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3 maggio 2004

Morire per Danzica? Oggi non è più necessario! Ma dov'è ora Danzica?

si chiama sempre Danzica, Gdansk, qui il sito della città in inglese: http://www.gdansk.pl/en/ Danzica è in Polonia e quindi fa parte da l'altro ieri dell'Unione europea. vittorio scrive Vittorio Merlo, che aveva citato Günther Grass ne "Il passo del gambero", in Blogtrotter, Commenti (inviato il 03.05.2004 12:29:40, Website: http://webplaza.pt.lu/merlo/). Grazie ! e tra l'altro questo cercavo "In June 1919, under the Versailles Treaty Gdansk becomes a Free City supervised by the League of Nations represented by its High Commissioners." morire per Danzica? oggi non è più necessario! a me sembra epocale, eppure prevale, almeno da noi, una sorta di ovattata indifferenza


cercando con Google "morire per Danzica, trovo serendippicamente che.... hitler definiva "UMANITARIA" la sua guerra alla Polonia... 1 Settembre 1939. Inizia la "GUERRA UMANITARIA" di Hitler in Polonia per la" liberazione del popolo di Danzica dall'oppressione polacca". "Dalle ore 5,45 rispondiamo al fuoco...Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di questa guerra umanitaria, non può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fino a quando i diritti non saranno garantiti" "Seit 5.45 Uhr wird jetzT zurueckgeschossen....Wer selbst sich von den Regeln einer humanen Kriegfuhrung entfernt, kann von uns nichts andEres erwarten, als dass wir den gleichen Schritt tun. Ich werde diesen Kampf, ganz gleich gegen wen, so lange fuehren, bis die Sicherheit des Reiches und bis seine Rechte gewaEhrleistet sind" " http://www.cronologia.it/storia/a1939.htm Ma perchè DANZICA ??????? Questa città è stata storicizzata, è diventata il simbolo delle rivendicazioni tedesche, Hitler la blandì come una bandiera per minacciare le potenze occidentali. Ma anche per la Polonia (quella nazionalista) la città era un simbolo. Ma in effetti la città che "scatenò" (chiamiamolo espediente tattico) Hitler era un'altra città, una particolarissima città. La più giovane città d'Europa, il più giovane porto del mondo, che in poco più di dieci anni aveva eclissato una dozzina di grandi porti d'antica fama; GDYNIA. Una città sorta al centro di quel corridoio che già nel 1934 viene considerata come una causa sicura della prossima guerra mondiale. Il famoso giornalista americano KNICHERBOCKER (Premio Pulitzer), proprio nel 1934 fa un giro del mondo, interroga 30 capi di Governo, Sovrani, Dittatori, capi di Stato Maggiore, analizza tutte le situazioni politiche e militari, e fa loro una precisa domanda: Ci sarà la guerra in Europa? Quando esploderà? Ci sono 6 milioni di uomini in uniforme, con il fucile in mano, che cosa aspettano? Fu poi il titolo del libro che diede alle stampe in tutte le lingue (In Italia, Bompiani, 1 giugno 1934). Era una inquietante esposizioni della situazione. Profetica negli sviluppi e nella conclusione, perchè accadde poi tutto quello che vi era esposto, come si sarebbe cronologicamente svolta la seconda guerra mondiale, la conclusione (sbagliò solo di tre mesi), quanti morti avrebbe procurato (sbagliò di poco e in difetto), che sarebbe finita con una superbomba, con la Germania perdente, con la disfatta dell'Italia perchè millantatrice, e non escludeva che per la vittoria finale Russia e America si sarebbero alleate (nel 1934 una cosa perfino inconcepibile, nonostante gli affari. Gli Usa -beffando l'Inghilterra che si era chiusa col protezionismo nella sua Isola- aveva riconosciuto l'URSS e aveva iniziato a fare ottimi affari con i russi. - Gli inglesi erano (nel "disgraziato" '29) a far abbandonare il gold standard a 22 Paesi che chiusero così tutte le importazioni americane. Fu un altro KO per gli Usa sconvolta dalla Grande depressione).Vedi link "Il crollo di Wall Street"). Il sottotitolo del libro era: C'è la questione di Danzica. La questione Saar. La questione dell'Anscluss. Le divergenze Italo-Francesi-Inglesi. La questione degli ebrei. E che dopo una invasione a est, Hitler si sarebbe rivolto a occidente. In una pagina del libro c'è anche una imprudente affermazione