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14 maggio 2004

Perché noi italiani siamo in Iraq?

Se lo chiede Lucio Caracciolo nell'editoriale su "Limes", mensile di geopolitica oggi in edicola L'Onu, l'Iraq e il ruolo dell'Italia Perché noi italiani siamo in Iraq? Intanto, ricordiamo che siamo sbarcati lì per fare un piacere agli americani. Sperando d'esserne ripagati politicamente (immagine e peso nella coalizione) ed economicamente (una fettina del business della ricostruzione)... ... I nostri 3mila uomini s'insediavano in una zona apparentemente tranquilla e a due passi dai giacimenti petroliferi cui è interessato l'Eni. Dopo la strage di Nasiriya ( 12 novembre 2003) e la "battaglia dei tre ponti" (6 aprile 2004), oggi siamo asserragliati nelle nostre postazioni, soli e minacciati. Non possiamo nemmeno sviluppare la missione "umanitaria". Tra l'altro, non abbiamo mai investito soldi a sufficienza per questo scopo... ... L'obiettivo di fondo è un Iraq unitario, pacificato e non eccessivamente esposto alle ambigue influenze dei vicini. Questo nuovo Iraq dovrebbe garantire a tutte le sue componenti etniche, tribali e religiose un'equilibrata ripartizione delle risorse, a cominciare dal petrolio. E così stabilizzandosi, favorire l'evolversi d'un contesto geopolitico mediorientale capace di calmare le ansie di sicurezza israeliane... ... Fra le priorità, un censimento nazionale. Ciò anche per consentire lo svolgimento di elezioni entro il 2005...




permalink | inviato da il 14/5/2004 alle 9:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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