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29 novembre 2010

Tra arte e … macerie, anche in Second Life 2Lei, Giornata mondiale contro la Violenza sulle Donne

“Pensiamo che il più grande degrado del nostro tempo sia la solitudine e che allora investire in cultura significa combattere quel degrado che in qualche modo intenerisce e impigrisce il cuore e i sogni di una realtà”
(Matteo Renzi, http://www.avisoaperto.it/?p=7623 )

Omaggio a Florens 2010 | Homage to Florence


Tra Arte e... Macerie...

Tra Arte e... Macerie...

Tra Arte e... Macerie...

Tra Arte e... Macerie...

Tra Arte e… Macerie…

SIAMO QUA E VOGLIAMO VIVERE E LAVORARE ALLA LUCE DEL SOLE!
SABATO 20 NOVEMBRE ALLE ORE 15.00
partenza dal presidio sotto la torre di via Imbonati (altezza civ 49)
http://immigratimilano.blogspot.com/2010/11/siamo-qua-e-vogliamo-vivere-e-lavorare.html

Domenica 21 dalle ore 15:00, si svolgerà in piazza Italia a Perugia un presidio con l’obiettivo di rivendicare più diritti non solo per i migranti ma per tutti.

http://www.globalproject.info/it/community/Diritti-per-tutt/6449

anche in Second Life, http://maps.secondlife.com/secondlife/Rodasia/153/217/23

L’editoriale di Michele SANTORO: MACERIE – Annozero – 18/11/2010

2Lei - Giornata mondiale contro la Violenza sulle Donne in Second Life

2Lei - Giornata mondiale contro la Violenza sulle Donne in Second Life

Giovedì 25 Novembre 2010
ore 22.00 (1.00 pm sl)
Tanalois
http://slurl.com/secondlife/Needful%20Things/29/93/402

2Lei è un progetto in collaborazione tra 2LifePhotos, Arte Libera, Merkaba Arts, PAD, SL Art, Tanalois, SaliMar, WDT Planet, CSW Island, The Knot , gruppi di Second Life, per la sensibilizzazione e la divulgazione degli eventi legati alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

http://alicemastroianni.blogspot.com/2010/11/2lei-giornata-mondiale-contro-la.html

Il 25 novembre 2010 diversi artisti virtuali, galleristi e personaggi della cultura di SL sono stati chiamati a condividere nelle proprie land e gruppi di appartenenza il messaggio comune di solidarietà alla donna.

****************

2Lei La Passione delle donne
Un omaggio alla donna a 360 gradi che vuole essere allo stesso tempo un segno di solidarietà verso le donne violate, maltrattate, denigrate, soggiogate, odiate, temute, sfruttate… un modo per essere vicini a tutte quelle donne che in questo giorno non possono essere con noi a gridare il loro inno alla vita perché la loro passione non si è conclusa con una resurrezione..ma con la morte, la privazione… l’annientamento dell’essere. Un abbraccio a tutte quelle donne che con noi hanno camminato su questo mondo con passi da esseri umani tacciati di una differenza inesistente, di una particolarità scomoda, di una sensibilità inopportuna, di un entusiasmo pericoloso..di un essere donna da distruggere piuttosto che da amare.
Essere donna oggi è essere umana! Con i nostri corpi virtuali, la nostra coscienza globale e l’immortalità che ci contraddistingue in questo mondo perfetto vogliamo dedicare un giorno all’essere umano.
Nel giorno in cui il mondo reale si riunisce in questa denuncia senza confini, apriamo le porte del Metaverso per diffondere il nostro messaggio di solidarietà alle donne.
Questo messaggio vuole arrivare ai cuori degli esseri umani attraverso l’arte virtuale. Orgoglio di una società parallela in cui l’espressione creativa vanifica le distanze e si riunisce sotto un solo manifesto.
2Lei è l’esempio della collaborazione dei residenti di Second Life che a partire da un progetto italiano ha riunito per la stessa causa artisti e galleristi di tutto il mondo per dedicare anche nell’ambiente virtuale un giorno alla Passione delle donne.
Il 25 novembre 2010 vieni in Second Life ed abbraccia con noi tutte le donne del mondo!

