria ..... negli odiatissimi USA Grazie !!!!!!!!!! Non basterà un secolo per ringraziarvi abbastanza ! Ah, dimenticavo... era proprio troppo liberal quella costituzione... non prevedeva Dio e la Chiesa Cattolica Adesso, grazie a voi rimedieranno. Grazie !!! Di cuore... eh, mi raccomando, in Italia, nel prossimo referendum, il bis ! Un bel NO! (anzi, che votiamo a fa' ???) radicale, e di sinistra GRAZIE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!




permalink | inviato da il 29/5/2005 alle 23:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 giugno 2004

Un grande portale rivolto ai 75 milioni di ragazzi della Ue a 25

Portale Giovani EuropaNotizie, giochi, indicazioni utili per vacanze e lavoro L'Europa cerca su Internet un rapporto con i suoi giovani Il sito punta sull'interattività: dai sondaggi alle chat con le istituzioni e gli uomini dell'Unione di DANILO CHIRICO Un portale da oltre diecimila link con un numero impressionante di indirizzi, notizie e informazioni sull'Europa. Un nuovo strumento per tentare di far nascere i nuovi cittadini europei. Aperti al confronto, che parlano più lingue, che partecipano alla vita dell'Ue. L'Unione europea apre le porte ai suoi 75 milioni di giovani dei 25 Paesi membri e cerca di raggiungerli attraverso la rete. Da qualche giorno è on line - all'indirizzo http://europa.eu.int/youth - il Portale della gioventù europea. L'home page offre l'idea di un sito soprattutto utile. Quasi che ci sia il tentativo di inaugurare, finalmente, un nuovo tipo di comunicazione istituzionale. Sulla sinistra dello schermo del Pc - in blu - c'è la parte dedicata alle informazioni che sono divise in sei sezioni (studio, lavoro, volontariato, diritti dei ragazzi, siti dedicati ai giovani e informazioni sull'Europa) con l'obiettivo di rendere il più possibile rapido l'accesso alle notizie. Diventa più immediata, per esempio, la ricerca degli indirizzi utili a trovare lavoro all'estero, a organizzare un viaggio studio, a scovare un istituto di formazione, a stringere contatti e relazioni con associazioni ed enti di uno dei 25 Paesi dell'Unione. E diventa più semplice capire come funziona la nuova Europa, cosa sta dietro alle sue istituzioni. Ai servizi ogni cittadino potrà accedere con la propria lingua anche se in questi primi giorni, caratterizzati da numerosi inconvenienti tecnici, per chi non conosce l'inglese la navigazione è difficile. Nella parte centrale dell'home page grande spazio è dedicato alle notizie e agli eventi dedicati ai giovani. Un link interessante (http://www.barcelona2004.org) rimanda al Festival mondiale della gioventù di Barcellona (8-14 agosto 2004). Ancora in home page si trova un gioco curioso, EuropaQuiz: rispondendo a una serie di domande sull'Unione, entro il 13 giugno (giorno delle elezioni europee), c'è la possibilità di diventare presidente virtuale dell'Ue e, soprattutto, di vincere un viaggio vip a Strasburgo. Saranno premiati i 25 più bravi. Ma l'obiettivo forse più ambizioso del nuovo portale è creare una vera comunità telematica dei giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni. Il webmaster chiede la collaborazione dei navigatori per avere consigli e impressioni sul sito (alla casella email: EAC-PORTAL-YOUTH@cec.eu.int) che - l'avviso è in home page - è ancora in costruzione. Ma non solo. La parte in verde alla destra dell'home page è dedicata alla partecipazione. Alla vita del sito e alla vita dell'Unione. Sono stati attivati tre forum di discussione (ai quali, sinora, sono iscritti solo poco più che un centinaio di utenti), mentre un link è dedicato alla possibilità di mettere in rete e, quindi, condividere le storie personali. E i vertici dell'Ue hanno anche deciso di provare a capire cosa pensano i giovani della nuova Europa. Così nel portale c'è, per esempio, un sondaggio sulla Costituzione. Il momento più interessante però potrebbe diventare quello della chat (all'indirizzo http://europa.eu.int/comm/chat/reding/index_it.htm). Scaricando i tradizionali software è possibile avviare due tipi di conversazione informale. Una - che prevede anche un accesso in diretta alle immagini provenienti da Bruxelles - con i rappresentanti istituzionali dell'Unione che invitano a discutere con loro sulle questioni europee di maggiore attualità, l'altro tutto dedicato ai giovani che dovranno accogliere la sfida di riuscire a confrontarsi nonostante parlino 20 lingue diverse. Si tratta adesso di risolvere i troppi problemi tecnici e di lanciare il portale tra i giovani: nei prossimi mesi sono previsti eventi di presentazione in tutti gli Stati membri. Per farlo diventare davvero uno strumento di lavoro e di partecipazione democratica. (La Repubblica, 7 giugno 2004) Il portale destinato in maniera specifica alle esigenze dei giovani, è stato lanciato dalla Commissione Europea il 26 Maggio 2004, con accesso ad oltre 10.000 siti nelle 20 lingue dell'UE. Il portale è stato creato da giovani europei e contiene informazioni sull'Europa di interesse per i giovani: viaggiare, studiare e lavorare in un altro paese UE. L'obiettivo del portale è di offrire al maggior numero di giovani possibile rapido e facile accesso alle informazioni sull'Europa legate ai temi di loro interesse e di accrescere la loro partecipazione attiva alla vita pubblica. Alla fine di una conferenza stampa il 26 maggio, i giovani e tutti coloro che sono interessati alle problematiche giovanili, saranno invitati a partecipare ad una chat interattiva con le Commissarie Viviane Reding e Dalia Grybauskaitë dalle 13.00 alle 15.00. Nei singoli Stati membri verranno inoltre organizzati una serie di eventi per il lancio del portale a livello locale. Website: http://europa.eu.int/youth Chat: http://europa.eu.int/comm/chat/reding/index_it.htm




