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26 marzo 2004

i sorprendenti titoli di coda in stile costruttivista

conflitti intimi, personalistici ai limiti della follia, persi dentro smisurati avvenimenti storici: è la traccia ricorrente di tutta l’opera di Annaud scrive Albanesi di Il nemico alle porte (questa sera su RAI3) Mentre Francesco Puglisi aggiunge Tratto dal libro di William Craig "Enemy at the gates" e sceneggiato dal regista insieme ad Alain Godard, il film ripercorre la storia dell'eroe russo Vassili Zaitsev, realmente esistito, e trasforma la Guerra tra i colossi europei Germania e Russia in una guerra "privata" tra due uomini. Dopo "Sette anni in Tibet" il regista Jean-Jacques Annaud, riprende in mano la seconda guerra mondiale, ma stavolta, e probabilmente sulla scia aperta da "Salvate il soldato Ryan" di Spielberg (a giugno uscirà anche "Pearl Harbor" di Michael Bay), mette da parte gli spiritualismi, e mostra in primo piano sangue, armi e patriottismo. Il risultato? Un film storico, che non ha come protagonisti gli americani, una volta tanto, e che regge la durata: 131 minuti circa di film, la maggior parte dei quali incentrati sui due protagonisti Law e Harris, sulla caccia che l'uno sferra sull'altro, e sulla storia d'amore che nasce tra Vassili e la soldatessa [ebrea] interpretata da Rachel Weisz.




permalink | inviato da il 26/3/2004 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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