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26 gennaio 2014

A cosa possono servire i mondi virtuali ?

A cosa possono servire i mondi virtuali ? (Second Life, opensim, i social network utilizzati in modo immersivo) “IL” problema che quasi tutti gli esperti di comunicazione e ‘psicoqualcosa’ ci pongono di fronte è la DIPENDENZA. Vorrei proporre di ribaltare questa visione puramente negativa, che origina dal timore, più che fondato, del CONTROLLO di una o più persone, e dello stesso ‘meccanismo di gioco’ su altri e di cui noi stessi possiamo renderci succubi, e della conseguente PARANOIA, che oscilla tra PAURE e MEGALOMANIE. Bene, forse, e varrebbe la pena che i suddetti esperti frequentassero questi mondi, affrontassero il rischio dell’immersione, proprio chi li frequenta puo’ trovare la, le soluzioni, per vivere le esperienze di ‘realtà aumentata’ (l’opposto di una realtà negata, evitata, elusa) in modo sereno e tranquillo, superando CONTROLLO e PARANOIA, per arrivare ad un uso LIBERO, MATURO, CONSAPEVOLE di strumenti di condivisione, ricerca, comunicazione, espressione, che saranno sempre più presenti nella nostra vita quotidiana. Un buddhista direbbe: proviamo a “trasformare il veleno in medicina”!

Caffe Freud in Second Life

Caffe Freud Mouse Point 11 209 75, 1-12-13_001
http://maps.secondlife.com/secondlife/Mouse%20Point/27/209/75

Caffe Freud, in Second Life dal 2007, aperto 24 ore su 24 in Second Life
http://maps.secondlife.com/secondlife/Blackmount/98/110/76
Arte comunicazione cultura storia filosofia psicologia psicoanalisi salute auto aiuto polis scienza educazione elearning Progetto Aurora Talita Kum Casa di Accoglienza Annamaria Salsomaggiore Terme (Parma) Italia VirtualSalso

ora anche in OSGRID, nella regione “Lapsus”
http://map.osgrid.org/

Progetto Aurora – Talita Kum, Casa di Accoglienza “Annamaria”
http://progettoaurora.wordpress.com/

Qualunque contributo per mantenere e sviluppare il progetto nei mondi virtuali, partecipazione, presenza, condivisione, hosting su server esterno per osgrid, e pagamento delle tasse Linden per Second Life … è benvenuto :)

29 novembre 2010

Tra arte e … macerie, anche in Second Life 2Lei, Giornata mondiale contro la Violenza sulle Donne

“Pensiamo che il più grande degrado del nostro tempo sia la solitudine e che allora investire in cultura significa combattere quel degrado che in qualche modo intenerisce e impigrisce il cuore e i sogni di una realtà”
(Matteo Renzi, http://www.avisoaperto.it/?p=7623 )

Omaggio a Florens 2010 | Homage to Florence


Tra Arte e... Macerie...

Tra Arte e... Macerie...

Tra Arte e... Macerie...

Tra Arte e... Macerie...

Tra Arte e… Macerie…

SIAMO QUA E VOGLIAMO VIVERE E LAVORARE ALLA LUCE DEL SOLE!
SABATO 20 NOVEMBRE ALLE ORE 15.00
partenza dal presidio sotto la torre di via Imbonati (altezza civ 49)
http://immigratimilano.blogspot.com/2010/11/siamo-qua-e-vogliamo-vivere-e-lavorare.html

Domenica 21 dalle ore 15:00, si svolgerà in piazza Italia a Perugia un presidio con l’obiettivo di rivendicare più diritti non solo per i migranti ma per tutti.

http://www.globalproject.info/it/community/Diritti-per-tutt/6449

anche in Second Life, http://maps.secondlife.com/secondlife/Rodasia/153/217/23

L’editoriale di Michele SANTORO: MACERIE – Annozero – 18/11/2010

2Lei - Giornata mondiale contro la Violenza sulle Donne in Second Life

2Lei - Giornata mondiale contro la Violenza sulle Donne in Second Life

Giovedì 25 Novembre 2010
ore 22.00 (1.00 pm sl)
Tanalois
http://slurl.com/secondlife/Needful%20Things/29/93/402