permalink | inviato da il 7/6/2004 alle 14:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

3 maggio 2004

Morire per Danzica? Oggi non è più necessario! Ma dov'è ora Danzica?

si chiama sempre Danzica, Gdansk, qui il sito della città in inglese: http://www.gdansk.pl/en/ Danzica è in Polonia e quindi fa parte da l'altro ieri dell'Unione europea. vittorio scrive Vittorio Merlo, che aveva citato Günther Grass ne "Il passo del gambero", in Blogtrotter, Commenti (inviato il 03.05.2004 12:29:40, Website: http://webplaza.pt.lu/merlo/). Grazie ! e tra l'altro questo cercavo "In June 1919, under the Versailles Treaty Gdansk becomes a Free City supervised by the League of Nations represented by its High Commissioners." morire per Danzica? oggi non è più necessario! a me sembra epocale, eppure prevale, almeno da noi, una sorta di ovattata indifferenza


cercando con Google "morire per Danzica, trovo serendippicamente che.... hitler definiva "UMANITARIA" la sua guerra alla Polonia... 1 Settembre 1939. Inizia la "GUERRA UMANITARIA" di Hitler in Polonia per la" liberazione del popolo di Danzica dall'oppressione polacca". "Dalle ore 5,45 rispondiamo al fuoco...Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di questa guerra umanitaria, non può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fino a quando i diritti non saranno garantiti" "Seit 5.45 Uhr wird jetzT zurueckgeschossen....Wer selbst sich von den Regeln einer humanen Kriegfuhrung entfernt, kann von uns nichts andEres erwarten, als dass wir den gleichen Schritt tun. Ich werde diesen Kampf, ganz gleich gegen wen, so lange fuehren, bis die Sicherheit des Reiches und bis seine Rechte gewaEhrleistet sind" " http://www.cronologia.it/storia/a1939.htm Ma perchè DANZICA ??????? Questa città è stata storicizzata, è diventata il simbolo delle rivendicazioni tedesche, Hitler la blandì come una bandiera per minacciare le potenze occidentali. Ma anche per la Polonia (quella nazionalista) la città era un simbolo. Ma in effetti la città che "scatenò" (chiamiamolo espediente tattico) Hitler era un'altra città, una particolarissima città. La più giovane città d'Europa, il più giovane porto del mondo, che in poco più di dieci anni aveva eclissato una dozzina di grandi porti d'antica fama; GDYNIA. Una città sorta al centro di quel corridoio che già nel 1934 viene considerata come una causa sicura della prossima guerra mondiale. Il famoso giornalista americano KNICHERBOCKER (Premio Pulitzer), proprio nel 1934 fa un giro del mondo, interroga 30 capi di Governo, Sovrani, Dittatori, capi di Stato Maggiore, analizza tutte le situazioni politiche e militari, e fa loro una precisa domanda: Ci sarà la guerra in Europa? Quando esploderà? Ci sono 6 milioni di uomini in uniforme, con il fucile in mano, che cosa aspettano? Fu poi il titolo del libro che diede alle stampe in tutte le lingue (In Italia, Bompiani, 1 giugno 1934). Era una inquietante esposizioni della situazione. Profetica negli sviluppi e nella conclusione, perchè accadde poi tutto quello che vi era esposto, come si sarebbe cronologicamente svolta la seconda guerra mondiale, la conclusione (sbagliò solo di tre mesi), quanti morti avrebbe procurato (sbagliò di poco e in difetto), che sarebbe finita con una superbomba, con la Germania perdente, con la disfatta dell'Italia perchè millantatrice, e non escludeva che per la vittoria finale Russia e America si sarebbero alleate (nel 1934 una cosa perfino inconcepibile, nonostante gli affari. Gli Usa -beffando l'Inghilterra che si era chiusa col protezionismo nella sua Isola- aveva riconosciuto l'URSS e aveva iniziato a fare ottimi affari con i russi. - Gli inglesi erano (nel "disgraziato" '29) a far abbandonare il gold standard a 22 Paesi che chiusero così tutte le importazioni americane. Fu un altro KO per gli Usa sconvolta dalla Grande depressione).Vedi link "Il crollo di Wall Street"). Il sottotitolo del libro era: C'è la questione di Danzica. La questione Saar. La questione dell'Anscluss. Le divergenze Italo-Francesi-Inglesi. La questione degli ebrei. E che dopo una invasione a est, Hitler si sarebbe