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7 giugno 2004

Morte di un paraplegico: era palestinese (e: perchè ho segnalato e scritto commenti in BlogTrotter)

Leonardo Coen, Blog Trotter, Lunedì, 07 giugno 2004 Oggi a Kalandia, il campo profughi che si trova a nord di Gerusalemme, si stanno celebrando i funerali di Arafat Ibrahim Yacub, 32 anni, un palestinese paraplegico, ucciso ieri sera dalle truppe dello Stato ebraico. I soldati avevano sparato contro un gruppo di dimostranti palestinesi che manifestavano nel campo profughi. Yacub, secondo alcune testimonianze, era seduto vicino all'ingresso di una caffetteria quando è stato raggiunto da uno o più proiettili esplosi dai militari israeliani. L'uomo è spirato durante il trasporto in ospedale. L'episodio ha suscitato grande indignazione - non soltanto nei Territori: Yacub, in quanto disabile, non poteva essere coinvolto nella dimostrazione inscenata ieri sera da un gruppetto di giovani: perchè gli hanno sparato addosso? L'esercito israeliano ha annunciato un'inchiesta, ma è chiaro che le polemiche scateneranno voglia di vendetta e prepareranno nuove violenze. Invece di evitare le provocazioni, Israele sembra favorirle. A cominciare dal fatto che si è aperto il fuoco contro dei manifestanti e si è sparato a tutto raggio, senza preoccuparsi di colpire civili: "Una prassi ormai consolidata", accusano i palestinesi. Stavolta è proprio difficile dire che hanno torto. Sposato e padre di due bambini, Yacub era stato ferito durante la prima Intifada (1987-93), nel corso di scontri con l'esercito israeliano, sempre a Kalandia. Una pallottola gli aveva colpito la spina dorsale provocandogli un danno irreparabile. Da quel giorno viveva grazie ad una pensione di invalidità dell'Autorità nazionale palestinese. Il centro di riabilitazione 'Abu Raya' di Ramallah (Cisgiordania), dove era stato ricoverato per oltre sei mesi, lo ricorda come un giovane determinato che aveva saputo, a costo di sacrifici enormi, recuperare parte della sua autonomia fisica. Ho scritto nei Commenti Approfitto di questo topic, che in qualche modo 'sento' in particolar modo sia per l'amicizia e frequentazione di anni, in famiglia e altrove, di persone disabili, o 'portatrici' di disagio psico-fisico, per precisare poche cose sul senso della mia presenza nei commenti a questo blog a partire da settembre 2003. Chi è interessato leggerà, chi si diverte a sbeffeggiare continuerà a farlo. Non è questo il punto! A interessarmi di conflitti, ed in particolare di quello 'per definizione', in Israele e nei Territori Occupati da Israele, mi hanno portato nel corso degli anni il fatto che io abbia condiviso con molti i mitici anni '70, alcuni eventi della mia personale biografia a fine anni '70, ed il fatto di continuare ad occuparmi, in rete e fuori rete, appunto di disagio psico-fisico e di conflitti. Da qui il mio essere qui con quel che scrivo, ed anche la segnalazione su altri siti dedicati al disagio ed ai conflitti di Blog Trotter, sorta di 'palestra mediatica' valida a dimostrare e mostrare come 'personale e politico' siano un binomio inscindibile tuttora valido e - ancora dopo 30 anni e oltre - tutto da investigare, dal momento che i conflitti politico-sociali hanno un immediato (anche se non sempre consapevole) impatto sulla vita privata di ciascuno, e d'altro canto chi vive un disagio psico-fisico e un conflitto 'privato' tende spesso a rinchiudersi in un mondo di isolamento e abbandono, separandosi e spesso venendo attivamente separato dal vivere civile. L'invito a partecipare a Blog Trotter era ed è dunque mirato a favorire lo stabilirsi di 'ponti' ( e l'aprirsi di 'porte' ) mentali tra luoghi virtuali e reali dedicati al disagio e alle disabilità (spesso ghetti in cui rinchiudersi nell'autocommiserazione) ed altri luoghi reali, e virtuali, come questo, dove com'è evidente a tutti da mesi, il conflitto è spesso agito nelle forme più disparate (il sistematico 'attacco' a me o meglio al mio 'nick' ne è una prova lampante, come pure aver trasformato un certo altro nick in una sorta di bersaglio costante di invettive e sberleffi, con punte 'inaudite' di razzismo ed esplicito antisemitismo). Ma non credo siano ragionamenti di tipo moralistico a farci andare oltre, sempre che qualcuno ne abbia l'intenzione e se la senta di provare. Questo topic ne è un piccolo banco di prova. L'eventuale e probabile trasformazione in ennesimo 'teatrino dell'orrore' in fatto di battute e attacchi verbali, non farà che rendere ancor più evidente quanto il 'conflitto' pervada i più, soprattutto chi frequenta questo blog, in cui per motivi diversi e convergenti ha trovato luogo e modo di riversare quel che non oserebbe esprimere altrove. inviato il 07.06.2004 15:02:37 (anche in Blog Trotter Monitor)




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