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27 marzo 2007

Se non altro emerge con chiarezza che il processo di Cogne è (stato) fin dall'inizio politico e mediatico

Anche se, per chi ha memoria del tormentone di Porta a Porta, fin dal primo giorno, non pare fosse esattamente 'a difesa' di Anna Maria Franzoni.

Al contrario, fin dalle prime battute, il coro mediatico era tutto contro di lei, e in primo luogo gli 'esperti' criminologi e psichiatri che per mesi si sono prestati ad un indecente processo 'in diretta televisiva' (live, si direbbe oggi) orientato prevalentemente a 'incastrare' la presunta matricida, lasciando fin dall'inizio nessuno o pochissimo spazio a ipotesi alternative.

Per non parlare del forum "anti-Franzoni" aperto poco tempo dopo su La Stampa, zeppo di insulti, pseudo ricostruzioni sempre a danno della Franzoni, illazioni in puro stile da 'caccia alla strega' di turno.

è proprio contro il clan Franzoni, promotore di una massiccia operazione mediatica a difesa di Annamaria, che Corsi punta il dito: "Non vogliono ammettere neanche per un attimo che Annamaria sia disturbata perché sarebbe incrinata la sua immagine. Lei resisterà fino a quando esisterà intorno a lei il cordone della famiglia, del comitato e anche di giornalisti e di qualche rete televisiva, che continua a supportarla".

(26 marzo 2007

http://www.repubblica.it

«È stato un doppio processo, penale e mediatico», ha esordito subito Corsi

http://www.corriere.it

Anche il processo è stato anomalo: la difesa lo ha impostato come se si venisse dal nulla. Si è voluto un dibattimento pubblico per gridare la propria innocenza e per attaccare tutti, appoggiandosi a un avvocato forte e ben visibile anche fuori dell’aula».

( alla faccia del diritto dell'imputato di difendersi, e dell'essere ritenuto innocente, fino a prova contraria, prova di cui l'accusa è tuttora alla ricerca: Poi, cambia registro: «Se ci dicesse quale oggetto ha usato non esiterei a chiedere le “generiche”. Io propendo per un mestolo o un pentolino di rame. Come sosteneva sino a pochi mesi fa anche il professor Torre. Ad Annamaria avrei voluto domandare di quel pentolino di cui parla, nei primi giorni dell’inchiesta, con suo padre. Un oggetto con scanalature. Compatibile con le fratture e le ferite al capo di Sammy».)

http://www.lastampa.it




permalink | inviato da il 27/3/2007 alle 11:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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