rivolto a occidente. In una pagina del libro c'è anche una imprudente affermazione di un generale francese (imprudente ma realista e ottimo stratega). Sostenitore di una "guerra di movimento" e delle divisione corazzate, prendeva in giro chi aveva voluto in Francia la inutile linea Maginot. "Non serve a nulla, con i potenti carri si può penetrare nelle Ardenne e la si può sfondare, inoltre la si può anche aggirare nelle Fiandre". Hitler probabilmente acquistò il libro, perchè fece l'una e l'altra cosa. Tutto sarebbe partito da Danzica. Dove Hitler in questo 1934 ha già le sue Truppe d'Assalto che però tiene sotto controllo su questo territorio dove il social-nazionalismo alle ultime elezioni ha raggiunto risultati impressionanti. La conquista del comune delle Camicie Brune ha agghiacciato ol sangue agli Ebrei e ai Polacchi; ma si è anche detto che ha mozzato il respiro a mezza Europa. Danzica da quando era stata proclamata Città Libera, non aveva avuto che liti con la Polonia che hanno interessato 259 volte la Lega della Nazioni, e dopo la ascesa al potere di Hitler di questioni ne erano rimaste 34 ancora insolute. Ora gli uomini di Hitler sono al potere e hanno riorganizzato il territorio con quella "rigorosa conformità" che caratterizza ora tutta la Germania. Che significa ubbidienza a Hitler. Il delegato Rauschning è il Galautier di Hitler a Danzica. Oltre il libro di Knicherbocker, contemporaneamente esce anche un'altro libro dell'inglese Wells, L'ultimo ciclone di guerra. Sembra un romanzo, ma poi nella trama lui fa scoppiare la guerra mondiale a Danzica nell'anno 1940. Ed è inquietante la causa. Un povero Ebreo sporgendosi dal finestrino di un treno alla stazione di Danzica, sputa un seme d'arancio che si era cacciato nel palato, un milite delle Truppe d'Assalto trovandosi vicino interpreta il gesto come uno sfregio alla milizia tedesca, un insulto alla Fratellanza di Sangue Germanico, all'assoluto mistico concetto germanico . Suscita una lite, sbocca in una guerra locale, poi europea, fino al crollo della civiltà. Ma cos'ha di particolare questa Danzica? La città polacca originaria slava era divenuta nel XII secolo centro mercantile tedesco. Entrata nella lega Anseatica nel 1361 si oppose all'ordine dei cavalieri teutonici (governi rigidi che ricorsero alla conversione forzata e allo sterminio dei popoli baltici fin quando furono sconfitti dai polacchi nel XV secolo) Danzica fu premiata da re polacco con uno statuto di piena autonomia, che durerà trecento anni, fino a quando la perderà nel 1792 quando i Prussiani con i Russi cinicamente si spartirono in due tutta la Polonia. Quando fu poi fondato nel 1870 l'Impero tedesco, ovviamente Danzica passò alla Germania. Poi - dopo un periodo caotico per l'intera Polonia (vedi le vicende della Polonia in Invasione della Polonia) - a sconvolgere nuovamente Danzica e l'intera Polonia fu la disfatta della Germania. A Versailles Wilson disegnò la nuova cartina d'Europa, in Polonia fu costituita la Repubblica, mentre la città di Danzica (con l'antica vocazione nel suo dna di città autonoma) fu nuovamente elevata a Città Libera a una condizione che lasciasse alla Polonia un accesso al mare, tramite un "corridoio" tra la tedesca Pomerania e la città. Ma nel fare il corridoio Wilson lo traccia su suolo germanico. Quando Hitler non era ancora entrato in "birreria", ed era un perfetto sconosciuto, non ci fu un solo tedesco in tutta la Germania che non reclamò e con indignazione questa incisione-ferita nel corpo del Reich. (Quanti spinosi problemi forse (!?) si sarebbe potuto risparmiare senza questa incisione!) Inizia qui l'avventura di GDYNIA che è tedesca, ma è al servizio della Polonia. Quando fu creato il corridoio, questa località era un gruppetto di case, tuguri, abitati da un centinaio di pescatori. Non in Europa ma nemmeno in Germania e in Polonia l'avevano mai sentita nominare Gdyna. Che è sempre sul Baltico, è sempre nella stessa grande baia di Danzica, ma è in una posizione ancora più felice quasi dentro un grande golfo, che dal 1919 diventa il terminale del corridoio polacco che sbocca sul mare. Il piccolo borgo viene stravolto; le costruzioni edilizie nascono come funghi, il traffico diventa sempre più intenso, le banchine sul porto si moltiplicano ogni mese, gli affari fanno passi da giganti, in pochi anni come porto è già concorrente di Danzica, nel 1933, dopo appena dieci anni, Gdynia ha già 50.000 abitanti tutti dediti agli affari, e ha il porto più attivo di Amsterdam, di Copenaghen, di Le Havre, di Bordeaux, di Brema, di Stoccolma. Ci sono più banchine e società marittime che abitanti. 