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1 aprile 2004

Eccole le trombe, anzi i tromboni... che suonano la carica

Si chiede Leonardo Coen Il "buono" e il "cattivo" terrorismo Su un sito israeliano in lingua francese - www.guysen.com - in un articolo del 28 marzo ci si domanda: esiste un "buono" e un "cattivo" terrorismo? O, per dirla in altro modo, "esistono delle vittime innocenti e delle vitime colpevoli? Delle vittime innocenti sacrificate sull'altare di una battaglia ideologica e altre, colpevoli, in quanto moneta resa della cattiva politica dei loro dirigenti?". A voi la risposta. Corriere della Sera (pag 8 e 9) Inizia in prima pagina André Glucksmann NOI E IL FANATISMO Il coraggio di guardare in faccia l’odio Avanti, brava gente che tappezzate i vostri balconi di belle bandiere arcobaleno, spiegateci con sufficienza che la colpa è di Berlusconi, Blair e Bush. Non è evidente? Senza intervento occidentale in Iraq, nessun rogo a Falluja. Saddam sarebbe ancora sul suo trono . Senza occidentali in Iraq, gli stranieri potrebbero vendere in pace camion e cannoni mentre le pile di cadaveri crescerebbero di nuovo alla media calcolata su 20 anni di 300/400 morti al giorno. Spoglie irachene, naturalmente: le trovate più sopportabili perché autoctone, o sublimi antirazzisti? Ieri la barbarie calava dalle alte sfere locali e insanguinava 25 milioni di iracheni. Oggi, risorge tra gli ambienti sunniti inquadrati e diretti dalla passata nomenklatura. Dall’inizio alla fine, questa efferatezza resta abominevole, porta il segno di un Saddam o di un Bin Laden, l’uno privo di scrupoli quanto l’altro. Avete mai sentito parlare di guerre di religione? Non portano la responsabilità di Blair. E Guernica? Berlusconi non c’entra nulla. E le fosse Ardeatine, credete di potervi scorgere la mano nascosta della Cia o dei neocon ? Vi prego: osate, per un istante, guardare in faccia l’odio e il fanatismo per come l’eternità li riproduce, uguali a se stessi. Dimenticate per un momento le vostre sacrosante baruffe da campanile, perché non hanno voce in capitolo: Prodi o Berlusconi sono zuppa o pan bagnato per i linciatori del Medio Oriente. Mentre voi brandite i vostri deliziosi striscioni intitolati «pace», quelli concludono la loro festa a colpi di vanga e di pietre sui corpi incendiati. di ANDRE’ GLUCKSMANN © Corriere della Sera A pag 8 il titolo è «Per fare un nuovo Iraq dovremmo starci cinquant’anni», sottotitolo Fukuyama: «Dove gli Usa si sono fermati poco, le cose sono peggiorate». «Prima della democrazia serve un governo forte» Francis Fukuyama è il famoso autore di «La fine della storia e l'ultimo uomo». Il suo nuovo libro analizza il ruolo che gli Stati Uniti hanno svolto nell’opera di «costruzione dello Stato» ( nation-building ) nelle varie parti del mondo. Dopo l'11 settembre sappiamo che i Paesi dove lo Stato è carente, i «failed states» alla stregua del vecchio Afghanistan, alimentano gruppi come Al Qaeda. E' questo il motivo per cui il suo nuovo libro tratta del nation-building come antidoto di lungo periodo al terrorismo? «La questione va al di là del terrorismo. Riguarda il problema più ampio del perché, al di fuori dell'Estremo Oriente, il resto del Terzo Mondo - dall'America Latina all'Africa al Medio Oriente - non sia stato in grado di svilupparsi. La risposta vecchia era che ai Paesi non sviluppati sarebbe bastata una serie di politiche neoliberiste - il cosiddetto "Washington Consensus" - per farli imboccare la strada giusta. Questo vale soltanto per l'India, l'unico caso in cui esistano istituzioni di autogoverno che funzionano. La verità è che per la maggior parte del Terzo Mondo il problema vero è più che altro politico: cattive istituzioni e cattivo governo. Questo è stato l'aspetto troppo poco enfatizzato della teoria dello sviluppo. Lo sviluppo esige prima di tutto governo. E con questo intendo quelle funzioni centrali di una società che non possono essere privatizzate e lasciate al mercato o decentrate - norme giuridiche, tutela dei diritti di proprietà, tutela dei diritti individuali, sicurezza fisica, infrastrutture. Il problema principale del Terzo Mondo non è l'eccesso di governo, ma lo scarso governo o il non governo». Ma per svilupparsi, uno Stato non deve essere democratico? «Prima della democrazia ci vuole un governo, uno Stato funzionante che fornisca sicurezza e basi economiche. Uno Stato può essere autoritario eppure svilupparsi. Gran parte dell'Estremo Oriente ha dato buoni risultati con governi autoritari. E' soltanto sul lungo periodo, a mano a mano che una società si fa più prospera e cresce la domanda sociale di partecipazione, che il fatto di non avere democrazia diventa un problema dal punto di vista dello sviluppo. Normalmente il punto di svolta è attorno ai 6mila dollari pro capite. La gente è meno disposta a tollerare un governo autoritario. La mancanza di democrazia diventa quindi destabilizzante: nelle società moderne infatti la democrazia è la base della legittimazione. Lo vediamo oggi a Hong Kong, dove il reddito pro capite, attorno ai 25mila dollari, è ben oltre il punto di svolta»... 2004 Global Viewpoint (traduzione di Monica Levy) Nathan Gardels © Corriere della Sera Insomma, la nostra CIVILTA' SPAZZATURA, altro che civiltà superiore, sta marcescendo dentro, e dobbiamo esportarla nel globo, che per sua natura è 'finito'. Anzi l'abbiamo già esportata, ma 'quelli' non la vogliono, e così abbiamo due alternative: chiuderci dentro un muro, col risultato che il tanfo sarebbe - per noi - insopportabile, e il sistema imploderebbe, oppure creare tante riserve indiane, chiamate gentilmente 'cantoni', anche questi murati, supercorazzati, ammorbati e ammorbanti... con risultato finale identico. L'Islam ci pone una sfida sul piano morale: o la raccogliamo sul quel piano, magari rivoltando come un guanto pure l'islamismo (ma per farlo dovremmo essere disposti a fare lo stesso con le nostre 'fedi' - ci dicono che in europa siano giudaico cristiane) e inventandoci una morale adatta ai tempi - che faccia pulizia, prima ancora di generare polizia, o indirizzando quest'ultima a dare un drastico taglio alla produzione di pattume (a tutti i livelli, partendo dalla corruzione che proprio sul commercio della spazzatura, quella 'reale', vegeta e prospera) oppure saranno cazzi nostri, con buona pace delle trombe e dei tromboni !




permalink | inviato da il 1/4/2004 alle 9:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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