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8 maggio 2004

Viviamo giorni di orgia mediatica sulle torture

Anche la Croce Rossa Internazionale [The ICRC's silence until now has been questioned by some human rights groups, but the humanitarian organisation stressed that it could have more impact in trouble spots around the world by keeping quiet in public while pressing the authorities concerned in private.], tanto per non smentirsi, riconosce A POSTERIORI che torture sono avvenute (E PRIMA CHE FACEVA???? VEDI II GM... 1941-1942 circa 250 medici e infermiere della Croce Rossa Internazionale (ICRC) - per gli ultimi aggiornamenti Google: Croce Rossa) Finita l'orgia, al primo attuarsi della strategia da Far West di Bin Laden, tornerà l'orgia antiterrorismo.... Mai che di qualcosa si riesca ad occuparsi seriamente in modo durevole (ad esempio di cosa significhino al giorno d'oggi 'addestramento militare' e 'intelligence', in qualunque parte del mondo) Quando è ormai chiaro che tutto è globalizzato, anche il concetto di 'primitivo' ed 'evoluto', di 'occidentale' e 'islamico', di 'dittatura' e 'democrazia' ecc. Nel mondo islamico operano forze più o meno occulte le cui teste non hanno nulla da invidiare alle 'migliori' menti del Pentagono, e viceversa, grossi scimmioni senza cervello esportano ovunque da Ovest la loro bestialità. Districarsi in tutto questo non è intuitivo nè comodo, ma si dovrebbe continuare a cercare di farlo ieri sera, da Maurizio Costanzo, guardavo le facce divertite, compiaciute e ammiccanti delle donne presenti (avete mai provato a guardare la TV senza sonoro?) mentre appunto si svolgeva l'orgia mediatica sulla tortura... niente di poi così diverso dalla faccia del soldato Jessica Lynch... Ci sarebbe da chiedersi quanto di marcio e di sadico nelle menti dei supercivilizzati occidentali non sostenga 'subliminalmente' le peggiori azioni (e reazioni) come il commercio di organi, bambini, schiave e schiavi...


May 7, 2004 8:30 PM Red Cross sees torture-like abuse in Iraq By Richard Waddington GENEVA (Reuters) - Iraqis held by U.S. forces have been subjected to systematic degrading treatment, sometimes close to torture, that may have been officially condoned, the International Committee of the Red Cross says. Breaking with its usual vow of silence, the Geneva-based humanitarian agency (ICRC) said on Friday that visits to detention centres in Iraq between March and November 2003 had turned up violations of international treaties on prisoners of war. "What we have observed are situations from a human point of view that are degrading in treatment and in some incidents tantamount to torture," Pierre Kraehenbuehl, director of ICRC operations, told journalists. "Our findings do not allow us to conclude that what we were dealing with...were isolated acts of individual members of coalition forces. What we have described is a pattern and a broad system," he said. The ICRC, whose reports on prison visits are confidential, went public with some of its findings after parts of the 24-page document were carried by the Wall Street Journal. The scandal over detainee abuse broke last week with the release of photographs showing the sexual humiliation of Iraqi prisoners in Abu Ghraib, a U.S.