2Lei è un progetto in collaborazione tra 2LifePhotos, Arte Libera, Merkaba Arts, PAD, SL Art, Tanalois, SaliMar, WDT Planet, CSW Island, The Knot , gruppi di Second Life, per la sensibilizzazione e la divulgazione degli eventi legati alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

http://alicemastroianni.blogspot.com/2010/11/2lei-giornata-mondiale-contro-la.html

Il 25 novembre 2010 diversi artisti virtuali, galleristi e personaggi della cultura di SL sono stati chiamati a condividere nelle proprie land e gruppi di appartenenza il messaggio comune di solidarietà alla donna.

****************

2Lei La Passione delle donne
Un omaggio alla donna a 360 gradi che vuole essere allo stesso tempo un segno di solidarietà verso le donne violate, maltrattate, denigrate, soggiogate, odiate, temute, sfruttate… un modo per essere vicini a tutte quelle donne che in questo giorno non possono essere con noi a gridare il loro inno alla vita perché la loro passione non si è conclusa con una resurrezione..ma con la morte, la privazione… l’annientamento dell’essere. Un abbraccio a tutte quelle donne che con noi hanno camminato su questo mondo con passi da esseri umani tacciati di una differenza inesistente, di una particolarità scomoda, di una sensibilità inopportuna, di un entusiasmo pericoloso..di un essere donna da distruggere piuttosto che da amare.
Essere donna oggi è essere umana! Con i nostri corpi virtuali, la nostra coscienza globale e l’immortalità che ci contraddistingue in questo mondo perfetto vogliamo dedicare un giorno all’essere umano.
Nel giorno in cui il mondo reale si riunisce in questa denuncia senza confini, apriamo le porte del Metaverso per diffondere il nostro messaggio di solidarietà alle donne.
Questo messaggio vuole arrivare ai cuori degli esseri umani attraverso l’arte virtuale. Orgoglio di una società parallela in cui l’espressione creativa vanifica le distanze e si riunisce sotto un solo manifesto.
2Lei è l’esempio della collaborazione dei residenti di Second Life che a partire da un progetto italiano ha riunito per la stessa causa artisti e galleristi di tutto il mondo per dedicare anche nell’ambiente virtuale un giorno alla Passione delle donne.
Il 25 novembre 2010 vieni in Second Life ed abbraccia con noi tutte le donne del mondo!

SECOND LIFE: Pangea

Yashix00 | 11 settembre 2010

16 Days of Activism in SL Home

http://16daysactivismsl.wetpaint.com/This is a featured page

16 Days of Activism against Gender Violence in Second LifeThis wiki is the official site for news and information about events relating to the 16 Days of Activism against Gender Violence in Second Life. The 16 Days of Activism falls between 25 November and 10 December, 2010.

The 16 Days of Activism Against Gender Violence is an annual international campaign that dates from 1991, and originates from the Center for Women’s Global Leadership at Rutgers University, New Jersey. Beginning on November 25 of each year (the International Day against Violence against Women), events run world-wide through to December 10, International Human Rights Day, a choice made to highlight the link between gender violence and human rights. A number of other significant dates fall within this 16-day period, including International Women Human Rights Defenders Day (November 29), World AIDS Day (December 1), and the Anniversary of the Montreal Massacre (December 6).

Over the course of its nearly 20 years, 16 Days of Activism against Gender Violence has benefitted from the participation of over 2,000 organizations in 156 countries throughout the world. The theme for the 2010 campaign is “Structures of Violence: Defining the Intersections of Militarism and Violence Against Women.”

The 16 Days of Activism against Gender Violence in Second Life will parallel the “real world” event, and is fueled by the participation of over a dozen activist SL groups, and many dozens of individuals. It will feature panel discussions, workshops, presentations, art exhibits, poetry readings, and live music.

