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28 marzo 2004

Luci a San Siro ... e su Marika

(Roberto Vecchioni) Canta Marika canta che da domani tornano le stelle, canta noi siamo il sangue che scorre nella tua pelle, canta non ti fermare, non ti voltare, gira tra la gente, siamo nelle tue mani, un vento sale un vento scende dietro è il domani, domani è il presente. Canta Marika canta, come sei bella l'ora del destino, ora che stringi la dinamite come un figlio in seno, canta Marika canta, nel buio della storia, lucciola che si accende sul far della sera, canta Marika la nostra memoria. Non vedrò com'è il vestito che si comprerà mia figlia, la preghiera della notte intorno al fuoco di famiglia, non vedrò più l'uomo che mi seminava dentro il cuore l'ora dell'amore, l'ora dell'amore. Canta Marika canta siamo i tuoi occhi siamo il tuo sorriso, canta che Dio ti guarda che anche sulla terra c'è il paradiso, stringiti forte il fiore che porti sotto il vestito nero, volano duri petali per ricoprire il mondo intero non la tua terra, non il nostro cielo. Non vedrò più la mia terra, non vedrò i colori del mio cielo, l'albero che mi chiamava sulla via di scuola e rispondevo, il quaderno delle cose quelle che scrivevo a me sola; vola il tempo vola, qui che sono sola. Canta Marika canta la vita è semplice come un bambino e arriva l'alba di un nuovo mattino, dove mangeremo pane così tanto dolce che saprà di miele, senza vuotare mai un giorno il bicchiere senza vedere in cielo quei lampi e quei tuoni... Canta Marika canta, per la tua terra per la tua gente, perché sorgeranno case dove non c'era niente, perché giocheremo in cerchio intrecciando le dita, e potremo finalmente aspettare la vita. Canta Marika canta nel tempo che vola, canta Marika canta, che non sei più sola. http://xoomer.virgilio.it/hitfc/canzoni19l.htm Rotary Club Malindi "È l’Africa l’ispirazione di questo nuovo lavoro, l’Africa di un viaggio in Kenya che diventa un percorso interiore e approda a un senso ritrovato, a un mistero finalmente svelato dalle parole sagge di un vecchio pescatore “che niente conta, né gli scogli, né le barche, né i delfini, né le luci dalla riva, né le stelle e nemmeno per assurdo i pensieri. Conta solo il mare” (Adnkronos, 27 Marzo 2004) - Rotary Club of Malindi racchiude , probabilmente, anche un'altra epifania, quella femminile, un tema molto caro al cantante milanese che nel suo percorso artistico ha descritto la pluralita' dell'anima al femminile. Dalla ragazza con la quale 'giocare' a San Siro, e fonte di rimpianto, alla ragazza kamikaze dell'ultimo cd. '' Le donne -dice Vecchioni- sono dei personaggi molto belli, non solo dal punto di vista estetico. Sono sempre state delle mie figure centrali. Possiedono una grandissima capacita' di capire e una grandissima sincerita', quasi assoluta. Per quanto riguarda Marika, e' una donna che si prepara al sacrificio estremo, non e' un'esaltazione dei kamikaz, e' piuttosto la storia di una grande disperazione, la descrizione dei sentimenti di una donna disperata.'' Vecchioni affronta poi il problema della pace. Lei direbbe si' ad un grande concerto per la pace, se fosse possibile, nel cratere delle Torri Gemelli e a Bagdad ? ''Sarebbe - risponde - un segnale fortissimo. Significherebbe mettere al servizio della pace l'impegno dell'arte contro l'intransigenza e il fanatismo. Come direi si' ad un concerto per la pace a Madrid dopo quello che e' accaduto l'11 marzo.'' Domani sera a Roma e' l'ottava tappa del tour. 'Anche domani - conclude Vecchioni- nell'applauso sentiro' quell'attestazione di affinita' tra me e il pubblico' che ho sentito sin dalla prima sera dei miei concerti.'' Scrive Riassumiamo: Vecchioni nell'ultimo cd inserisce una canzone ("Marika", appunto) che ha protagonista una ragazza kamikaze. La cosa passa abbastanza inosservata fino all'attentato di Madrid. In quel periodo Vecchioni sta partendo in tour, e annuncia che sul palco non canterà la canzone, per rispetto alle vittime, potremmo dire per ovvi motivi. Battista la prende male, e sulla Stampa scrive che Vecchioni allora dovrebbe ricantare la canzone solo quando in Israele cesserano del tutto gli attentati, in Israele come ovunque, si suppone. La polemica si alza, intervengono le associazioni dei giovani ebrei e si va avanti finché Vecchioni annuncia che per tutto il tour, e fino a data da destinarsi, non canterà in pubblico la canzone. A quel punto insorgono i fan di Vecchioni, su internet e altrove: se Vecchioni si rifiuta di cantare Marika, allora cede a un tipo di pressione che non tiene affatto in conto il valore artistico della canzone, canzone che mai e poi mai va presa come un'esaltazione della ragazza kamikaze e dei suoi simili. Vecchioni replica che intende rispettare sensibilità che possono essere ferite, e lo va a ribadire ieri sera in tv proprio da Battista, dove nella concitata fretta di dire più cose possibili nello striminzito