2 miglia di dighe, 6 miglia di banchine, 122.000 metri quadrati di docks, un intrigo di binari che scendono al porto, una media di 50 navi ancorate ogni giorno. Nel 1924 attraccarono le prime 29 navi, nel 1932 erano già 3.610. Nel 1938 non esiste un conteggio ma secondo i tedeschi sfioravano la 6-7.000 unità. Transita dal porto il 70% del commercio estero polacco. La vita economica della nuova nazione polacca è legata tutta al porto di Gdynia. Abbastanza singolare (con i dati che abbiamo del 1934). Passano nel corridoio nel senso dei meridiani dodici milioni di tonnellate di mercanzia all'anno. Ma nel senso dei paralleli (tra il Reich e la Prussia Orientale) solo due milioni di tonnellate. Un rapporto di 1 a 6 a favore della Polonia. (ma nel 1938 era ancora aumentato. Quindi una mortale strozzatura dei mercati tedeschi verso est e ovviamente quasi totale nella stessa fascia ex territorio tedesco. Già nel 1934 la Polonia su Gdynia ha investito più di cento milioni di dollari oro, ed è solo una piccola frazione del valore che la Polonia attribuisce alla località, perchè ha la ferma volontà di farne una grande impresa commerciale europea, un porto a caratura mondiale. Con ulteriore preoccupazione di carattere economico per la Germania Ma le considerazioni non sono solo di carattere commerciale, ma anche di carattere militare, perchè la Polonia sta creando a Gdynia anche un porto strategico militare. Che la Polonia non ha mai avuto nella sua storia. C'era la Danzica Città Libera, ma non ha dimenticato la Polonia -quando scoppiò la guerra con la Russia, che gli scaricatori (comunisti) filo-russi nel grande porto incrociarono le braccia e si rifiutarono di spedire munizioni e materiale bellico alla Polonia per difendersi. Ma non avvenne solo questo nel corridoio nel corso degli anni del dopoguerra. Creata questa fascia, sotto varie pressione della autorità polacche, 900.000 tedeschi -come risulta dalle statistiche- dovettero abbandonare il territorio (non trovando più nè lavoro né impieghi) così che la sua popolazione, già tedesca, nella fascia è divenuta tutta polacca. Arriviamo agli anni critici. Il 1938-1939. La Polonia è irremovibilmente risoluta a mantenere il corridoio, perchè è persuasa che rinunciandovi si esporrebbe ad un nuovo smembramento, alla morte cioè del nuovo Stato. La Germania (a parte il nazionalismo) dopo questa preoccupante ascesa economica ha incominciato da anni a dichiarare, che il corridoio tagliava fuori dal Reich la Prussia Orientale, che era "uno strozzamento alla sua economia" "recide un membro dal rimanente nostro corpo". Il corridoio inizia a tenere un posto di primo piano tra gli obiettivi della Germania, che persiste con determinazione di riconquistare il territorio a costo di scatenare una guerra su tutto l'occidente. Hitler scrive a Mussolini tre giorni prima dell'invasione "non mi perito di risolvere la questione orientale, anche col pericolo di complicazioni ad Occidente". Mentre Varsavia con altrettanta determinazione dalla radio lancia accorati appelli al mondo "Warzawa, s toba zwyciestwo albo smierc", "o la vittoria oppure la morte". Infine dobbiamo dare un'occhiata alla carta. Se la Germania aveva la ferma volontà di recuperare il territorio, e per fare un attacco avesse voluto trasferire le truppe nella Prussia Orientale, non avrebbe mai potuto mai farlo via terra. Salvo - dissero tutti in coro gli occidentali e quindi avevano ben presente il "pericolo di complicazioni"- invadere tutta la Polonia. Ed è proprio quello che fece poi Hitler il 1 settembre 1939! http://www.cronologia.it/storia/a1939h.htm