SECOND LIFE: Pangea

Yashix00 | 11 settembre 2010

16 Days of Activism in SL Home

http://16daysactivismsl.wetpaint.com/This is a featured page

16 Days of Activism against Gender Violence in Second LifeThis wiki is the official site for news and information about events relating to the 16 Days of Activism against Gender Violence in Second Life. The 16 Days of Activism falls between 25 November and 10 December, 2010.

The 16 Days of Activism Against Gender Violence is an annual international campaign that dates from 1991, and originates from the Center for Women’s Global Leadership at Rutgers University, New Jersey. Beginning on November 25 of each year (the International Day against Violence against Women), events run world-wide through to December 10, International Human Rights Day, a choice made to highlight the link between gender violence and human rights. A number of other significant dates fall within this 16-day period, including International Women Human Rights Defenders Day (November 29), World AIDS Day (December 1), and the Anniversary of the Montreal Massacre (December 6).

Over the course of its nearly 20 years, 16 Days of Activism against Gender Violence has benefitted from the participation of over 2,000 organizations in 156 countries throughout the world. The theme for the 2010 campaign is “Structures of Violence: Defining the Intersections of Militarism and Violence Against Women.”

The 16 Days of Activism against Gender Violence in Second Life will parallel the “real world” event, and is fueled by the participation of over a dozen activist SL groups, and many dozens of individuals. It will feature panel discussions, workshops, presentations, art exhibits, poetry readings, and live music.

For more information, or to volunteer your services, please contact: 16daysactivismsl@gmail.com

C I T T A’ I D E A L E P R E S E N T A
I N Q U I S I Z I O N E D O N N E/S T R E G H E

CItta' Ideale, Inquisizione Donne Streghe

CItta' Ideale, Inquisizione Donne Streghe

In questi incontri andremo alla ricerca di alcune notizie/nozioni per dimostrare come è potuto accadere che nell’arco di alcune centinaia di anni la figura della Donna sia transitata dall’essere Fonte di Adorazione e dedizione all’essere Violata, Torturata ed in fine Arsa Viva per Eresia sino ad arrivare ai nostri giorni dove noi tutti assistiamo alle violenze quotidiane a danno delle Donne e per mano di Uomini.
Per raggiungere il fine che ci siamo prefissati sarà inevitabile e comunque ovviamente necessario un percorso storiografico per meglio inquadrare il contesto Storico/Sociale di riferimento.

Gli incontri avranno cadenza quindicinale a partire da:

MARTEDI 23 NOVEMBRE ore 22,00

http://slurl.com/secondlife/Ideal%20City/40/196/26

I N Q U I S I T I O N W O M E N/W I N T C H E S

This cycle of meeting continues somehow the talks Femminio tra sacro e profano (Femenine, between sacred and profane). In it, we will look at information/facts showing how, in some hundreds of years, the woman went from being worshipped and object of devotion to be violated, tortured and finally burned alive with the accusation of heresy. Starting from the past, we will arrive to the present, when we witness every day the violence of men against women.
To achieve our purpose, we will try to have a better historical and social picture examining historical facts.

The talks, supported by slides, will be in voice (in Italian).
We will meet every other Tuesday at 2.00 pm Stt, starting on the 23th of November.

http://slurl.com/secondlife/Ideal%20City/40/196/26

20 maggio 2008

Adriano Sofri: 'Dagli Zingari ai Romeni: ecco la caccia alle streghe'

Leggo con molto piacere l’articolo di oggi su Repubblica, a firma di Adriano Sofri:

Dagli Zingari ai Romeni: ecco la caccia alle streghe

Un articolo che finalmente dice sulla questione qualcosa di sinistra

E anche sulla Lega ed il leghismo, capovolgimento del progetto federalista, europeista, nonviolento, premuroso verso le piccole patrie e l’orizzonte planetario di Alex Langer (progetto che la sinistra intera si è lasciata scippare dalla Lega e di cui non è più riuscita - o non ha voluto - riappropriarsi).