di un generale francese (imprudente ma realista e ottimo stratega). Sostenitore di una "guerra di movimento" e delle divisione corazzate, prendeva in giro chi aveva voluto in Francia la inutile linea Maginot. "Non serve a nulla, con i potenti carri si può penetrare nelle Ardenne e la si può sfondare, inoltre la si può anche aggirare nelle Fiandre". Hitler probabilmente acquistò il libro, perchè fece l'una e l'altra cosa. Tutto sarebbe partito da Danzica. Dove Hitler in questo 1934 ha già le sue Truppe d'Assalto che però tiene sotto controllo su questo territorio dove il social-nazionalismo alle ultime elezioni ha raggiunto risultati impressionanti. La conquista del comune delle Camicie Brune ha agghiacciato ol sangue agli Ebrei e ai Polacchi; ma si è anche detto che ha mozzato il respiro a mezza Europa. Danzica da quando era stata proclamata Città Libera, non aveva avuto che liti con la Polonia che hanno interessato 259 volte la Lega della Nazioni, e dopo la ascesa al potere di Hitler di questioni ne erano rimaste 34 ancora insolute. Ora gli uomini di Hitler sono al potere e hanno riorganizzato il territorio con quella "rigorosa conformità" che caratterizza ora tutta la Germania. Che significa ubbidienza a Hitler. Il delegato Rauschning è il Galautier di Hitler a Danzica. Oltre il libro di Knicherbocker, contemporaneamente esce anche un'altro libro dell'inglese Wells, L'ultimo ciclone di guerra. Sembra un romanzo, ma poi nella trama lui fa scoppiare la guerra mondiale a Danzica nell'anno 1940. Ed è inquietante la causa. Un povero Ebreo sporgendosi dal finestrino di un treno alla stazione di Danzica, sputa un seme d'arancio che si era cacciato nel palato, un milite delle Truppe d'Assalto trovandosi vicino interpreta il gesto come uno sfregio alla milizia tedesca, un insulto alla Fratellanza di Sangue Germanico, all'assoluto mistico concetto germanico . Suscita una lite, sbocca in una guerra locale, poi europea, fino al crollo della civiltà. Ma cos'ha di particolare questa Danzica? La città polacca originaria slava era divenuta nel XII secolo centro mercantile tedesco. Entrata nella lega Anseatica nel 1361 si oppose all'ordine dei cavalieri teutonici (governi rigidi che ricorsero alla conversione forzata e allo sterminio dei popoli baltici fin quando furono sconfitti dai polacchi nel XV secolo) Danzica fu premiata da re polacco con uno statuto di piena autonomia, che durerà trecento anni, fino a quando la perderà nel 1792 quando i Prussiani con i Russi cinicamente si spartirono in due tutta la Polonia. Quando fu poi fondato nel 1870 l'Impero tedesco, ovviamente Danzica passò alla Germania. Poi - dopo un periodo caotico per l'intera Polonia (vedi le vicende della Polonia in Invasione della Polonia) - a sconvolgere nuovamente Danzica e l'intera Polonia fu la disfatta della Germania. A Versailles Wilson disegnò la nuova cartina d'Europa, in Polonia fu costituita la Repubblica, mentre la città di Danzica (con l'antica vocazione nel suo dna di città autonoma) fu nuovamente elevata a Città Libera a una condizione che lasciasse alla Polonia un accesso al mare, tramite un "corridoio" tra la tedesca Pomerania e la città. Ma nel fare il corridoio Wilson lo traccia su suolo germanico. Quando Hitler non era ancora entrato in "birreria", ed era un perfetto sconosciuto, non ci fu un solo tedesco in tutta la Germania che non reclamò e con indignazione questa incisione-ferita nel corpo del Reich. (Quanti spinosi problemi forse (!?) si sarebbe potuto risparmiare senza questa incisione!) Inizia qui l'avventura di GDYNIA che è tedesca, ma è al servizio della Polonia. Quando fu creato il corridoio, questa località era un gruppetto di case, tuguri, abitati da un centinaio di pescatori. Non in Europa ma nemmeno in Germania e in Polonia l'avevano mai sentita nominare Gdyna. Che è sempre sul Baltico, è sempre nella stessa grande baia di Danzica, ma è in una posizione ancora più felice quasi dentro un grande golfo, che dal 1919 diventa il terminale del corridoio polacco che sbocca sul mare. Il piccolo borgo viene stravolto; le costruzioni edilizie nascono come funghi, il traffico diventa sempre più intenso, le banchine sul porto si moltiplicano ogni mese, gli affari fanno passi da giganti, in pochi anni come porto è già concorrente di Danzica, nel 1933, dopo appena dieci anni, Gdynia ha già 50.000 abitanti tutti dediti agli affari, e ha il porto più attivo di Amsterdam, di Copenaghen, di Le Havre, di Bordeaux, di Brema, di Stoccolma. Ci sono più banchine e società marittime che abitanti. 