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4 aprile 2004

1941-1942 circa 250 medici e infermiere della Croce Rossa Internazionale (ICRC)

sono inviati in missione sul fronte dell’Est. I volontari, partiti con la convinzione di prestare soccorso alle vittime della guerra, senza esclusione, una volta raggiunti i luoghi di battaglia si ritrovano al servizio della Wehrmacht con l’obbligo di curare solamente i soldati tedeschi. Questi cittadini svizzeri assistono impotenti allo spettacolo di morte dei tre milioni e trecentomila soldati russi imprigionati da Hitler e, più tardi, considerati morti da Stalin. I primi testimoni dei ghetti e dei campi di sterminio si sottomettono all’ineluttabile decorso degli eventi e, una volta rientrati in patria, ad un silenzio imposto dalle autorità: «Non vedere, non ascoltare, non dire». Nel film, lo spettacolo atroce evocato dalle parole dei testimoni: “missionari”, prigionieri russi sopravvissuti e membri dei servizi sanitari tedeschi, si intreccia con del materiale cinematografico d’archivio, essenzialmente tedesco, visto che gli svizzeri non avevano il diritto di filmare né di fotografare, e con le pagine dei quaderni su cui i testimoni annotavano la quotidianità della loro guerra, pagine rispolverate per l’occasione e salvate da un destino ineluttabile di oblio. «Siamo stati venduti» dirà uno dei testimoni, e la «rabbia, tristezza e silenzio» che li ha accompagnati nel corso di questi sessant’anni, è stato per alcuni insopportabile. Il dialogo col regista ha dato loro sollievo e forse lenimento. Ma perché questo silenzio è durato così a lungo? «Non ci hanno fatto domande» dice un’infermiera intervistata. Gli archivi privati, i diari, la memoria dei testimoni spesso non hanno statuto per gli storici, che preferiscono dare maggiore legittimità alle fonti ufficiali, agli archivi istituzionali. Ma, «i testimoni di oggi sono gli archivi di domani», ha affermato Frédéric Gonseth durante un dibattito promosso dagli organizzatori del festival sul tema “Materia e memoria, l’archivio in prospettiva…”. «La storia è una costruzione ideologica del passato e l’archivio – ha affermato nel suo intervento lo storico Michel Porret - nasce da una precisa volontà politica». «Gli archivi sono materia prima di elaborazione del sapere e non illustrazione di un discorso costruito altrove – questa l’opinione di Jean Perret, direttore del festival – Gonseth non illustra, ma fonda un racconto, andando al cuore del processo di conoscenza”. Questa storia, questo modo di fare storia, connotato di responsabilità morale e politica è una storia soggettiva o meglio intersoggettiva che permette di valutare la soglia del sensibile degli esseri umani. Cosa ha prodotto la rimozione di questo capitolo della storia elvetica sulla’autostima dei testimoni? E soprattutto cosa ha permesso ai testimoni di sopravvivere, non solo alle atrocità viste e talvolta vissute, ma all’impotenza e alla vergogna del silenzio?" Frédéric Gonseth Viaggio all'Inferno Quando il Cicr servì Hitler Visto questa sera su Televisione Svizzera Italiana, Storie speciale, TSI1, domenica 4 aprile, ore 21.20 Missione all’ inferno di Frédéric Gonseth Dal fronte russo, nel 1942, la memoria di un’inquietante pagina della storia svizzera "The Red cross, ICRC has not really changed their despicable acts of racism within their midst's. As I see it, those secrecies of current histories still goes on. Example: What has the ICRC done to assure that the kidnapped IDF soldiers from Israeli territories into Lebanon proper, with disgraceful UN help (and the UN took videos of this act - refusing to render them public), what did the ICRC do, that the victims were treated correctly .. or that they are even still alive ... or turned back to their home country... including Mr. Tannenbaum as well a private business man. The ICRC has done nothing ... nothing to assure the families that their loved ones are cared for. Do they still care to try..???? I, and many others, have been addressing same and other matters - like refusing Israel to assure that it can use the "Star of David" for the Magen David Adom (The Israeli Red Cross) as much as the Arabs are given the right to use the Crescent (moon sickle) as their symbol by the ICRC .... but not Israel NO ... time and again we still see that anti-Semitism that reigns ..." Gabrielle Goldwater's Reports




permalink | inviato da il 4/4/2004 alle 23:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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