Bellissimo articolo, quello di Sofri, da leggere, rileggere e meditare.

L’articolo non è (ancora ?) reperibile sul sito di Repubblica.it

In compenso, a proposito di quel che scrive Sofri: Speriamo che qualcuno segua la vicenda della ragazza accusata di voler rubare una bambina a Ponticelli, fino a venirne a capo… abbiamo statistiche inesorabili che non contemplano bambini rapiti da zingari; da altri italiani sì.

ecco quanto segue:

L’eurodeputata rom Viktoria Mohacsi (Eldr) dopo la visita di due giorni
negli insediamenti di Roma e Napoli. “Ecco le mie denunce al Parlamento”
‘Blitz nei campi rom e bimbi spariti’
L’accusa dell’inviato Ue all’Italia
“Razzie di poliziotti senza spiegazioni”. Non esiste “una vera politica sull’immigrazione”
“Perché non avete mai chiesto l’accesso ai finanziamenti per l’integrazione?”
di CLAUDIA FUSANI

http://www.repubblica.it

ROMA - Parlerà a Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento europeo, Commissione dei diritti umani. Parlerà di quello che ha visto in questi due giorni visitando i campi rom tra Roma e Napoli. E lancerà contro l’Italia un grave atto di accusa: violazione dei fondamentali diritti umani, bambini di cui si sono perse le tracce, razzie notturne della polizia. Vittoria Mohacsi, l’eurodeputato rom di origine ungherese è arrivata in Italia venerdì sera inviata dal suo partito (Eldr) per capire cosa sta succedendo in Italia tra annunci di deportazioni e di rimpatri di massa. Ospite del Partito Radicale sabato ha visitato due campi nella capitale (Castel Romano e Casilino 900, circa 1400 persone) e domenica è stata Napoli, dove l’intolleranza verso i rom è emergenza sociale e di sicurezza dopo gli incendi appiccati nel campo di Ponticelli. “E’ tutto bruciato, le persone sono state sfollate e messe al sicuro durante la notte, una scena desolante” dice l’europarlamentare ospite di un convegno dei Radicali nella sede di Torre Argentina. Stasera pronuncerà il suo atto di accusa al momento raccolto in appunti in un quaderno rosa a disegni cachemire. Il cahier des dolehances si sviluppa lungo due direttrici. La prima di carattere politico e denuncerà la “totale assenza” in Italia di una politica per l’immigrazione. La seconda riguarda le denunce che gli stessi rom hanno rappresentato all’europarlamentare europea.

La difficoltà di avere dati certi. Purtroppo, ha spiegato l’eurodeputata di origini rom, 33 anni e tre figli, “ho avuto molta difficoltà ad avere dati e numeri attendibili sulla comunità rom in Italia” un fatto grave di per sè perchè dimostra che c’è scarsa conoscenza del fenomeno. Le informazioni più certe sono state fornite dall’Opera nomadi: “In Italia ci sono circa 200 mila rom di varie etnie di cui solo 80 mila sono residenti in Italia. Degli altri centoventimila la maggioranza sono semillegali. Soprattutto non esistono dati su quale era la situazione prima dell’ingresso nella Ue di Romania e Bulgaria” i paesi dove vive la maggior concentrazione rom. Il problema vero è che di tutte queste persone non esiste una banca dati che dica da quanto tempo sono qui, la nazionalità, manca un identikit della comunità.


