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13 maggio 2004

Viviamo giorni di orgia mediatica sulle torture (8), Dossier di Repubblica.it tenta una cronologia

L'orrore delle torture ai prigionieri iracheni Lo scandalo scoppia il 28 aprile 2004, con un servizio della Cbs. Da quel giorno immagini e testimonianze squarciano il velo sulle sevizie ai detenuti ... Dicembre 2003. Il soldato semplice Joseph Darby, appartenente alla 372esima compagnia di polizia militare che opera nel carcere, infila un biglietto sotto la porta di un superiore, con il quale denuncia che circola tra i soldati un cd con foto che testimoniano violenze sui prigionieri. Gennaio 2004. Il generale Janis Karpinsky riceve un richiamo formale e viene sospesa dal servizio. Viene avviata una vasta inchiesta sul sistema carcerario militare autorizzata dal generale Ricardo S. Sanchez, il comandante più alto in grado in Iraq. Febbraio 2004. Il generale di divisione Antonio M. Taguba completa un rapporto di 50 pagine sull'accaduto. Non deve essere pubblicato, ma ne vengono in possesso alcuni giornalisti. 28 aprile 2004. La popolare trasmissione giornalistica Sixty Minutes II della Cbs mostra le foto che testimoniano le torture... La Repubblica, Dossier: Le Torture ai Prigionieri Iracheni Scriveva il 9 Maggio 2004 Adriano Sofri, Se l'aguzzino è una donna ... La tortura è prima di tutto una manifestazione - la più abominevole - della sessualità. La spoliazione della persona, la sua riduzione a corpo nudo, e la degradazione del corpo nudo alla sua anonima genitalità, è qui il centro della tortura. Lo è sia che il torturatore uomo operi su una donna, violentandola e stuprandola e mutilandola, sia che operi su un altro uomo, umiliandone e scempiandone la virilità, vendicando su lui la virilità propria agli occhi di una spettatrice femminile, persona o fantasma. Ma la tortura eseguita da una donna sull'uomo, topos di romanzi neri e film gialli e fumetti porno, era finora meno probabile nella realtà. Tanto più da una donna soldato americana su un maschio musulmano... ... Una piega sessuale segna lo stesso terrorismo suicida-omicida. Le ragazze cecene stuprate dai contrattisti russi (epoca di contratti, la nostra) vengono messe al bando da famiglie e villaggi, e indotte a farsi attentatrici suicide. Poco dopo che il terrorismo pio di Hamas aveva rinunciato a escludere le donne dagli attentati suicidi, una giovane è stata mandata ad ammazzare e morire con la pancia grave di esplosivo e di un feto nato da un adulterio: giusta punizione, devoto riscatto... ... Il mondo è moderno, le persone antiche. Ci sarebbe amaro riconoscere nell'intera storia rivoluzionaria una radice essenziale di resistenza alla modernità, alla dolorosa rapidità del cambiamento. Avevamo immaginato il contrario: i rapporti sociali di produzione che a un certo punto non si lasciano più contenere dal modo di produzione, e allora occorre il pietoso colpo di forcipe eccetera. Ma già allora ci ritrovavamo con la nostra piccola vita privata, e la piccola vita privata di Carlo Marx... La dirò grossa: l'inadeguatezza penosa che noi stessi, individui occidentali moderni, ci trasciniamo dentro a confronto dello spettacolo pubblico di liberazione e oltranzismo e trasgressione sessuale, è alla radice di quell'endemia di omicidi-suicidi (o solo omicidi...) di mogli fidanzate figlioletti prostitute che sono, da noi, il fenomeno più prossimo al terrorismo kamikaze islamista... liberopensiero, 14 Maggio 2004 ci ricorda di Quando i nostri torturarono i somali, finì tutto a tarallucci e vino/1 Le fotografie delle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib hanno un precedente italiano nell'inchiesta condotta dal settimanale Panorama nel giugno del 1997. Anche allora furono pubblicate fotografie con immagini di soldati che abusavano di persone tenute in custodia dall'esercito occupante. I responsabili di questi atti erano italiani, somale le vittime. Le foto risalivano al 1993, ai tempi della missione di pace Ibis in Somalia, ma lo scandalo scoppiò quattro anni più tardi, quando il magazine della Mondadori, diretto da Giuliano Ferrara, pubblicò le foto e condusse una clamorosa e al contempo sobria campagna giornalistica. A differenza delle torture in Iraq, denunciate dall'esercito americano e oggetto di un'inchiesta militare tre mesi prima che la Abc mostrasse le foto, le torture italiane in Somalia sono state scoperte dalla stampa e le inchieste che seguirono non hanno portato a nulla. Nessuno è stato condannato, nessuno è stato allontanato, nessuno è stato punito. A ricordare la campagna di Panorama è l'allora vicedirettore Umberto Brindani, oggi direttore del settimanale Gente: "Nel giugno del 1997 si presentò a Panorama una agenzia fotografica pugliese che ci mostrò l'immagine di un ragazzo somalo nudo e sdraiato per terra, al quale alcuni soldati italiani avevano legato mani e genitali agli elettrodi.(...) A quella prima fotografia ne seguirono altre. La più orribile fu quella dello stupro di gruppo di una donna somala. La foto mostrava alcuni soldati italiani che introducevano una bomba illuminante cosparsa di marmellata nella vagina della ragazza.(...)




permalink | inviato da il 13/5/2004 alle 23:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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