permalink | inviato da il 3/5/2004 alle 12:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 maggio 2004

Europa 1914 - 2004 ... la stessa Europa ? Pacifismi di ieri e di oggi

Sono trascorsi 90 anni dal 1914, anno culmine di un periodo storico, quello dal 1870 al 1914, si puo' definire l'Età dell'Oro di un'Europa unificata dalla scienza, dalla cultura, dalla filosofia, dalla musica, dall'arte (The Golden Age, 1880-1930 THIS STORY COULD ALSO BEGUIN BEFORE, I870, IN LONDON: MONET AND PISSARRO DISCOVERING TURNER'S AND CONSTABLE'S PAINTINGS I871, IN PARIS, OR 1878, IN BERLIN (OR IN BOSNIA-ERZEGOVINA) AND THE END COULD BE 1929, IN NEW YORK 1933, IN BERLIN 1936, IN MADRID OR IN ADDIS ABEBA OR 1938, IN MUNIC (OR, WITH S. FREUD, FROM VIENNA TO LONDON) Era la Belle EpoqueBelle Epoque (Les années entre 1890-1914 qui ont précédé la première guerre mondiale sont aujourd'hui connues comme "la Belle Epoque", Durant cette période, le plaisir régnait, et la 'joie de vivre' caractérisait la vie quotidienne) Nel 1914 finiva (o iniziava la fine di) un sogno, ma anche di una realtà vissuta dai nostri nonni e bisnonni: dopo un secolo, il XIX, di Guerre di Indipendenza e Coloniali, per più di 40 anni l'Europa era in gran parte pacificata, gli spostamenti da un capo all'altro erano, per l'epoca, facili e frequenti: si spostavano venditori di mele, caldarroste o lupini, si movevano gruppi gitani, l'industrializzazione e la 'modernità' contribuivano a diffondere una 'patina' comune, di civiltà, in cui alle strade dell'Europa Romana si aggiungevano ferrovie e vie marittime a vapore, iniziava l'avventura aerea, si scoprivano le leggi dell'ottica, delle immagini in movimento, dei raggi X e dell'atomo. L'inquietudine serpeggiava, per innumerevoli ragioni, ma trovava modo di esprimersi da Parigi a Mosca, da Vienna a Berlino, da Roma a Londra, da Budapest a Varsavia, da Copenhagen a Praga ... nell'arte unificata e unificante dei balletti, delle opere liriche e del cinematografo: l'Età dei Lumi, giunta a maturità, si chiamava Fratelli Lumières ... strade e piazze si illuminavano grazie ai lampioni a gas ed erano attraversate dalle prime tramvie... Quasi come oggi... quali le differenze ? Le tensioni che hanno portato alla Prima Guerra Mondiale ed alla 'sperimentazione globale' del Socialismo Realizzato, del Fascismo, del Nazismo hanno rotto quel magico equilibrio per mezzo secolo, ed un altro mezzo secolo è occorso per tornare al... punto di partenza... Ma quel ritorno non è affatto pacifico. Pacifismo, per uno ad esempio come Romain Rolland (celui qui faisait sienne la devise d'Héraclite:" Avec les dissonances, construire la plus belle harmonie.") era nostalgia dell'unità europea perduta, e speranza di una ricomposizione della frattura in mille pezzi dell'Europa degli stati, ma anche delle menti degli europei, costretti a lotte fratricide e guerre civili Nel contributo da lui firmato a una raccolta di saggi in onore di Romain Rolland, nel 1926 Freud scrive: Uomo indimenticabile, quanta fatica e sofferenza deve aver patito per potersi innalzare a simili vertici di umanità! Già