For more information, or to volunteer your services, please contact: 16daysactivismsl@gmail.com

C I T T A’ I D E A L E P R E S E N T A
I N Q U I S I Z I O N E D O N N E/S T R E G H E

CItta' Ideale, Inquisizione Donne Streghe

CItta' Ideale, Inquisizione Donne Streghe

In questi incontri andremo alla ricerca di alcune notizie/nozioni per dimostrare come è potuto accadere che nell’arco di alcune centinaia di anni la figura della Donna sia transitata dall’essere Fonte di Adorazione e dedizione all’essere Violata, Torturata ed in fine Arsa Viva per Eresia sino ad arrivare ai nostri giorni dove noi tutti assistiamo alle violenze quotidiane a danno delle Donne e per mano di Uomini.
Per raggiungere il fine che ci siamo prefissati sarà inevitabile e comunque ovviamente necessario un percorso storiografico per meglio inquadrare il contesto Storico/Sociale di riferimento.

Gli incontri avranno cadenza quindicinale a partire da:

MARTEDI 23 NOVEMBRE ore 22,00

http://slurl.com/secondlife/Ideal%20City/40/196/26

I N Q U I S I T I O N W O M E N/W I N T C H E S

This cycle of meeting continues somehow the talks Femminio tra sacro e profano (Femenine, between sacred and profane). In it, we will look at information/facts showing how, in some hundreds of years, the woman went from being worshipped and object of devotion to be violated, tortured and finally burned alive with the accusation of heresy. Starting from the past, we will arrive to the present, when we witness every day the violence of men against women.
To achieve our purpose, we will try to have a better historical and social picture examining historical facts.

The talks, supported by slides, will be in voice (in Italian).
We will meet every other Tuesday at 2.00 pm Stt, starting on the 23th of November.

http://slurl.com/secondlife/Ideal%20City/40/196/26

14 luglio 2009

Dalla questione morale di Enrico Berlinguer alla iscrizione di Beppe Grillo al Partito “Democratico” respinta perchè “ostile”

E’ fin dalla nascita del Partito Democratico (PD) che auspicavo e auspico che tutta la Sinistra in massa si iscriva all’unico partito che rende possibile una credibile Opposizione (e un futuro Governo) in Italia.

Ci ha provato Beppe Grillo, facendo della berlingueriana questione morale il suo cavallo di battaglia, ed è stato all’unanimità respinto da quel partito … per ostentata ostilità …

Roma, 14-07-2009

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=124688

Dopo giorni di polemiche e botta e risposta, la commissione nazionale di garanzia del Partito Democratico ha deciso: Beppe Grillo non potrà scendere in campo coi democratici. E’ arrivato il no della commissione nazionale di garanzia del Partito Democratico. A quanto riferisce una nota, la commissione “ha confermato all’unanimità” che non è possibile la registrazione di Grillo nell’anagrafe del Pd poichè “egli ispira e si riconosce in un movimento politico ostile al partito”. La delibera verrà resa nota sul sito nei prossimi giorni.

Roma, 13 lug. (Adnkronos) - Sabina Guzzanti: “Io penso che quella di Beppe Grillo sia una provocazione che va presa per quella che e’. Ma secondo me arriva in un momento buono per ridiscutere lo Statuto del Pd. Con queste regole, fatte in fretta come e’ stato fatto in fretta il Pd, anche Calderoli o anche Forza Italia potrebbero ’scalare’ il partito come si scala una banca”. A commentare cosi’ con l’ADNKRONOS l’annuncio di Beppe Grillo di volersi candidare alle primarie del Pd e’ Sabina Guzzanti, collega e compagna di diverse battaglie del comico genovese.

“Nello statuto attuale -sottolinea la Guzzanti- non c’e’ niente di democratico ne’ di scientifico. I dirigenti del Pd, anziche’ avere reazione scomposte, potrebbero prendere spunto da questa mossa di Grillo per ridiscutere le regole, visto che queste regole le hanno create loro. In giro nel mondo non mancano esempi migliori, per dirne uno le primarie degli Usa. Insomma andrebbe fatta una discussione seria coinvolgendo davvero la base, cercando nella societa’ civile tutti quelli che possono dare un contributo intelligente.