“L’Italia non ha una politica sull’immigrazione”. L’assenza di dati certi dimostra che manca il presupposto per la soluzione di ogni problema: la conoscenza. “L’Italia non ha una politica sull’immigrazione, non ha mai riconosciuto i rom neppure come minoranza linguistica e non ha una politica per le minoranze etniche. Ho incontrato persone che vivono qui anche da quaranta anni e ancora non hanno uno straccio di documento”. Secondo Mohacsi la politica dell’Italia con gli stranieri è “assurda”: “Non si base su legami geografici ma su vincoli di sangue (la cittadinanza viene data non in base allo ius soli ma in base allo ius sanguinis ndr); molti dei 120 mila senza documenti hanno ancora passaporti con la dicitura Jugoslavia che tutti sappiamo non esistere più”. Adesso la politica del governo sembra orientarsi verso i rimpatri di massa ma “la maggior parte di queste persone non ha patria. Sono cittadini europei che sarebbero trasbordati da un posto all’altro. Fare quello che vuol fare l’Italia significa solo spostare il problema”. L’Italia “non riconosce agli immigrati i diritti fondamentali: l’istruzione, la casa, l’assistenza sociale e sanitaria”. Questo stasera Mohacsi dirà a Strasburgo.

“Si sentono come se fossero a Auschwitz”. I campi sono in condizioni “orribili” , le persone vivono in baracche di lamiere, in mezzo ai rifiuti e ai topi, senza acqua corrente e senza luce. “Non ci sono servizi di alcuno tipo nelle vicinanze - racconta l’europarlamentare - . A Castel Romano su mille persone, 5 forse 6 hanno la cittadinanza. Una donna mi ha detto che si sente come se fosse ad Auschwitz…”. Una citazione che non deve sembrare casuale. Durante la seconda guerra mondiale furono uccisi 500 mila zingari vittime del reich e dei folli progetti di dominazione razziale. Molti di loro furono deportati e sterminati proprio ad Auschwitz. Nella lingua gitana si chiama Porrajmos, significa “divoramento” e indica la persecuzione.

“Le razzie dei poliziotti”. Nel suo viaggio nei campi Mohacsi ha soprattutto ascoltato. “Al campo Casilino 900 - dice - mi hanno raccontato che ogni 3 o 4 giorni verso mezzanotte arrivano pattuglie di poliziotti in divisa e armati. Non chiedono nulla, semplicemente picchiano. Ogni volta portano via circa 20 persone che scompaiono per 48 ore. Li tengono in celle dove vengono picchiati. Poi li rilasciano. Mi è stato assicurato che chi viene portato via non ha precedenti e non è ricercato”.

“I bambini scomparsi”. E’ un altro punto agghiacciante del resoconto che l’eurodeputata farà a Strasburgo. “A Napoli la situazione è ancora peggiore. L’avvocato dell’Opera nomadi mi ha detto che da due anni sono state perse le tracce di dodici bambini accusati di accattonaggio. Questi ragazzini sembrano spariti nel nulla, non esiste neppure un pezzo di carta. Ho incontrato un nonno di 60 anni disperato perchè non sa più nulla di suo nipote”. Se ribatti che i minori vengono spesso usati dai genitori per rubare, scippare, furti in casa, una vera e propria piaga, la risposta di Mohacsi è: “Bisogna punire chi delinque e tenerlo in carcere. Non far sparire i bambini”.

“Chi indaga sulle molotov?”. Dopo il fatto della ragazza di 16 anni accusata di voler rapire un bambino, le razzie dei poliziotti “sono aumentate”. “Ho chiesto - insiste Mohacsi - tramite l’avvocato dell’Opera nomadi cosa la giustizia stesse facendo e mi ha detto che non risultano inchieste. Nè sulla ragazza accusata di voler sequestrare un bambino, nè su chi ha lanciato le molotov contro i campi e li ha incendiati”.
“L’Italia chiede i fondi Ue”. L’eurodeputato sa di maneggiare una questione difficile, scivolosa e delicata. Sa che quella dei rom è “un’emergenza sociale” in tutta Europa. Ma occorre tentare, provare a distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo. Guai generalizzare. Provarci è un obbligo per un paese civile. “Alcuni paesi come Repubblica Ceca, Spagna, Romania, Bulgaria hanno ottenuto 250 milioni di euro dalla Ue per i progetti di integrazione delle popolazioni rom. Perchè l’Italia non ha mai chiesto l’accesso a questi finanziamenti?”. Perchè serve un progetto. E forse non c’è mai stato.