molti anni prima di incontrarLa, La stimavo come artista e apostolo dell'amore tra gli uomini. Anche io sono sempre stato un assertore dell'amore per il genere umano, non sulla base del sentimentalismo e dell'i-dealismo, ma per ragioni molto più concrete ed economiche: perché davanti alle pulsioni istintuali e al mondo così per come esso è, sono stato spinto a considerare questo amore come uno strumento indispensabile per la conservazione della specie umana, né più né meno, per così dire, di quanto lo sia la tecnologia (Freud, 1961, p. 365). (POL.it, Che tipo era Freud) La Prima Guerra Mondiale, con l'esplosione umana e territoriale della Vecchia Europa, e ancor più la Seconda, con Auschwitz, Hiroshima ed i Gulag, distrussero definitivamente l'ottimismo positivista e neo-positivista della fine dell'800 e dei primi decenni del '900. Dalle ceneri, si affermò vittorioso il Capitalismo Liberale, come unico sistema sopravvissuto e modello di sviluppo umano e sociale, oltre che economico, per l'Europa annientata e per il mondo intero. La fine dell'utopia comunista in Unione Sovietica, il crollo dei muri e delle ideologie, hanno spinto quel Capitalismo su posizioni sempre più estreme, ricreando, insieme all'Europa Unificata che oggi si riadagia nei suoi confini 'naturali', nuovi mostri: il Liberismo Esasperato, unito ad un Nuovo Imperialismo che approva e pratica le Guerre Preventive, ed il suo opposto nichilistico, che in Medio Oriente prende le forme del nazionalismo religioso radicale islamico, e in Occidente quello dei Movimenti Pacifisti e No Global MetropolisSarà per questo che quasi nessun media dà spazio all'entusiasmo per l'unità ritrovata in Europa, di per sè fatto enorme e di incalcolabile portata ? Rispetto ai nostri nonni e bisnonni, abbiamo ritrovato ed anche migliorato, in senso modernista, un enorme spazio non solo fisico ma mentale, ma questo ci lascia ancora più inquieti dei nostri nonni e bisnonni, e soprattutto ... aridi... indifferenti... L'arte è morta, la musica ha forse esaurito ogni spinta nuova almeno dalla fine degli anni '80 del '900, la scienza è guardata con sospetto: le si preferisce la para-scienza, le para-mitologie che tutto mettono in dubbio, anche la mitica conquista della Luna; la tecnologia unifica e globalizza, e non solo in Europa, ma ripropone una visione 'robotizzata' dell'essere umano (vedi Melfi, di questi giorni) appendice di macchine sempre più intelligenti e sofisticate che ne dettano ritmi di vita e di pensiero, in una Metropolis ancor più da incubo. Eppure soffia, canterebbe Pierangelo Bertoli... e allora Viva l'Europa Ritrovata ! Perchè, anche solo per ritrovarla, e tutta intera - libera, democratica, senza confini interni e soprattutto pacifica - c'è voluta l'utopia pacifista degli anni della Grande Guerra, ma è scorso anche troppo sangue e sono state necessarie troppe battaglie perchè il neo-pacifismo nichilista possa rinnegarne la portata: meglio sarebbe se un nuovo movimento per la pace raccogliesse le nuove sfide dell'oggi, perchè quel che è successo nel '900 non abbia mai più a ripetersi.