-run jail outside Baghdad. U.S. Defence Secretary Donald Rumsfeld on Friday took responsibility for the incidents, which have caused outrage in the Middle East, and apologised to the victims, the Iraqi people and Americans. BEATING WITH PISTOLS According to the Journal, whose report was confirmed as accurate by the ICRC, ill-treatment was most common during questioning, when interrogators were seeking information or confessions. Examples included: -- "Hooding a detainee with a bag, sometimes in conjunction with beatings thus increasing anxiety as to when blows would come." -- "Handcuffing so tight that they caused skin lesions and nerve damage; beating with pistols and rifles; threats of reprisals against family members; and stripping detainees naked for several days in solitary confinement in a completely dark cell." Kraehenbuehl said that the report referred mainly to the actions of U.S. forces at Abu Ghraib and elsewhere, but the ICRC had also expressed concern in recent months about British-run centres. "We have made our comments...and also our recommendations" to the British, he said. But he gave no detail and did not comment on pictures published in a British newspaper, one of which purports to show a soldier urinating on a prisoner. Although the report was presented to the U.S. authorities only in February, its contents were consistent with the oral and written presentations made to prison authorities since the visits first began, Kraehenbuehl said. Excerpts of the ICRC report in the Journal spoke of ill-treatment that "went beyond exceptional cases and might be considered a practice tolerated" by coalition forces. U.S. officials insist military high-ups never condoned abuse. On Thursday, the ICRC said it had repeatedly urged the United States to take "corrective action" at Abu Ghraib. The humanitarian group also said coalition forces fired on unarmed prisoners from watchtowers and killed some, as well as committing "serious violations" of the Geneva Conventions governing treatment of war prisoners. The ICRC's silence until now has been questioned by some human rights groups, but the humanitarian organisation stressed that it could have more impact in trouble spots around the world by keeping quiet in public while pressing the authorities concerned in private. Reuters
Scrive Tu vo' fa' l'americano, Commenti a BloGtrotter 7 Maggio 2004 Torture in Somalia, reato prescritto. TUTTI ASSOLTI, ANCHE L'UNICO SOLDATO INQUISITO DELLA LA MISSIONE IBIS. NESSUN COLPEVOLE TRA I MILITARI ITALIANI DELL'OPERAZIONE: LA GIUSTIZIA E I DIRITTI UMANI IRRISI E CALPESTATI DA UNA "FORZA DI PACE" IN CASA PROPRIA. Quest’articolo è stato scritto, da una nostra giovanissima associata, alla notizia che il reato delle torture commesse dai militari italiani contro i civili somali è stato prescritto. La Corte d’Appello di Firenze ha dichiarato prescritto (PRESCRITTO) il reato di abuso d’autorità contestato, nella fattispecie al solo, maresciallo della Folgore Valerio Ercole, finito sotto inchiesta per le “presunte” torture commesse in Somalia nel 1997. La magistratura Canadese e Belga, nei casi analoghi di tortura appurati contro i propri soldati aveva colpito duro, senza attenuanti: i canadesi hanno sciolto il corpo scelto dei paracadutisti, i belgi hanno condannato a 5 anni i colpevoli. In Italia, dopo le foto che mostravano gli stupri con il bazooka e l'elettroshock ai testicoli (Ercole Valerio) il reato è stato PRESCRITTO. Una vergogna, che ha padrini non occulti che vanno dal parlamento, al magistrato Gallo nominato Presidente della Commissione d'Indagine (?) fino agli alti gradi militari. Tutta la vicenda è una vergogna per l'Italia e per le forze armate. Se qualcuno aveva sbagliato doveva essere punito e, sarebbe stata un occasione di lealtà al giuramento d'onore che si era fatto alla bandiera, questa macchia della prescrizione dei reati è un sudario che copre d'indegnità anche il sacrificio dei ragazzi italiani morti in Somalia. ROMA - La missione in Somalia sarebbe dovuta essere una missione di pace, o meglio, di mantenimento della pace, un’opera di “peace - keeping“, secondo la terminologia ora in voga tra i vari studiosi di cose militari nella cosiddetta era della globalizzazione. Cambia il modo di fare la guerra, ma sempre di guerra si