“La questione drammatica, che viene fuori anche in questa occasione, e’ che c’e’ uno scollamento tra l’elettorato di sinistra e quello che e’ stato perseguito da dirigenti dei Ds prima e dal Pd poi. Su temi cari alla base come la difesa della democrazia, l’applicazione della Costituzione, l’immigrazione, l’istruzione, la cultura, la ricerca, la legalita’, la lotta alla corruzione, i dirigente del Pd sono andati spesso in senso opposto o si sono mossi in maniera molto tiepida. E questo scollamento naturalmente si e’ pagato”, conclude Sabina Guzzanti.

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/153680

Grillo168 – Il PD al capolinea

StaffGrillo
14 luglio 2009

Il Pd è arrivato al capolinea – Tutti i video e i DVD di beppegrillo.it sono disponibili su

http://grillorama.beppegrillo.it/

PD

Intervista a Enrico Berlinguer

«I partiti sono diventati macchine di potere»

«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer.

«I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia».

Eugenio Scalfari

http://www.metaforum.it/berlinguer/questionemorale.htm

luglio 14th, 2009 | Tags: , , , , , , ,

4 settembre 2008

Deserti, avatar, Tartari, e mondi virtuali tridimensionali

Questo il mio commento a

Il Deserto degli Avatartari (Secondo Tempo)

e relativi commenti

"Mah, per una volta vorrei dissentire! Ci sono due ordini di considerazioni. Il primo riguarda la più che giusta, direi doverosa, diffidenza nei confronti di 'nuovi media', ormai nemmeno tanto nuovi, visti come nuove tecniche di dominio di massa da parte di chi detiene il potere nel mondo globale. In questo senso, direi che sarebbe bene non stancarsi di ripetere che la libertà di comunicazione ed espressione promessa da Internet e dai Mondi Virtuali, ha un prezzo salatissimo e spesso occulto, ovvero quello di ritrovarsi legati ad una pesante catena da cui non ci si riesce più a liberare, schiavi di un mezzo ancora più potente di quelli noti, carta stampata e tv.
Detto questo, la seconda considerazione mi porta però a diffidare anche di chi non accetta il 'nuovo' per principio, corporazione o casta (ed è quel che traspare dal testo di Ruffilli, un noioso e datato insieme di parole prive di senso, come tanti altri, dal lontano 1995, quando Internet sbarcò in Italia)
Second Life, le OpenSim, non sono secondo me da vedere come strani mondi per di più irraggiungibili per l'eccessiva complessità.
Sono invece, molto più semplicemente, la naturale e prevista da anni evoluzione delle tecniche dell'informazione, e della comunicazione, dell'interazione inter-umana, sviluppate in 3 dimensioni, tendenzialmente riassuntive di tutte le tecniche precedenti, e orientate a sviluppare un 'ambiente' capace di coinvolgere sempre più l'utente, nodo sempre più attivo e potenzialmente consapevole di una rete di soggetti anzichè di soli oggetti.
Così come Internet, nata per scopi militari, è arrivata a dimensioni tali da sfuggire al controllo di chicchessia, inclusi i militari che l'avevano pensata appunto come inattaccabile da qualunque nemico, così gli ambienti 3D, come Second Life e le OpenSim possono essere, e penso dovremmo preoccuparci tutti che diventino al più presto, strumenti per una vera liberazione della soggettività di ciascuno, unico vero antidoto al lasciarsi legare ad una qualunque catena."