spazio del programma si perde un po' tutto e si capisce poco. Il punto centrale (si può cantare una canzone sul tormento di una ragazza kamikaze senza necessariamente spiegare didascalicamente nel testo che si è ovviamente contro il terrorismo? bisogna mettere delle note a margine? bisogna lasciar perdere comunque perché il rischio si correrà sempre?) si perde comunque. E appena si arriva in televisione, si perde ancora di più. inviato il 28.03.2004 22:46:39 Continuano le proteste della comunità ebraica contro Roberto Vecchioni La comunità ebraica non ha accettato la decisione di Roberto Vecchioni di togliere il brano “Marika” dalla scaletta dei suoi concerti (vedi News), ma vuole un incontro con il cantautore perché questo ne cambi il testo. Così, ieri sera, domenica 21 marzo, una quarantina di esponenti della comunità ebraica hanno tenuto un sit-in di protesta di fronte al Teatro Smeraldo, dove si teneva il concerto di Vecchioni. “Contestiamo il testo che contiene un elogio a una donna terrorista, che sta cullando l'esplosivo come fosse il suo bambino. Cerca di ridare umanità a una persona che fa un gesto tutt'altro che umano”, ha spiegato Eyal Mizrahi, presidente dell'associazione Amici di Israele. “Chiediamo al più presto un incontro con Vecchioni perché cambi il testo”. (Fonti: Quotidiano Nazionale, Corriere della Sera, 22 mar 2004) VOLANTINI CONTRO VECCHIONI: QUELLA CANZONE OFFENDE GLI EBREI Articolo estratto da Corriere della Sera - prima pagina Milano, 22.03.2004 RadioRadicale.it Milano, protesta prima del concerto per il brano sulla donna kamikaze. Il cantautore: non la canto. I contestatori: incontriamoci MILANO - «Se Marika venisse al tuo concerto, moriremmo anche tutti noi». Marika, la giovane kamikaze che riflette prima di farsi saltare in aria, la protagonista di una canzone di Roberto Vecchioni, per i ragazzi della comunità ebraica di Milano è diventata un simbolo negativo. E così ieri sera, sotto le insegne luminose del teatro Smeraldo, prima dello spettacolo del cantautore, una ventina di quei giovani si è presentata con le spalle coperte dalle bandiere italiana e spagnola, israeliana e turca. Per ricordare le vittime del terrorismo. E per distribuire un volantino, in un clima a metà tra la protesta e il dialogo. «Marika» fa parte dell’ultimo album di Vecchioni: «Rotary Club of Malindi». I ragazzi della comunità ebraica dicono di averla ascoltata con «attenzione e preoccupazione». Poi, nei giorni scorsi, hanno inviato una lettera aperta al cantautore: «Vorremmo cogliere l’occasione di questa canzone - recita il testo -, che, diciamocelo, ci ha tanto ferito, per incontrarci e confrontarci. Troviamo i modi e i tempi per parlare. La pace che tutti desideriamo passa necessariamente dalla sconfitta di Marika». Così Vecchioni non ha cantato la canzone nel concerto di Torino, e l’ha esclusa anche dallo spettacolo di ieri allo Smeraldo. «È stato spontaneamente Vecchioni a decidere di toglierla - ha spiegato Yasha Reibman, portavoce della comunità ebraica milanese -. E questo è molto bello e molto corretto. Ma la nostra iniziativa serviva, perché è necessario che la gente sappia». Nel volantino, i giovani hanno riportato sia la loro lettera, sia la replica del cantautore («non è insulto, indifferenza o, peggio, partecipazione alla morte»). Incidente chiuso, dunque? «È da apprezzare il clima di dialogo - dice Emanuele Fiano, capogruppo dei Ds in Comune -, ma l’iniziativa è stata giusta, perché viviamo in un momento in cui serve molta attenzione alle parole che si usano e ai simboli che si richiamano». G. San. Dice Vecchioni: Marika, lo voglio precisare, è la storia di una donna che è divisa tra il suo cuore e la sua responsabilità di essere terrorista. Non è assolutamente un brano di ‘simpatia’ verso i terroristi, né ha valenza politica. Racconto solo la storia di una donna e di quello che avrebbe potuto essere o di quello che avrebbe vissuto se non avesse deciso di farsi saltare in aria. www.tgcom.it Marika è un brano particolarmente forte... E' la storia di una terrorista e del suo stato d'animo pochi momenti prima di farsi saltare in aria. Non c'è un giudizio positivo o negativo, non è una canzone politica. E' sullo struggimento di questa persona, che sta fra due fuochi: l'amore per il suo paese e quella per la propria vita. E' stato Marika anche lei? Stava per farsi esplodere in quel momento di crisi? Sì, subliminalmente è così, ma la storia di Marika è molto più grande. www.kwmusica.kataweb.it ... devo precisare che 'Marika' non è un inno ma la storia vera e senza giudizi di un animo disperato, sospeso tra la vita e la morte. Io fotografo la situazione e fotografare non significa partecipare ma rispondere alla mia necessità di curiosità e di letterarietà. www.vipline.it




permalink | inviato da il 28/3/2004 alle 23:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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