tratta, anche se molti vorrebbero farla passare come tutt’altra cosa, naturalmente a tutto vantaggio e aiuto delle popolazioni a cui si fornisce la propria protezione (!). Tuttavia nulla si toglie al fatto che, di per sé, il concetto di peace - keeping non rappresenti nulla di negativo, anzi. Il problema sorge quando si prende in analisi tutto ciò che ruota attorno al concetto di peace - keeping e, cioè le istituzioni militari, i loro uomini, la loro cultura (intesa nel duplice senso di conoscenza personale e di assimilazione dei valori e dei modi di pensare del proprio gruppo sociale) e il contesto in cui questa si sviluppa. Ora : senza dubbio la missione in Somalia presentava notevoli difficoltà ed è proprio per questo che necessitava di una particolare ed accurata preparazione, cosa che non è stata fatta. *Primo: chi ha partecipato alla missione aveva una scarsa se non una conoscenza nulla del paese in questione e della sua cultura, cosa abbastanza grave per un ex paese colonizzatore. *Secondo: sono stati reclutati ragazzi appena ventenni e di leva, esaltati, caratterizzati da una mentalità potenzialmente (e nei fatti come poi si è tragicamente dimostrato) fascista, razzista e totalmente priva di rispetto e umanità. Ma forse non ci si può aspettare troppo da ragazzi che scelgono volontariamente un corpo militare che esalta miti quali la forza, l’arroganza e il valore militare della guerra a scapito dei più elementari e sacrosanti diritti umani quali la pace: basta pensare ai simboli incisi sulle migliaia di borse che si vedono in giro per l’ Italia, raffiguranti due coltelli incrociati su un teschio. E questo significa insegnare l’odio. Questi sono i ragazzi che sono stati mandati in Somalia, con le conseguenze ormai note a tutto il mondo. A quanto pare, però, lo scandalo è stato dimenticato in fretta con buona pace degli alti vertici e degli autori materiali dei fatti. Esistono prove concrete, delle fotografie, scattate (non si sa con quale coraggio) da gente che assisteva tranquillamente come se niente stesse accadendo sotto i loro occhi. Eppure non è successo nulla. TUTTI ASSOLTI. Neppure l’opinione pubblica si è fatta sentire. Tutto silenzio. Non esistono colpevoli esiste però la dignità umana calpestata e ridotta in polvere, distrutta per sempre. Non c’è ancora giustizia per le vittime di quelle violenze e per la Somalia stessa. Sembra ( e forse è così ) che la Somalia sia per l’Italia un paese qualsiasi, e non una ex colonia verso la quale si hanno precisi doveri. Ed è questa la situazione comune a molte altri parti del mondo e richiama la vecchia distinzione tra dominanti e dominati e tra chi può accedere alle risorse e chi no: in altre parole tra il mondo occidentale civilizzato e il cosiddetto Terzo Mondo. Rende di più proteggere un potente piuttosto che un poveraccio qualsiasi, semplicemente perché si ricaverebbero maggiori favori nelle occasioni giuste. C’è stato chi ha trovato una logica precisa e spaventosa in tutto quello che è successo in Somalia: la spiegazione sta, secondo alcuni, nel famoso e onnipresente gruppo sociale di individui che in una situazione estrema quale era quella in Somalia, per non soccombere in un paese straniero, e automaticamente inospitale, si unisce e fa del gruppo la propria guida, talvolta anche compiendo le azioni più terribili e assurde che una mente umana possa concepire. E’ difficile però credere che si applichino elettrodi ai testicoli di un uomo e che si stupri una donna legata con una missile illuminante solo perché si ci trova in una situazione difficile e stressante: non mi sembra affatto, dalle foto, che i ragazzi si trovassero in un momento cruciale ne pericoloso! Qui si tratta di pura e semplice tortura. quello che fa più spavento è che tutto si sia svolto