Aggiungo che "la diffidenza va bene se non diventa un alibi per allontanarsi da qualunque strumento capace di favorire lo scambio di opinioni, alibi per incentivare ancora di più il già gravissimo e tragico distacco dell'italico popolo da qualunque discorso inerente la 'cosa pubblica'"

"Insomma, a proposito di deserti, quello che mi preoccupa di più è il deserto di idee e di presenza delle persone in un contesto mondiale di catastrofe climatica già in corso, e di guerra guerreggiata finale (nuova (?) tecnica di controllo delle nascite per scendere dagli attuali 8 miliardi di umani a 2-3 miliardi) e italiano di fascismo praticato da chi governa e da chi si 'oppone', nonchè, forse soprattutto, da chi supinamente accetta, fosse pure il 3 in condotta...
Disciplina perbacco!

O siamo Tartari?"

12 agosto 2008

Assordante Silenzio, mentre inizia la Guerra Finale

L’8 agosto 2008, RAI2 che trasmetteva l’evento dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici a Pechino, non ha ritenuto di mandare in onda non dico un notiziario speciale, ma neppure una striscia su quella che nel frattempo altri media definivano, tout court, come un invasione russa alla Georgia

La Guerra, quella Finale, che si sta concludendo (???) con uno scacco matto di Putin a Bush, doveva iniziare (e proseguire) nel più assoluto silenzio mediatico.

Nessuna voce pacifista, nessun politologo noto in grado di mettere insieme più di due parole di senso compiuto.

Silenzio sulla finale guerra, che, com’è giusto che sia nel Terzo Millennio, non puo’ essere che la Guerra del più totale e globale non senso

Brano di chat in Second Life

[14:07]  NP: ciao Lapsus … Franca Rame ha messo sul suo sito Olympic Wars
[14:09]  LW: ho visto, sì, grande!
[14:16]  LW: Condoleezza Rice … ha interrotto le vacanze per lanciare di persona davanti alle telecamere alla Casa Bianca un appello a Mosca perché fermi “veramente” e “subito” le operazioni militari.  La Rice è rientrata ieri sera nella capitale da una località non precisata dove era andata per un periodo di riposo l’ 8 agosto, il giorno dell’attacco della Russia alla Georgia, che secondo il politologo conservatore Robert Kagan “sarà ricordato dagli storici come un momento di svolta non meno significativo del crollo del muro di Berlino”.
[14:16]  LW: che tempismo!
[14:17]  LW: eppure qualcosa mi sfugge e mi inquieta
[14:18]  LW: in tutta questa storia c’è un gioco delle parti che non puo’ essere liquidato in modo semplicistico
[14:18]  LW: (non prendertela, ma il commento della stessa Rame, e di Giulietto Chiesa, su quel blog)
[14:20]  LW: in questa brutta storia, o inizio d’era, di semplice ci sono solo i morti ammazzati e i profughi
[14:20]  LW: da tutte le parti
[14:21]  LW: anzi, forse solo i morti
[14:21]  LW: perchè nemmeno alle vittime si puo’ dar troppo retta, ai loro (legittimi?) risentimenti
[14:22]  LW: per McCain è opportuno che gli Stati Uniti facciano sentire direttamente ai georgiani tutto il loro appoggio. “A nome di ogni americano ho parlato in queste ore con il presidente georgiano Saakashvili - ha affermato - Gli ho detto che qui in America siamo tutti georgiani”.
[14:23]  LW: come se all’epoca dell’assassinio non mi ricordo di quale nazista a Parigi, avessero detto ’siamo tutti nazisti’
[14:24]  LW: l’unica domanda che riesco ancora a pormi è: ma chi li ferma più questi pazzi criminali?
[14:25]  LW: pazzi, danno la ragione ’storica’ a Putin (Putin !!!)
[14:25]  LW: tanto che je frega? a chi interesserà più la Storia, dopo ?
[14:26]  NP: purtroppo nessuno Lapsus
[14:26]  NP: la gente è presa da altro
[14:26]  NP: consumare
[14:27]  NP: finchè ce n’è
[14:27]  LW: finchè ce n’è…
[14:28]  LW: LA7 ha dato ora Big One, di Michael Moore
[14:28]  LW: chissà in quanti l’hanno visto, e che ne cavano