(19 maggio 2008)

16 maggio 2008

La Politica fatta con i Sondaggi è Istigazione, in questo caso al Razzismo. Come dare un Peso a un Pensiero?

Leggo quanto segue e penso: la solita, consolidata da decenni, politica dei e con i sondaggi, che fa apparire di volta in volta un’opinione come maggioritaria o minoritaria, senza entrare nel merito, senza che chi propone il sondaggio esprima la sua, di opinione, come se stesse su un altro pianeta, come se lo stesso atto di proporre un sondaggio, e attibuire un peso ad un’opinione, non contribuisse a modificarla, rafforzandola o sminuendola.

Stare con la minoranza, in questi casi, fa sentire chi legge come in torto, come se vivesse fuori dal mondo, datato, desueto, e invece significa solo tenersi fuori dal coro

Un sondaggio dell’Ipr Marketing svela una forte avversione verso gli immigrati
Per il 70% degli intervistati il problema è una priorità da risolvere con l’espulsione
I Rom peggio degli extracomunitari
“Sono un pericolo. Via i campi”
Inquietanti risultati: cresce l’intolleranza per gli stranieri nel nostro Paese

di BRUNO PERSANO

Repubblica.it, 15 Maggio 2008

I Rom peggio degli extracomunitari
“Sono un pericolo. Via i campi”

ROMA - Gli italiani non li vogliono. I Rom fanno paura. La maggioranza ammette che i nomadi costituiscono un problema, molto più degli extracomunitari. Il sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it mostra che tra gli italiani si sta sviluppando un forte sentimento negativo nei confronti degli immigrati, anche se l’avversione verso i rom è maggiore.

La rivolta contro i campi nomadi a Napoli, le spranghe e le molotov lanciate sugli insediamenti campani, sembra abbiano radici profonde nell’Italia tutta, dal Nord al Sud.

LE TABELLE

Lo sgombero di cinquecento nomadi dai campi napoletani; i massicci controlli negli insediamenti romani; il blitz contro gli immigrati con centinaia di arresti e l’istituzione di commissari straordinari per il problema nomadi; il “pacchetto sicurezza” che presto il governo applicherà, sembrano trovare ragione nel sentimento comune che emerge dal sondaggio: il problema dei Rom e degli immigrati è una priorità per il 70% degli italiani.

I “diversi” fanno paura. Almeno tre intervistati su dieci temono i nomadi, il doppio di coloro che sono spaventati dagli extracomunitari. E vorrebbero che lo Stato li cacciasse, e li riaccompagnasse al confine con un foglio di via. Sono indesiderati per il 68% degli italiani. Gli intervistati non hanno fiducia nelle politiche di integrazione sociale dei nomadi: la percentuale non sale oltre il 27%.

Quello che chiedono gli italiani è smantellare al più presto i campi nomadi ed espatriare più Rom possibile, mentre i mille italiani intervistati mostrano più tolleranza verso gli extracomunitari. La percentuale che vorrebbe espellere gli immigrati senza lavoro è solo il 52%, ma coloro che sceglierebbero l’emigrazione di massa dei nomadi è un terzo di più.

(15 maggio 2008)

Annozero | 14 Maggio, 2008

Gli extracomunitari sono un costo, non una risorsa”, ha affermato Roberto Castelli. Ma gli immigrati nel nostro paese contribuiscono allo sviluppo dell’Italia? E’ vero che anche molti dei clandestini lavorano?

“Se li conosci, li eviti?” è il titolo della puntata di Annozero, il programma di Michele Santoro in onda domani su Raidue alle 21.05.
Il tema sicurezza, cavallo di battaglia in campagna elettorale, continua a dominare l’agenda della politica. Il governo annuncia un pacchetto di provvedimenti restrittivi. Ma gli immigrati sono una risorsa fondamentale per “l’azienda Italia” o sono un pericolo da cui guardarsi? Tolgono realmente lavoro agli italiani? E la paura e il disagio nei loro confronti è giustificata dai fatti?

Stefano Bianchi e Dina Lauricella hanno realizzato un reportage in Emilia-Romagna, regione dove la Lega ha saputo intercettare la domanda di sicurezza dei cittadini.

