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21 aprile 2004

Dubbio metodico e dubbio paranoico-ossessivo

Approfitto del nuovo topic sul blog di Leonardo Coen Dubitare di tutto o credere a tutto ... Due righe prese in prestito dal grande matematico Henri Poincaré che le scrisse nel suo libro "La science et l'hypothèse" del 1902: "Dubitare di tutto o credere a tutto, sono le due soluzioni egualmente comode che, l'una e l'altra, ci dispensano dal riflettere"... ne approfitto per scrivere quanto segue, qui e Scusate se vado off topic (anche se c'entra col diffidare) ma approfitto del fatto che questo topic non credo sarà molto frequentato sono reduce da 8eMezzo, con Bersani e Zingales (Si puo' salvare il capitalismo dai capitalismi?) e percepisco un salto... al di là dei giudizi che si possono dare sul programma di Ferrara, tra lì e qui Voglio dire: non è che portando avanti il dubbio ossessivo su tutto (che NON è il dubbio metodico essenziale per la ricerca filosofica e scientifica), cioè la 'vanificazione' di tutto (politica, economia, storia) stiamo rendendo a noi stessi e alle generazioni più giovani un pessimo servizio? Non perdiamo tempo col 18 politico (che è roba di 30 anni fa), ma chi scrive qua come Lila o altri, quanti anni ha? Come sta' formando le proprie idee e convinzioni? Con quali strumenti? I blog? Internet? Ma 'noi', quelli sopra i 45-50, abbiamo ancora in testa la tradizione del libro, sappiamo distinguere tra una fonte e un'altra, distinguiamo un riassunto, da un sommario, da un volantino... Chi usa internet, come qualcuno tempo fa ha scritto, 'per fare ricerca' cosa fa? mette le paroline in Google? va sui siti che lo mantengono dentro un ristretto circuito di idee e di informazione ? (tra l'altro questo è sicuramente un potenziale pregio di questo blog, sul sito di Repubblica piuttosto che di un partito o di un centro sociale o di una parrocchia) Il salto è che in TELEVISIONE, la tanto diffamata televisione, Ferrara riesce, non so con quale audience, a far parlare LA SINISTRA (Bersani) di economia, di liberismo, di corporativismo, di Alitalia e Fiat... mentre 'qui', o su RAI/MEDIASET, la 'sinistra' è quella di 30 o 40 anni fa, e la destra comprende solo il fascismo (nulla sulla destra storica o economica) Ho più volte richiamato l'attenzione sul filone che si dipana da Craxi in poi (e qui entro in topic): pedofilia, tratta degli schiavi e degli organi ecc sono parte dei traffici e degli affari di un 'certo tipo di capitalismo' o del capitalismo tout court? QUI sembra scontato che sia vera solo la seconda opzione (con antisionismo al seguito), che pure io non sento estranea alla mia sensibilità, ma non mi esime dall'analizzare la prima. Come si fa a parlare di 'sinistra' (in senso stretto) senza sapere nulla di Craxi, di Lotta Continua, di chi gravitava e gravita intorno alle lotte e dentro le lotte, e gli aiuti umanitari... pacifismo compreso ? Come districarsi nel ginepraio per ESCLUDERE delle possibilità (questo è il dubbio metodico) anzichè alimentare il dubbio ossessivo e paranoico? Qui io mi rivolgo a Leonardo Coen: questo blog, per lui, è un puro 'prodotto' utile a repubblica.it, o è qualcosa in cui lui sta investendo mettendoci le sue idee, e anche la sua professionalità? Un servizio, formativo, auto-formativo, e talvolta informativo, oltre che una risorsa utile all'azienda da cui è stipendiato? Non è una domanda provocatoria, è reale! Leonardo Coen A Lapsus. Io penso e spero che questo blog, come gli altri, sia un prodotto utile a Repubblica.it, utile nel senso più nobile e civile della parola, cioè sia un prodotto onesto e professionalmente accettabile. Per questo tipo di lavoro non percepisco un solo Euro, in cambio mi porta via parecchio tempo: ogni giorno, infatti, cerco notizie e spunti di discussione non sempre convenzionali. Come la sconcertante dichiarazione del sindaco di Londra, icona della sinistra inglese, o tutto ciò che trovo durante i miei servizi e i miei viaggi. Se soltanto sapessi utilizzare meglio questo strumento del blog - dal punto di vista tecnico sono purtroppo una frana - esso potrebbe diventare molto più divertente e multimediale. Immagini, suoni, testimonianze...la scrittura è soltanto un veicolo le cui portiere non devono avere serrature, un veicolo in cui ci si possa sedere magari strettissimi (ricordate i record di capienza dei Maggiolini negli anni Sessanta?). Sono tuttavia convinto che dopo quasi otto mesi di vita, questo blog abbia dimostrato qualità formative e soprattutto informative: ho cercato infatti di scovare notizie particolari, capaci di scatenare discussioni e polemiche. Mi dispiace solo che qualcuno utilizzi il blog per inondarlo di post modesti, zeppi di insulti e di pattumiera. Ma non ho intenzione di porre, per questo, una sorta di muro. Di "filtro". Ce ne sono già troppi, in giro per il mondo e anche a casa nostra, ormai, viviamo una vita di muri e muretti. Però, certe volte, il blog mi arricchisce - anzi, ci arricchisce di interventi belli, di riflessioni non banali, di un'animosità che vorrei definire "civile", persino creativa. Bisogna avere pazienza e resistenza. Forse io non ho molta pazienza, ma resistenza, questa sì, perchè sono uno che non molla mai l'osso, se l'osso sono riuscito ad addentarlo. Da ragazzo praticavo l'atletica leggera ed ero un mezzofondista, dunque abituato a faticare, a correre tanto, a vendere l'anima solo dopo il traguardo. Questione di carattere. Sono inoltre convinto che il blog debba ancora assumere una sua precisa fisionomia, a prescindere dalle garanzie di una professionalità o da quelle della serietà di un sito (Repubblica.it) estremanente articolato e molto ben fatto. Io sono stipendiato da Repubblica, non dal sito, anche se l'uno e l'altro fanno capo allo stesso gruppo editoriale. Blogtrotter, da un certo punto di vista è uno strumento formativo ed informativo: ha bisogno dell'aiuto e del concorso di tutti coloro che lo leggono e vi postano pensando di sviluppare un sano confronto di idee e di opinioni. Altrimenti, a che serve? L'impegno è pesante. Non sempre è facile trovare argomenti eterogenei ed originali. Ho cercato di mantenere una scadenza giornaliera, come esige un quotidiano. Quando "salto" l'appuntamento col web è per motivi di viaggio o perchè la connessione Internet non mi è possibile. Per esempio oggi non devo scrivere del processo Dutroux, qui ad Arlon. Aspetto che mi arrivi del materiale dal dossier giudiziario dell'istruttoria. Nel frattempo scriverò sul caso Pantani, visto che il settimanale svizzero Hebdo ha intervistato l'ex fidanzata. Tutto qui. (inviato a BlogTrotter il 22.04.2004 17:23:56) Lapsus Per Leonardo Coen: tutto qui? mi sembra già tantissimo. La mia era una domanda finalizzata a ricevere da parte sua un'esortazione a tutti noi a fare questo blog ... più bello e più splendente che pria ... !!!!!! Grazie per la risposta. (inviato il 22.04.2004 18:11:04)