permalink | inviato da il 1/5/2004 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 aprile 2004

Dopo 90 anni, il 1 Maggio 2004, torna l'Europa di Rigoni Stern e di Elias Canetti

... quasi... perchè all'Europa di Mario Rigoni Stern e di Elias Canetti, di Joseph Roth e di Italo Svevo mancano ancora all'appello Bulgaria, Romania, Croazia, Bosnia, Serbia, Albania ... Europa a 25L'Europa a 25 paesi (vedi sito ufficiale) che nascera' domani a Dublino sara' un titano mondiale, con 450 milioni di cittadini: sara' la terza maggiore area in termini di popolazione dopo la Cina e l'India, con un Pil di 9.613 miliardi di euro, inferiore in questo caso solo a quello Usa, pari a 11.084 miliardi. Dall'Atlantico al Baltico, dall'Oceano Artico al Mediterraneo, da Malta alla Finlandia, la nuova Unione europea che guarda a Est coprira' una superficie di 3.691.214 chilometri quadrati per un totale di 25 paesi comprese due isole, Cipro e Malta, e dividera' con la Russia una frontiera di 1.325 chilometri. Ai Quindici, Austria, Belgio, Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia, si uniranno Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. Il nuovo 'cuore' geografico dell'Europa a 25 sara' Kleinmaischeid, piccola citta' tedesca sul Reno 7035'50" longitudine est e 50031'1" latitudine nord, che togliera' lo scettro al vecchio centro dell'Europa a 15, il comune belga Viroinval. POPOLAZIONE: Si passera' da 378 milioni a 455 milioni di abitanti: dalla nazione piu' popolosa, la Germania con 82,5 milioni di abitanti, alla piu' piccola Malta con soli 387.000 cittadini. La popolazione dell'Europa a 25 sara'anche leggermente piu' giovane di quella a 15 ma avra' un'aspettativa di vita inferiore (78 anni contro 78,8 dell'Ue a 15). La nuova Europa sara' poi ancora di piu' una Babele di popoli diversi tra loro dove si parleranno 20 lingue ufficiali, dalle attuali 11: italiano, danese, olandese, inglese, finnico, francese, tedesco, greco, portoghese, spagnolo e svedese). Le 9 nuove lingue saranno ceco, estone, ungherese, lettone, lituano, maltese, polacco, slovacco e sloveno. L'unico Paese entrante che non portera' un idioma locale e' Cipro, dove il Greco e' il linguaggio ufficiale e l'inglese e' ampiamente parlato. (AGI - Agenzia Giornalistica Italia) Mappa Europa AllargataAnche Kataweb dedica all' Europa ... Allargata uno speciale Sembra ieri quando i Paesi dell'Est Europeo venivano denominati, sbrigativamente, Paesi dell'Est, come se la loro cultura e storia ci fossero comlpetamente estranee... Rinasce il mito asburgico nella nuova Ungheria europea Viaggio in Pannonia, alla frontiera tra Austria e Ungheria, dove per secoli la gente ha parlato la stessa lingua. La cortina di ferro tagliò in due queste pianure sconfinate con un colpo di spada Con l'ingresso nell'Unione il primo maggio, ritorna l'Austria felix dall'inviato di Repubblica PAOLO RUMIZ VIENNA -- "Endlich!", finalmente. Da una torre di guardia austriaca, Pauli mostra impaziente la pianura ungherese oltre l'ex Cortina di ferro. La conosce a memoria. Foreste, sentieri, campanili, steccati, prati di erba medica; è come se leggesse una carta topografica. "Lì mio nonno portava a macinare il grano; laggiù oltre il nido di cicogne, passava papà a cavallo per andare a zappare i campi. E quello sul confine è il tetto della locanda Pohàcs, dove magiari e austriaci giocavano a carte. Ora tutto torna come prima. Ja, il primo maggio l'Ungheria entra in Europa. E questo ridiventa un solo Paese". Macché Haider, barbari alle porte, insicurezza, paura dei clandestini. Tra Vienna e Budapest torna l'Austria Felix, torna la vita. E' l'aquila a due teste che già vola sui ruderi della Cortina di ferro, i campanili, le primule, le oche selvatiche della Pannonia. "Finalmente", ti dice la gente di qui. Pauli Halwax è uno di loro...




permalink | inviato da il 30/4/2004 alle 12:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 aprile 2004

EU-Parlamento: eleggeremo chi per schierarsi come ?