Ne discuteranno in studio Roberto Castelli, della Lega nord, il giurista Stefano Rodotà, Flavio Tosi, sindaco di Verona, e Vincenzo De Luca, primo cittadino di Salerno. Beatrice Borromeo sarà in collegamento dalla parrocchia di San Giuseppe a Genova, dove ci sarà, tra gli altri, il leader delle banlieues parigine Omeya Seddik.

Come di consueto ci saranno l’opinione di Marco Travaglio e le vignette di Vauro.

Aspettiamo i vostri contributi anche durante la diretta (non verranno pubblicati commenti con contenuti discriminatori a razzisti, o con volgarità, insulti, spam, pubblicità e link).

Con la scusa del popolo
di GAD LERNER

Repubblica.it, 16 Maggio 2008

LA CACCIA ai rom scatenata in tutta Italia sta cominciando a suscitare disagio, ma non ancora la necessaria rivolta morale.

Difficile, soprattutto per dei politici, mettersi contro il popolo. Col rischio di passare per difensori della delinquenza, dei violentatori, dei ladri di bambini. E’ questa, infatti, la percezione passivamente registrata dai mass media: un popolo esasperato, l’ira dei giusti che finalmente anticipa le forze dell’ordine nel necessario repulisti.

Ma siamo sicuri che “il popolo” siano quei giovanotti in motorino che incendiano con le molotov gli effetti personali degli zingari fuggiaschi, le donne del quartiere che sputano su bambini impauriti e davanti a una telecamera concedono: “Bruciarli magari no, ma almeno cacciarli via”? Che importa se parlano a nome del popolo i fautori della “derattizzazione” e della “pulizia etnica”, i politici che in campagna elettorale auspicarono “espulsioni di massa”, i ministri che brandiscono perfino la tradizione cattolica per accusare di tradimento parroci e vescovi troppo caritatevoli?

La vergogna di Napoli, ma anche di Genova, Pavia e tante altre periferie urbane, non ha atteso l’incitamento dei titoloni di prima pagina, cui ci stiamo purtroppo abituando. “Obiettivo: zero campi rom” (salvo scatenarsi se qualche sindaco trova alloggi per loro). “I rom sono la nuova mafia” (contro ogni senso delle proporzioni). “Quei rom ladri di bambini” (la generalizzazione di un grave episodio da chiarire). Dal dire al fare, il passo dell’inciviltà è compiuto. Perfino l’operazione di polizia effettuata ieri con 400 arresti e decine di espulsioni sembra giungere a rimorchio. La legge preceduta in sequenza dalla furia mediatica e popolare, come se si trattasse di una riparazione tardiva.

Chi si oppone è fuori dal popolo. Più precisamente, appartiene alla casta dei privilegiati che ignorano il disagio delle periferie. Ti senti buono, superiore? Allora ospitali nel tuo attico! L’accusa, e l’irrisione, risuonano ormai fin dentro al Partito democratico. Proclama Filippo Penati, presidente di centrosinistra della Provincia di Milano: “I rom non devono essere ‘ripartiti’, bisogna farli semplicemente ripartire”. E accusa Prodi di non aver capito l’andazzo, di non aver fatto lui quel che promettono i suoi successori. Nel 2006 fu Penati, insieme al sindaco Moratti, a chiedere al comune di Opera di ospitare provvisoriamente 73 rom (di cui 35 bambini). Dopo l’assedio e l’incendio di quel piccolo campo, adesso è stato eletto sindaco di Opera il leghista rinviato a giudizio per la spedizione punitiva. Mentre si è provveduto al trasferimento del parroco solidale con quegli estranei pericolosi.