2 miglia di dighe, 6 miglia di banchine, 122.000 metri quadrati di docks, un intrigo di binari che scendono al porto, una media di 50 navi ancorate ogni giorno. Nel 1924 attraccarono le prime 29 navi, nel 1932 erano già 3.610. Nel 1938 non esiste un conteggio ma secondo i tedeschi sfioravano la 6-7.000 unità. Transita dal porto il 70% del commercio estero polacco. La vita economica della nuova nazione polacca è legata tutta al porto di Gdynia. Abbastanza singolare (con i dati che abbiamo del 1934). Passano nel corridoio nel senso dei meridiani dodici milioni di tonnellate di mercanzia all'anno. Ma nel senso dei paralleli (tra il Reich e la Prussia Orientale) solo due milioni di tonnellate. Un rapporto di 1 a 6 a favore della Polonia. (ma nel 1938 era ancora aumentato. Quindi una mortale strozzatura dei mercati tedeschi verso est e ovviamente quasi totale nella stessa fascia ex territorio tedesco. Già nel 1934 la Polonia su Gdynia ha investito più di cento milioni di dollari oro, ed è solo una piccola frazione del valore che la Polonia attribuisce alla località, perchè ha la ferma volontà di farne una grande impresa commerciale europea, un porto a caratura mondiale. Con ulteriore preoccupazione di carattere economico per la Germania Ma le considerazioni non sono solo di carattere commerciale, ma anche di carattere militare, perchè la Polonia sta creando a Gdynia anche un porto strategico militare. Che la Polonia non ha mai avuto nella sua storia. C'era la Danzica Città Libera, ma non ha dimenticato la Polonia -quando scoppiò la guerra con la Russia, che gli scaricatori (comunisti) filo-russi nel grande porto incrociarono le braccia e si rifiutarono di spedire munizioni e materiale bellico alla Polonia per difendersi. Ma non avvenne solo questo nel corridoio nel corso degli anni del dopoguerra. Creata questa fascia, sotto varie pressione della autorità polacche, 900.000 tedeschi -come risulta dalle statistiche- dovettero abbandonare il territorio (non trovando più nè lavoro né impieghi) così che la sua popolazione, già tedesca, nella fascia è divenuta tutta polacca. Arriviamo agli anni critici. Il 1938-1939. La Polonia è irremovibilmente risoluta a mantenere il corridoio, perchè è persuasa che rinunciandovi si esporrebbe ad un nuovo smembramento, alla morte cioè del nuovo Stato. La Germania (a parte il nazionalismo) dopo questa preoccupante ascesa economica ha incominciato da anni a dichiarare, che il corridoio tagliava fuori dal Reich la Prussia Orientale, che era "uno strozzamento alla sua economia" "recide un membro dal rimanente nostro corpo". Il corridoio inizia a tenere un posto di primo piano tra gli obiettivi della Germania, che persiste con determinazione di riconquistare il territorio a costo di scatenare una guerra su tutto l'occidente. Hitler scrive a Mussolini tre giorni prima dell'invasione "non mi perito di risolvere la questione orientale, anche col pericolo di complicazioni ad Occidente". Mentre Varsavia con altrettanta determinazione dalla radio lancia accorati appelli al mondo "Warzawa, s toba zwyciestwo albo smierc", "o la vittoria oppure la morte". Infine dobbiamo dare un'occhiata alla carta. Se la Germania aveva la ferma volontà di recuperare il territorio, e per fare un attacco avesse voluto trasferire le truppe nella Prussia Orientale, non avrebbe mai potuto mai farlo via terra. Salvo - dissero tutti in coro gli occidentali e quindi avevano ben presente il "pericolo di complicazioni"- invadere tutta la Polonia. Ed è proprio quello che fece poi Hitler il 1 settembre 1939! http://www.cronologia.it/storia/a1939h.htm




permalink | inviato da il 3/5/2004 alle 12:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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