Ieri sera ascoltavo Piero Fassino, a 8emezzo su La7, e lo rileggo oggi nei titoli dei giornali, dire a proposito della posizione espressa da Romano Prodi sull'Iraq: "E' prudente per il suo ruolo" (vedi anche Intervista a Repubblica "Quella di Romano Prodi è una dichiarazione prudente, visto anche il suo ruolo istituzionale. È sempre il presidente della commissione europea, non gli si può chiedere di spingersi più in là. Ma non abbiamo una posizione diversa. Io sono il primo a valutare le conseguenze. Perciò non mi rassegno e insisto a chiedere una svolta sapendo che dell'Iraq dobbiamo e dovremo continuare a occuparci".) E mi sono chiesto: quale ruolo? Romano Prodi è il Presidente della Commissione UE, eletto a quella carica dallo schieramento di sinistra del Parlamento Europeo (La designazione del presidente della Commissione viene effettuata dai governi degli Stati membri, quindi approvata dal Parlamento europeo. Questa duplice legittimità conferisce al presidente un'autorità politica, che egli è chiamato a esercitare in vari modi...; Nel marzo 1999, il Consiglio europeo ha designato Prodi Presidente della Commissione europea di Bruxelles, designazione confermata nel settembre 1999 dal voto di fiducia del Parlamento europeo.). Dunque quel Parlamento rappresenta, e la coalizione che lo ha eletto, anzi no: designato. Perchè mai dovrebbe essere prudente ? Leggo Lilli Gruber: «Mi dimetto e mi candido in Europa», sul Corriere della Sera, e non trovo cenno a quale dei tanti gruppi parlamentari europei corrisponderà la sua eventuale elezione... Piero Fassino non si candida, ma ha promesso di partecipare attivamente alla campagna elettorale... per una questione di trasparenza (a causa dell'incompatibilità tra l'essere parlamentare italiano e parlamentare europeo) Ma quale trasparenza è ascoltare le opinioni ed i punti di vista di un leader e segretario DS ... e poi eleggere un candidato o una candidata che nel Parlamento Europeo sosterrà posizioni proprie, non solo, ma aderirà, magari,ad un gruppo (vedi Membri italiani del Parlamento Europeo, 5a legislatura, 1999-2004) che nel Parlamento Europeo si colloca all'opposizione? Misteri del politichese italiano. L'Europa si allarga, è sempre più importante per tutte le principali scelte di politica economica, del lavoro, internazionale, ed un elettore italiano non puo' nemmeno indicare con... trasparenza in quale schieramento invierà un candidato. (vedi : Il Parlamento europeo (PE) è la voce democratica dei cittadini d'Europa. I membri del PE (deputati), eletti a suffragio universale diretto ogni cinque anni, non sono organizzati in blocchi nazionali ma in sette gruppi politici europei. Ogni gruppo riflette l'ideologia politica dei partiti nazionali a cui appartengono i suoi membri. Alcuni deputati non rientrano in nessun gruppo politico. Nelle elezioni europee del giugno 1999, il 30% circa dei deputati eletti è costituito da donne.) Vale per l'Ulivo, ma anche per la CdL: Maurizio De Michelis (NPSI) ha ad esempio dichiarato che si collocherà nel Partito del Socialismo Europeo... Il Parlamento europeo I membri del Parlamento europeo (eurodeputati) non sono organizzati in blocchi nazionali ma in gruppi politici europei che riuniscono tutti i principali partiti politici degli Stati membri. TABELLA: Numero dei seggi per gruppi politici, all' 1 aprile 2003 Gruppo politico | Sigla | Numero di seggi Partito popolare europeo (Cristiani democratici) e Democratici europei | PPE-DE | 232 Partito del Socialismo europeo | PSE | 175 Partito europeo dei liberali democratici e riformatori | ELDR | 52 Sinistra unitaria europea - Sinistra verde nordica | GUE/NGL | 49 Gruppo verde/Alleanza libera europea | V/ALE ..............| 44 Unione per l'Europa delle nazioni | UEN | 23 Europa delle democrazie e delle diversità | EDD | 18 Non iscritti | NI | 31 TOTALE: 624 Il Parlamento Europeo esprime attualmente una maggioranza di centro-destra ... Commissione Europea Il termine " Commissione" ha due accezioni. Può riferirsi ai " membri della Commissione" , ossia al collegio di 20 donne e uomini nominati dagli Stati membri e dal Parlamento per dirigere l'istituzione e prendere le decisioni che da essa emanano, come all'istituzione stessa e al suo personale. I membri della Commissione vengono chiamati informalmente " commissari" . Sono personalità politiche nei rispettivi paesi d'origine, possono essere stati anche ministri di governo, ma in qualità di membri della Commissione si impegnano ad agire nell'interesse generale dell'Unione e non sollecitano né accettano istruzioni dai governi nazionali. Ogni cinque anni viene nominata una nuova Commissione, entro sei mesi dalle elezioni del Parlamento europeo. Questa è la procedura: i governi degli Stati membri stabiliscono insieme chi sarà il presidente della nuova Commissione; il presidente designato, di comune accordo con i governi degli Stati membri, sceglie gli altri 19 membri della Commissione; il nuovo Parlamento incontra quindi tutti e 20 i membri ed esprime un parere sull'intero " collegio" . Una volta approvata, la nuova Commissione inizia ufficialmente a lavorare nel gennaio successivo. Il mandato dell'attuale Commissione scade il 31 ottobre 2004. Il presidente è Romano Prodi. La Commissione è politicamente responsabile dinanzi al Parlamento, che può destituirla con una mozione di sfiducia. La Commissione assiste a tutte le sedute del Parlamento, nel corso delle quali può essere chiamata a chiarire o giustificare le sue politiche e risponde regolarmente alle interrogazioni scritte e orali che le sono rivolte dagli eurodeputati.




permalink | inviato da il 29/4/2004 alle 9:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
maggio