12 luglio 2008

In Second Life aperto il BarCamp Italiano

E' aperto il BarCamp Italiano in Second Life

 Barcamp Italiano in Second Life

http://slurl.com/secondlife/Elegua/87/90/501


Tag: International network User generated conferences open participatory workshops events Content is provided by participants DemoCamp Esperimenti democratici crisi democrazia iniziative politiche dal basso partecipazione politica. Mimir

Il BarCamp Esperimenti democratici ha come obiettivo quello di affrontare il tema della crisi della democrazia, mettere a confronto esperimenti di iniziative politiche dal basso, proporre nuovi strumenti di partecipazione politica. Protagonisti dell'evento sono i blogger, gli attivisti, i movimenti, i comitati di cittadini e le organizzazioni civiche che vorranno usare il BarCamp per partecipare a un confronto sugli strumenti a disposizione dei cittadini per attivarsi sulle questioni di loro interesse, sulle pratiche partecipative e sulle riforme istituzionali necessarie per rinnovare la democrazia.

http://barcamp.org/demcamp

BarCamp e’ una nonconferenza, così come solitamente intendiamo per conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web. Una non conferenza (unconference) quindi una riunione il cui tema di discussione è deciso dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi.

http://it.wikipedia.org/wiki/

BarCamp
BarCamp is an ad-hoc gathering born from the desire for people to share and learn in an open environment. It is an intense event with discussions, demos and interaction from participants.

http://barcamp.org/

BarCamps are organized largely through the web, harnessing what might be called a Web 2.0 communications toolkit. Anyone can initiate a BarCamp, using the BarCamp wiki. The procedural framework consists of sessions proposed and scheduled each day by attendees, mostly on-site, typically using white boards or paper taped to the wall. This has been dubbed, with another play on words, The Open Grid approach. While loosely structured, there are rules at BarCamp. All attendees are encouraged to present or facilitate a session. Everyone is also asked to share information and experiences of the event, both live and after the fact, via public web channels including (but not limited to) blogging, photo sharing, social bookmarking, wiki-ing, and IRC. This open encouragement to share everything about the event is in deliberate contrast to the "off the record by default" and "no recordings" rules at many private invite-only participant driven conferences.

http://en.wikipedia.org/wiki/BarCamp

20 maggio 2008

Adriano Sofri: 'Dagli Zingari ai Romeni: ecco la caccia alle streghe'

Leggo con molto piacere l’articolo di oggi su Repubblica, a firma di Adriano Sofri:

Dagli Zingari ai Romeni: ecco la caccia alle streghe

Un articolo che finalmente dice sulla questione qualcosa di sinistra

E anche sulla Lega ed il leghismo, capovolgimento del progetto federalista, europeista, nonviolento, premuroso verso le piccole patrie e l’orizzonte planetario di Alex Langer (progetto che la sinistra intera si è lasciata scippare dalla Lega e di cui non è più riuscita - o non ha voluto - riappropriarsi).

Bellissimo articolo, quello di Sofri, da leggere, rileggere e meditare.

L’articolo non è (ancora ?) reperibile sul sito di Repubblica.it

In compenso, a proposito di quel che scrive Sofri: Speriamo che qualcuno segua la vicenda della ragazza accusata di voler rubare una bambina a Ponticelli, fino a venirne a capo… abbiamo statistiche inesorabili che non contemplano bambini rapiti da zingari; da altri italiani sì.

ecco quanto segue:

L’eurodeputata rom Viktoria Mohacsi (Eldr) dopo la visita di due giorni
negli insediamenti di Roma e Napoli. “Ecco le mie denunce al Parlamento”
‘Blitz nei campi rom e bimbi spariti’
L’accusa dell’inviato Ue all’Italia
“Razzie di poliziotti senza spiegazioni”. Non esiste “una vera politica sull’immigrazione”
“Perché non avete mai chiesto l’accesso ai finanziamenti per l’integrazione?”
di CLAUDIA FUSANI

