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15 maggio 2004

Perché noi italiani siamo in Iraq (2) ? Petrolio ?

AKIVenerdì 14 Maggio 2004, 20:04 Petrolio: Nuovo Record Storico, Vola A 41,56 Dollari/Ansa (ANSA) - ROMA, 14 MAG - Il petrolio inanella un massimo dopo l'altro fino a toccare oggi, al mercato di New York, quota 41,56 dollari al barile, un livello che non vedeva da 21 anni. E' questa infatti la quotazione più alta mai registrata sui futures dal 1983, vale a dire da quando è stato introdotto questo tipo di contratti. La nuova fiammata dei prezzi, che chiude una settimana all'insegna di continui e vistosi rincari, si era già preannunciata oggi negli scambi 'after-hours' sempre al New York Mercantile Exchange. Il petrolio aveva aggiornato il record storico a 41,22 dollari, superando così il massimo precedente di 41,15 dollari al barile toccato nell' ottobre 1990, dopo l'invasione irachena del Kuwait. Anche a Londra i futures sul brent, il greggio di riferimento europeo, hanno rivisto i massimi dall'ottobre del 1990 raggiungendo quota 38,82 dollari al barile. I futures per le consegne a giugno si sono poi assestati a New York a 41,36 dollari al barile. E, secondo gli analisti, per ora non c'é da aspettarsi una inversione di tendenza. Il record odierno, però, in termini reali non è il massimo storico. A valori attualizzati, infatti, calcolando cioé la componente dell'inflazione, l'oro nero toccò picchi ben più alti nei primi anni '80, ai tempi della guerra tra Iraq e Iran. Nel 1981 - ricordano le statistiche - le quotazioni viaggiavano a 35,24 dollari al barile che corrisponderebbero ai 72,61 dollari del 2004. Oggi, tra i fattori che spingono alle stelle il prezzo del greggio ci sono ancora le tensioni mediorientali con l' 'affaire' Iraq e i rischi di una possibile interruzione delle forniture all'occidente dall'area più produttiva del mondo. Ma il mercato sconta anche il timore di una possibile scarsità dei rifornimenti di benzina negli Usa in vista della stagione dei viaggi estivi. Questo, mentre il prezzo medio del carburante negli Stati Uniti ha raggiunto il nuovo record assoluto toccando gli 1,953 dollari al gallone. E proprio operazioni commerciali sul greggio negli Stati Uniti con fini speculativi sono state citate oggi a Vienna da analisti dell'Opec tra i motivi del rincaro del petrolio immesso sul mercato dal cartello dei paesi produttori. Ma in gioco ci sono anche le incognite sulla sostenibilità dell'equilibrio tra domanda e offerta. La previsione, formulata dall'Agenzia Internazionale dell'Energia, di una forte accelerazione della domanda globale di greggio riapre la partita sui livelli di produzione. Il mercato si trova a fare i conti con l'ormai acclarata espansione dell'economia globale che vede ora premere i Paesi asiatici trainati dal boom economico della Cina. Gli occhi sono ora puntati sull' Opec e sull'eventuale aumento delle quote di produzione che potrebbe essere deciso al prossimo vertice del Cartello dei Paesi produttori in programma il 3 giugno a Beirut. Nell'attesa, il mercato guarda al Forum Internazionale dell'Energia che si terrà la prossima settimana ad Amsterdam per cogliere un segnale sull'orientamento dell'Opec. E' molto probabile infatti che la questione verrà messa sul tappeto, soprattutto se si considera che lunedì scorso il ministro del petrolio saudita Al-Naimi si è detto favorevole a un aumento delle quote di 1,5 milioni di barili al giorno proprio per garantire un "equilibrio tra scorte e domanda". (ANSA). Copyright 2004 ANSA. Tutti i diritti riservati. Copyright © 2004 Yahoo! S.r.l. Tutti i diritti riservati.

  • 9th International Energy Forum, 22-24 May 2004, Amsterdam, the Netherlands MISSION: Objectives of the International Energy Forum Secretariat (IEFS) The Secretariat is an international and independent non-profit entity that structures and coordinates the activities of the IEF. It acts to maintain the informality of the dialogue and facilitates the channels of communication between oil and gas producers and consumers. Therefore, the main objectives of the IEF Secretariat are: Strengthening the dialogue and co-operation between oil and gas producing and consuming countries, and international organizations in fields of common interest. Ensuring the continuity of the dialogue between the biennial forums and follow up on international energy development. Fostering and promoting the relationship between the energy industry and the governments of oil and gas producing and consuming countries through the active involvement of the industry in the activities of the IEF. Broadening the dialogue to include international and regional energy issues. Although the dialogue is international in character, there are interregional as well as specific issues (oil, gas, renewables, technology, environment etc.) that emanate from the dialogue and need to be addressed and elaborated. Facilitating contacts between the parties involved in oil and gas matters at all times. Improving oil and gas data collection and dissemination among countries, international organizations and the industry, since the availability, comprehensiveness and coverage of data is a cornerstone to the relations between the parties involved in world energy relations. Providing the necessary contacts among the relevant organizations involved in oil market forecasting by exchanging experiences on relevant inputs and parameters in the forecasting methodologies.
  • Second World Renewable Energy Forum: Renewing Civilization by Renewable Energy, May, 29 - 31, 2004, Bonn, Germany Federal Art Hall (Bundeskunsthalle) "It is impossible to solve a problem with the same methods that caused this problem" (Albert Einstein) Per Il Manifesto GALAPAGOS scrive A colpi di petrolio Il gap energetico non è una novità: sono anni che le riserve conosciute stanno crescendo meno della domanda. In altre parole gli stock di petrolio diminuiscono, anche se le prospezioni si fanno più raffinate e si scavano pozzi di oltre 4.500 metri. Questo significa che il petrolio è una materia prima destinata a esaurirsi. Nel frattempo seguita a rappresentare la principale risorsa fiscale per tutti i paesi industrializzati visto che, soprattutto in Europa, su ogni litro di benzina due terzi, abbondanti, del prezzo sono tasse. E' un bene che sia così. Peccato che quelle sui distillati del petrolio non siano imposte di scopo. Nel senso che non sono finalizzate al risparmio energetico, a favorire l'introduzione di energie alternative, pulite, rinnovabili. A incentivare la costruzione di edifici eco-compatibili e quasi autosufficienti rispetto ai consumi energetici. Forse il risparmio energetico così indotto non dà risultati elevatissimi, ma fa rabbia, in ogni caso, vedere che la Germania (dove il sole non brilla moltissimo) produce 4 volte più energia solare dell'Italia. E la rabbia aumenta perché, in un contesto di declino industriale, lo sviluppo delle energie alternative potrebbe dare un contributo alla ripresa e all'occupazione. Ma, cosa assai più grave, il problema energetico ha risvolti geopolitici. Anzi bellici. Bush ha dichiarato che gli Usa hanno diritto a tutta l'energia di cui hanno bisogno. Per averla l'impero si comporta da impero: la guerra irachena (là dove sono localizzati i più grandi giacimenti di petrolio), l'Afghanistan (i corridoi del petrolio), la politica spregiudicata verso la Nigeria, l'atteggiamento ambiguo in Venezuela, per limitarci ai casi più eclatanti, sono il segnale di cosa intenda Bush con lo slogan «esportare la democrazia». E, di esportazione in esportazione, ora c'è il rischio che la democrazia sia «esportata» anche in Arabia Saudita. Perché solo con il pieno controllo di Riyadh ci potrà essere il controllo pieno del mercato petrolifero.




    permalink | inviato da il 15/5/2004 alle 9:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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