La formula lapalissiana secondo cui “la sicurezza non è né di destra né di sinistra” appassisce, si rivela inadeguata nel tumulto delle emozioni che travolge la cultura della convivenza civile. Perfino la politica sembra derogare dal principio giuridico della responsabilità individuale di fronte alla legge. Perché un conto è riconoscere le alte percentuali di devianza riscontrabili all’interno delle comunità rom, che siano di recente immigrazione dalla Romania, oppure residenti da secoli in Italia, o ancora profughe dalla pulizia etnica dei Balcani. Un conto è contrastare gli abusi sull’infanzia, la piaga della misoginia e delle maternità precoci, i clan che boicottano l’inserimento scolastico e lavorativo, la pessima consuetudine degli allacciamenti abusivi alla rete elettrica e idrica.

Altra cosa è riproporre lo stereotipo della colpa collettiva di un popolo, giustificandola sulla base di una presunta indole genetica, etnica. Quando gli speaker dei telegiornali annunciano la nomina di “Commissari per i rom”, sarebbe obbligatorio ricordare che simili denominazioni sono bandite nella democrazia italiana dal 1945. Il precetto biblico dell’immedesimazione - “In ogni generazione ciascuno deve considerare se stesso come se fosse uscito dall’Egitto” - dovrebbe suggerirci un esercizio: sostituire mentalmente, nei titoli di giornale, la parola “rom” con la parola “ebrei”, o “italiani”. Ne deriverebbe una cautela salutare, senza che ciò limiti la necessaria azione preventiva e repressiva.

La categoria “sicurezza” non è neutrale. Ne sa qualcosa il centrosinistra sconfitto alle elezioni, e solo degli ingenui possono credere che se Prodi, Amato o Veltroni avessero cavalcato l’allarme sociale con gli stessi argomenti della destra il risultato sarebbe stato diverso. Qualora il nuovo governo applichi con coerenza la politica di sicurezza annunciata, è prevedibile che nel giro di pochi anni il numero dei detenuti raddoppi, o triplichi in Italia. Scelta legittima, anche se la sua efficacia è discutibile. Quel che resta inaccettabile è il degrado civile, autorizzato o tollerato con l’alibi della volontà popolare. Insopportabili restano in una democrazia provvedimenti contrari al Codice di navigazione - l’obbligo di soccorso alle carrette del mare - o che puniscano la clandestinità sulla base di criteri aleatori di pericolosità sociale.

Da più parti si spiega l’inadeguatezza della sinistra a governare le società occidentali con la sua penitenziale vocazione “buonista”. E’ un argomento usato di recente da Raffaele Simone nel suo “Mostro Mite” (Garzanti), salvo poi trarne una previsione imbarazzante: la cultura di sinistra col tempo sarebbe destinata a essere inclusa, digerita dalla destra. Discutere un futuro lontano può essere ozioso, ma è utile invece riscontrare l’approdo a scelte comuni là dove meno te l’aspetteresti: per esempio sulla pratica delle ronde a presidio del territorio.

Naturalmente gli assalti di matrice camorristica ai campi rom di Ponticelli non sono la stessa cosa della Guardia nazionale padana. Che a sua volta non va confusa con i volontari di quartiere proposti dai sindaci di sinistra a Bologna e a Savona. Nel capoluogo ligure, per giustificare la proposta, è stata addirittura evocata l’esperienza del 1974, quando squadre antifasciste pattugliarono la città dopo una serie di bombe “nere”. Il richiamo ai servizi d’ordine sindacali o di partito è suggestivo, quasi si potesse favorire così un ritorno di partecipazione e militanza che la politica non sa più offrire. Ma è dubbio che nell’Italia del 2008 - afflitta da nuove forme di emarginazione come i lavoratori immigrati senza casa, le bidonvilles fucine di criminalità ma spesso impossibili da cancellare - le ronde possano considerarsi uno strumento di democrazia popolare.

Dobbiamo sperare in una reazione civile agli avvenimenti di questi giorni, prima che i guasti diventino irrimediabili. Già si levano voci critiche ispirate a saggezza, anche nella compagine dei vincitori (Giuseppe Pisanu). Il silenzio, al contrario, confermerebbe solo l’irresponsabilità di una classe dirigente che ha già cavalcato gli stupri in chiave etnica durante la campagna elettorale.

(16 maggio 2008)

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