http://www.repubblica.it

ROMA - Parlerà a Strasburgo, seduta plenaria del Parlamento europeo, Commissione dei diritti umani. Parlerà di quello che ha visto in questi due giorni visitando i campi rom tra Roma e Napoli. E lancerà contro l’Italia un grave atto di accusa: violazione dei fondamentali diritti umani, bambini di cui si sono perse le tracce, razzie notturne della polizia. Vittoria Mohacsi, l’eurodeputato rom di origine ungherese è arrivata in Italia venerdì sera inviata dal suo partito (Eldr) per capire cosa sta succedendo in Italia tra annunci di deportazioni e di rimpatri di massa. Ospite del Partito Radicale sabato ha visitato due campi nella capitale (Castel Romano e Casilino 900, circa 1400 persone) e domenica è stata Napoli, dove l’intolleranza verso i rom è emergenza sociale e di sicurezza dopo gli incendi appiccati nel campo di Ponticelli. “E’ tutto bruciato, le persone sono state sfollate e messe al sicuro durante la notte, una scena desolante” dice l’europarlamentare ospite di un convegno dei Radicali nella sede di Torre Argentina. Stasera pronuncerà il suo atto di accusa al momento raccolto in appunti in un quaderno rosa a disegni cachemire. Il cahier des dolehances si sviluppa lungo due direttrici. La prima di carattere politico e denuncerà la “totale assenza” in Italia di una politica per l’immigrazione. La seconda riguarda le denunce che gli stessi rom hanno rappresentato all’europarlamentare europea.

La difficoltà di avere dati certi. Purtroppo, ha spiegato l’eurodeputata di origini rom, 33 anni e tre figli, “ho avuto molta difficoltà ad avere dati e numeri attendibili sulla comunità rom in Italia” un fatto grave di per sè perchè dimostra che c’è scarsa conoscenza del fenomeno. Le informazioni più certe sono state fornite dall’Opera nomadi: “In Italia ci sono circa 200 mila rom di varie etnie di cui solo 80 mila sono residenti in Italia. Degli altri centoventimila la maggioranza sono semillegali. Soprattutto non esistono dati su quale era la situazione prima dell’ingresso nella Ue di Romania e Bulgaria” i paesi dove vive la maggior concentrazione rom. Il problema vero è che di tutte queste persone non esiste una banca dati che dica da quanto tempo sono qui, la nazionalità, manca un identikit della comunità.


“L’Italia non ha una politica sull’immigrazione”. L’assenza di dati certi dimostra che manca il presupposto per la soluzione di ogni problema: la conoscenza. “L’Italia non ha una politica sull’immigrazione, non ha mai riconosciuto i rom neppure come minoranza linguistica e non ha una politica per le minoranze etniche. Ho incontrato persone che vivono qui anche da quaranta anni e ancora non hanno uno straccio di documento”. Secondo Mohacsi la politica dell’Italia con gli stranieri è “assurda”: “Non si base su legami geografici ma su vincoli di sangue (la cittadinanza viene data non in base allo ius soli ma in base allo ius sanguinis ndr); molti dei 120 mila senza documenti hanno ancora passaporti con la dicitura Jugoslavia che tutti sappiamo non esistere più”. Adesso la politica del governo sembra orientarsi verso i rimpatri di massa ma “la maggior parte di queste persone non ha patria. Sono cittadini europei che sarebbero trasbordati da un posto all’altro. Fare quello che vuol fare l’Italia significa solo spostare il problema”. L’Italia “non riconosce agli immigrati i diritti fondamentali: l’istruzione, la casa, l’assistenza sociale e sanitaria”. Questo stasera Mohacsi dirà a Strasburgo.

“Si sentono come se fossero a Auschwitz”. I campi sono in condizioni “orribili” , le persone vivono in baracche di lamiere, in mezzo ai rifiuti e ai topi, senza acqua corrente e senza luce. “Non ci sono servizi di alcuno tipo nelle vicinanze - racconta l’europarlamentare - . A Castel Romano su mille persone, 5 forse 6 hanno la cittadinanza. Una donna mi ha detto che si sente come se fosse ad Auschwitz…”. Una citazione che non deve sembrare casuale. Durante la seconda guerra mondiale furono uccisi 500 mila zingari vittime del reich e dei folli progetti di dominazione razziale. Molti di loro furono deportati e sterminati proprio ad Auschwitz. Nella lingua gitana si chiama Porrajmos, significa “divoramento” e indica la persecuzione.