Si può salvare il capitalismo dai capitalisti? Conferenza del Prof. Zingales (University of Chicago), martedì 20 aprile 2004 presso la Sala delle Feste di Palazzo Sanvitale Prof. Roberto Zingales “L’Italia è un esempio da manuale della degenerazione del capitalismo in un sistema di èlite, fatto dalle èlite, e per le èlite. Ed è un esempio da manuale dell’importante ruolo svolto dal sistema finanziario in questa degenerazione. I capitalisti affermati hanno, in fondo, paura della competitizione, che costringe le imprese esistenti a riguadagnarsi la propria posizione ogni giorno. Lo sviluppo dei mercati finanziari spaventa particolarmente perché favorisce ed alimenta la concorrenza, equiparando i punti di partenza”. A sostenere queste tesi non è un esponente della sinistra più radicale, ma piuttosto Luigi Zingales, un italiano che insegna Finanza negli Stati Uniti. Luigi Zingales (1963) è professore di Finanza presso la Graduate School of Business dell’Università di Chicago. E’ autore di numerose pubblicazioni sulle migliori riviste internazionali di economia e finanza come il Journal of Finance, il Quarterly Journal of Economics, e l'American Economic Review. Per i suoi contributi allo studio dello sviluppo e degli effetti dei mercati finanziari, nel 2003 gli è stato assegnato il premio Benacer come miglior giovane economista europeo. Il professor Zingales esporrà le sue opinioni nella conferenza: "Si può salvare il capitalismo dai capitalisti?" martedì 20 aprile alle ore 18.00, presso la Sala delle Feste di Palazzo Sanvitale, Piazzale J. Sanvitale 1, Parma. La conferenza, che verrà aperta dal saluto del Rettore prof. Gino Ferretti, sarà un'occasione per riflettere, con un autorevole esperto di fama internazionale, sulle relazioni tra banca e impresa e sui problemi di governo dell'impresa. Le idee alla base della conferenza sono esposte nel libro "Salvare il capitalismo dai capitalisti", scritto da Zingales con Raghuram Rajan, il capo economista del Fondo Monetario Internazionale. Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice Einaudi nel marzo 2004. L’evento è organizzato dal prof. Francesco Daveri, professore di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Parma.




permalink | inviato da il 21/4/2004 alle 22:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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