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26 gennaio 2007

Estremismo, malattia infantile del Comunismo

scriveva Lenin nell'aprile del 1920, quando già il comunismo era diventato, da grande ideale di eguaglianza, condivisione delle ricchezze del globo, abolizione della privata appropriazione di persone e cose ecc., quel sistema di governo super militarizzato e totalitario, che solo 70 anni dopo getterà la maschera per trasformarsi nella Russia attuale...

Ne scrivo io perchè mi interessa una questione: quella del linguaggio utilizzato dalla politica e dai politici, donne e uomini, ai tempi nostri, a quasi 100 anni di distanza dal libello di Lenin.

Esempio:

Afghanistan, sì al rifinanziamento
ma tre ministri non hanno votato

Approvato anche il decreto che rifinanzia la missione italiana a Kabul. Ma Ferrero (Prc), Bianchi (Pdci) e Pecoraro Scanio (Verdi) hanno scelto di non partecipare al voto. Il premier: "Ma in Parlamento da questi partiti non verrà un dissenso"


leggo su Repubblica.it di oggi.

E ieri, dopo le parole di Giorgio Napolitano sulla Shoah


"Vi rivolgo per questo impegno il più vivo e convinto apprezzamento. Col
vostro appassionato contributo possiamo combattere con successo ogni
indizio di razzismo, di violenza e di sopraffazione contro i diversi, e
innanzitutto ogni rigurgito di antisemitismo. Anche quando esso si
travesta da antisionismo : perché antisionismo significa negazione
della fonte ispiratrice dello Stato ebraico, delle ragioni della sua
nascita, ieri, e della sua sicurezza, oggi, al di là dei governi che si
alternano nella guida di Israele."

s
ono andato a curiosare cosa ne scrivevano e commentavano vari siti e forum e blog 'di sinistra', a partire da quello da me frequentato per molti mesi qualche anno fa, il Blog Trotter di Leonardo Coen, sempre sul sito di Repubblica.it (di cui a suo tempo avevo aperto un Monitor per criticarne, da un lato, il permissivismo esagerato nei confronti di commenti esplicitamente antisemiti, razzisti, negazionisti, e dall'altro apprezzare la capacità di Coen di rispettare il detto voltairiano sulla libertà di parola)

Il senso pieno del rigetto delle parole di Napolitano lo si legge qui http://www.riforme.net/editoriali/ed07-01.htm, dove il titolo è Se anche il Presidente Napolitano nega l'Olocausto ... (e per Olocausto si intende quello del popolo palestinese)

Estremismo come 'malattia infantile'... puo' anche significare un lento progresso (nei tempi della crescita non individuale, ma sociale) dell'umanità nello sviluppare una cultura adatta ad affrontare democraticamente i complessi problemi di una società come la nostra sempre più complessa.

Voglio dire che se Lenin considerava 'infantile' come un termine spregiativo, ed è anche più che comprensibile dati i tempi 'stretti' del suo agire politico nella sua epoca (gli anni '20 erano il culmine di un periodo estremamente convulso della storia del novecento, in cui esigenze 'materiali' forse poco comprensibili nell'opulento mondo globalizzato dell'Occidente attuale premevano per soluzioni rapide, rivoluzionarie, e dunque anche precoci, infantili, appunto...) ... ed in risposta proponeva uno Stato 'Padre' assoluto e terribile che guidasse il popolo a quei tempi ignorante a tutto campo (l'analfabetismo era la regola) ...

... beh, oggi, le cose dovrebbero e potrebbero andare in modo assai diverso...

Ci si aspetterebbe che la politica e i politici tenessero conto del fatto che il loro 'pubblico' non è più fatto di bambini piccoli da coccolare e vezzeggiare, o da imbonire o rimbrottare con frasi fatte, favole, parole d'ordine semplici e per ciò stesso false, promesse vane e perciò mai mantenute e così via...

Voglio dire che oggi, dopo Freud, Piaget e 100 anni di storia, la parola 'infantile' potrebbe e dovrebbe avere un diverso sognificato: i bambini crescono, si sviluppano, imparano a pensare oltre che a fare, non sono pura argilla da modellare a piacimento, a seconda del 'modello' che ha in mente questo o quel politico, questa o quella ideologia politica o progetto o convenienza o interesse.

E allora anche il Teatrino della politica dovrebbe e potrebbe adeguarsi, mettendo in scena qualcosa di più e di meglio di porte sbattute in faccia (i tre ministri che ministri restano, ma fanno finta di non essere lì) o di viscerali e incomprensibili conati di rigetto delle sensatissime parole dette dal Capo dello Stato, che finalmente pongono delle basi sicure e definitive, si spera, su come si possa ragionare in modo adulto sulle origini di Israele, e sugli sviluppi passati e futuri dei suoi difficili rapporti non solo con i vicini arabi, ma soprattutto con l'Europa e con l'Italia, che hanno giocato e giocano ruoli fondamentali su quelle origini e sui suoi sviluppi ... non necessariamente di perenne 'infanzia', sia per noi, sia per il popolo ebraico, sia per i Palestinesi ecc.




permalink | inviato da il 26/1/2007 alle 9:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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