in modo terribilmente razionale. Chi ha partecipato ha voluto che ciò accadesse, deliberatamente, senza alcuna forzatura. D’ altronde si sà: la guerra è un fatto esclusivamente razionale ed è un fenomeno esclusivamente umano (Dichiarazione di Siviglia sulla violenza, 1986); allo stesso modo la tortura, naturalmente in misura minore semplicemente perché avviene tra singoli individui. Chi tortura è consapevole di farlo: degli esseri umani sono stati umiliati, per ben due volte, mentre venivano torturati e poi con la “foto ricordo” dell‘ evento. La Giustizia, in quanto diritto fondamentale, è stata negata. Così come sono stati negati il diritto alla vita, alla libertà e al rispetto con conseguente annullamento della identità stessa dell’individuo, senza la quale egli cessa di essere individuo e diventa un qualcosa di inerte senza un’anima. In Somalia è stata violata l’intera parte della Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell‘Uomo proclamata dalle Nazioni Unite nel 1948, riguardante appunto questi diritti fondamentali. L’intervento in Somalia era stato denominato umanitario dalle Nazioni Unite che l’avevano promosso, non doveva diventare un’intervento (se non una occupazione) militare. E l’O.N.U., pur essendo un organismo al di sopra delle varie nazioni, in Somalia è stato scavalcato, non è esistito, determinando così un completo fallimento dell’intero intervento promosso come “RESTORE HOPE”. Per l’ Italia si è trattato solo ed esclusivamente di un intervento militare farcito di ipocrisia gratuita carico di esaltazione nazionalista. E le "sacre istituzioni" sono state a guardare quegli orrori cercando di salvaguardare l'onore dei reparti colpevoli degli atti denunciati coraggiosamente dai giornalisti di Panorama. Paradossalmente proprio l’Italia, che vanta una tra le migliori Costituzioni d’ Europa e che si ritiene uno dei paesi più democratici, viola il più importante articolo della sua Costituzione , l’ ART . 2 , che così recita “LA REPUBBLICA RICONOSCE E GARANTISCE I DIRITTI INVIOLABILI DELLA UOMO, SIA COME SINGOLO SIA NELLE FORMAZIONI SOCIALI OVE SI SVOLGE LA SUA PERSONALITA’ E RICHIEDE L’ADEMPIMENTO DEI DOVERI INDEROGABILI DI SOLIDARIETA’ POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE“ . E’ inconcepibile che fatti come quelli accaduti in Somalia passino sotto silenzio e vengano anche sbeffeggiati con una ridicola e ipocrita sfilata militare ( 4 Giugno 2000 ) che poneva in primo piano l’opera per la Pace compiuta dai “nostri “ militari. Sul manifesto che la promuoveva era scritta anche la Somalia , candidamente e senza neppure un minimo senso di vergogna. Si è dato così l’ennesimo effettivo, pieno e istituzionale appoggio a chi in Somalia è stato artefice, e non ultimo, complice di quelle orrende sevizie e a chi in Italia, negli alti vertici, non ha tenuto minimamente conto della sofferenza di esseri umani a cui è stata volontariamente e consapevolmente tolta in maniera definitiva la propria identità e la propria essenza di essere umano . DALLA “ DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’UOMO ART .1 TUTTI GLI ESSERI UMANI NASCONO LIBERI ED UGUALI IN DIGNITA’ E DIRITTI. ESSI SONO DOTATI DI RAGIONE E DI COSCIENZA E DEVONO AGIRE GLI UNI VERSO GLI ALTRI IN SPIRITO DI FRATELLANZA . ART .3 OGNI INDIVIDUO HA DIRITTO ALLA VITA, ALLE LIBERTA’ ED ALLA SICUREZZA DELLA PROPRIA PERSONA . ART .5 NESSUN INDIVIDUO POTRA’ ESSERE SOTTOPOSTO A TORTURA O A TRATTAMENTO O A PUNIZIONE CRUDELE, INUMANA O DEGRADANTE. ART . 28 OGNI INDIVIDUO HA DIRITTO AD UN ORDINE SOCIALE E INTERNAZIONALE NEL QUALE I DIRITTI E LA LIBERTA’ ENUNCIATI IN QUESTA DICHIARAZIONE POSSANO ESSERE PIENAMENTE REALIZZABILI . Halima M. inviato il 08.05.2004 10:06:05




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