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29 marzo 2004

Prima di togliersi la vita Chaouki ha lasciato un biglietto

con poche righe, una sorta di testamento in cui saluta, tra l'altro, anche la persona proprietaria del terreno a Concesio in cui si trova la roulotte dove viveva. Negli ultimi tempi aveva cambiato numerose abitazioni. Il fratello di Mostafa, Abderrazek, ha spiegato in una intervista rilasciata al Centro Culturale Islamico di Brescia che «Mostafa recentemente soffriva di solitudine e depressione» e «la decisione di togliersi la vita non ha nulla a che fare con la religione da cui ultimamente sembrava essersi anche distaccato». Mostafa Chaouki aveva inoltre manifestato l'intenzione, a quanto si è appreso, di riscattare i contributi pagati all'Inps e quindi tornare in Marocco. Ma pare che, sulla base della recente normativa, avesse incontrato degli ostacoli e che questo avrebbe contribuito ad accrescere la sua depressione. (Corriere della Sera ) Sul sito di La Repubblica e su quello di Brescia Online è tuttora leggibile il comunicato originale Brescia, la vettura è saltata in aria a pochi passi da un locale. All'interno quattro bombole di gas Marocchino si fa esplodere vicino a un McDonald's Un suicidio con modalità eclatanti, forse sull'onda emozionale degli attentati: trovato un biglietto. Il precedente di Modena BRESCIA - E' notte a Brescia quando esplode un'auto, a pochi metri da un McDonald's, in via Sorbanella. All'interno della vettura, una Fiat Tempra, c'è il corpo senza vita di un uomo. Quasi sicuramente si tratta del proprietario, Mostafa Chouki, 35 anni, marocchino, incensurato. Ritrovato un biglietto con poche righe in cui da l'addio ad alcune persone. Secondo il fratello, in questo periodo l'uomo soffriva di depressione. Tra i rottami gli uomini della scientifica trovano quattro bombole di gas per uso domestico, con le valvole lasciate aperte. E' suicidio, ma la vicinanza con il McDonald e la nazionalità dell'uomo, lasciano aperte altre ipotesi. Anche quella di un suicidio originato da motivazioni di carattere personale, compiuto in modo eclatante sull'onda emozionale degli attentati dell'estremismo islamico. In mattinata alla procura di Brescia arrivano i magistrati del dipartimento antiterrorismo, gli investigatori di Digos e Squadra mobile e il procuratore aggiunto di Brescia, Roberto Di Martino, responsabile del dipartimento antiterrorismo della Procura, che avanza almeno un dubbio sull'ipotesi di un semplice suicidio. "Quello che è certo - ha dichiarato Di Martino - è che non è un fatto accidentale. Se avesse cioé progettato di suicidarsi in modo eclatante, oppure avesse altro in mente". Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica del fatto. L'auto aveva imboccato il McDrive, la corsia riservata alle ordinazioni da asporto. Ha preso fuoco a due metri da alcuni bomboloni di anidride carbonica utilizzata per le bibite gassate. L'autista, secondo alcune testimonianze, avrebbe aperto le valvole delle bombole, poi la portiera dell'auto per far accendere la luce utilizzandole di fatto come un detonatore. Piccoli gesti, poi lo scoppio e le fiamme. L'uomo è rimasto all'interno, legato alla cintura di sicurezza. Una morte che ricorda, per alcuni aspetti, un altro "suicidio" misterioso avvenuto l'11 dicembre del 2003, a Modena. Al Khatib Muhammad, di origini palestinesi, ma con passaporto kuwatiano si fece esplodere all'interno della propria auto nei pressi della sinagoga di Modena. (La Repubblica, 29 marzo 2004) La tragica fine di un uomo, bruciato vivo nella sua auto ieri sera accanto al McDonald’s del centro commerciale Campo Grande, ha fatto sollevare ipotesi inquietanti. Ipotesi che devono essere ancora tutte controllate, ma che si basano su particolari di ciò che è accaduto che si possono spiegare solo con un’azione volontaria da parte dell’uomo che ha perso la vita. Tutto è avvenuto alle 22 di ieri nella corsia del «Mc Drive», dove è possibile acquistare uno spuntino senza scendere dall’auto. Una delle vetture in coda, una vecchia Fiat Croma con targa mantovana, è andata a fuoco proprio accanto al deposito di bombole di anidride carbonica utilizzate nel McDonald’s per le bibite gassate. I numerosissimi testimoni hanno sentito un sordo scoppio ed hanno visto fiamme bluastre avvolgere l’abitacolo. Nessuno ha notato se l’uomo che era alla guida della Croma abbia fatto tentativi per slacciare la cintura di sicurezza e uscire dall’abitacolo. L’allarme è stato dato immediatamente e in pochi minuti sono giunti i vigili del fuoco che in una manciata di secondi hanno spento il rogo. Purtroppo per l’uomo al volante non c’era più nulla da fare. Ma nell’abitacolo, davanti al seggiolino di destra, è stata trovata una bombola di gas per cucina da 15 litri; altre due bombole da 10 litri erano sui sedili posteriori e una quarta bombola, sempre di gas per cucina, da 15 litri, era nel bagagliaio. I vigili del fuoco si sono subito accorti che dai quattro contenitori metallici continuava ad uscire gas e infatti hanno trovato aperti tutti i rubinetti delle bombole. Gli stessi vigili del fuoco hanno affermato che, se il rogo non fosse stato spento in tempo, le bombole avrebbero provocato una terribile esplosione. Gli agenti della Polizia municipale, giunti per primi sul luogo dell’incendio, hanno poi appurato che l’auto bruciata appartiene a un marocchino di Casablanca che risiede nella nostra provincia. Il corpo trovato nell’auto è di difficile identificazione e non ci sono certezze sull’identità dell’uomo che ha perso la vita, ma il riferimento a un marocchino non poteva che alimentare le ipotesi più inquietanti: un attentato a una sede McDonald’s (tradizionale obiettivo di manifestazioni antiamericane). Altre ipotesi rimangono al vaglio, anche se quasi nessuno parla di un incidente: una disgrazia, infatti, non spiegherebbe i rubinetti aperti delle bombole; e neppure il fatto che una persona circolasse con quattro contenitori di gas pieni nell’automobile, bombole che non poteva nè aver acquistato nè ricaricato ieri, essendo domenica. Quasi certo quindi che all’origine dell’incendio ci sia stata un’azione volontaria. Un suicidio o un attentato quindi. E la seconda più inquietante ipotesi sembra essere più solida, perchè il sistema e il luogo scelto per togliersi la vita sembrano davvero troppo strani. (Brescia Online ) La notizia è stata ripresa anche da TicinOnline In sintesi... era solo un suicidio, causato da depressione Aveva, pare, visto giusto azzurro ... non ci basta(va) la paura del terrorismo? sembra banale, il suicidio di Brescia, ma ricorda quello di Milano (il pilota contro il grattacielo Pirelli)... questo povero paese non si limita a copiare tutto ciò che avviene altrove, ma le azioni terroristiche 'fanno tendenza' tra gli aspiranti suicidi ci sarebbe da riflettere (se non la si vuole girare in razzismo italiofobo) su quanto detto più volte sulle radici del terrorismo suicida islamico...




permalink | inviato da il 29/3/2004 alle 21:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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