“Le razzie dei poliziotti”. Nel suo viaggio nei campi Mohacsi ha soprattutto ascoltato. “Al campo Casilino 900 - dice - mi hanno raccontato che ogni 3 o 4 giorni verso mezzanotte arrivano pattuglie di poliziotti in divisa e armati. Non chiedono nulla, semplicemente picchiano. Ogni volta portano via circa 20 persone che scompaiono per 48 ore. Li tengono in celle dove vengono picchiati. Poi li rilasciano. Mi è stato assicurato che chi viene portato via non ha precedenti e non è ricercato”.

“I bambini scomparsi”. E’ un altro punto agghiacciante del resoconto che l’eurodeputata farà a Strasburgo. “A Napoli la situazione è ancora peggiore. L’avvocato dell’Opera nomadi mi ha detto che da due anni sono state perse le tracce di dodici bambini accusati di accattonaggio. Questi ragazzini sembrano spariti nel nulla, non esiste neppure un pezzo di carta. Ho incontrato un nonno di 60 anni disperato perchè non sa più nulla di suo nipote”. Se ribatti che i minori vengono spesso usati dai genitori per rubare, scippare, furti in casa, una vera e propria piaga, la risposta di Mohacsi è: “Bisogna punire chi delinque e tenerlo in carcere. Non far sparire i bambini”.

“Chi indaga sulle molotov?”. Dopo il fatto della ragazza di 16 anni accusata di voler rapire un bambino, le razzie dei poliziotti “sono aumentate”. “Ho chiesto - insiste Mohacsi - tramite l’avvocato dell’Opera nomadi cosa la giustizia stesse facendo e mi ha detto che non risultano inchieste. Nè sulla ragazza accusata di voler sequestrare un bambino, nè su chi ha lanciato le molotov contro i campi e li ha incendiati”.
“L’Italia chiede i fondi Ue”. L’eurodeputato sa di maneggiare una questione difficile, scivolosa e delicata. Sa che quella dei rom è “un’emergenza sociale” in tutta Europa. Ma occorre tentare, provare a distinguere il bene dal male, il buono dal cattivo. Guai generalizzare. Provarci è un obbligo per un paese civile. “Alcuni paesi come Repubblica Ceca, Spagna, Romania, Bulgaria hanno ottenuto 250 milioni di euro dalla Ue per i progetti di integrazione delle popolazioni rom. Perchè l’Italia non ha mai chiesto l’accesso a questi finanziamenti?”. Perchè serve un progetto. E forse non c’è mai stato.


(19 maggio 2008)

18 maggio 2008

PTS Nasce a Napoli il Partito Trasversale dei Si

Maggio 18th, 2008

Il governatore della Campania: “Finora ha vinto il no
Ora bisogna far nascere un partito trasversale del sì”
Bassolino, mano tesa a Berlusconi
“Deve farcela, o qui affondiamo”
La guerriglia dei cassonetti e l’assalto ai campi rom dimostrano la caduta
di spirito civico. L’unica possibilità che abbiamo è collaborare col governo

di ROBERTO FUCCILLO

http://www.repubblica.it

Intanto è il suo assessore Claudio Velardi a punzecchiare il sindaco Iervolino e ribadisce che la città è senza guida.
“Dico che al grande partito del sì dobbiamo aggiungere a Napoli la fermezza delle istituzioni contro chi soffia sul fuoco. Perché nei fatti di questi giorni non c’è solo la camorra, ma c’è anche la camorra”.


Partito Trasversale dei SI’ dunque, ma a CHI ? Se alla Camorra, perchè almeno non dirlo ?

Perchè questo sembra essere il programma, a livello nazionale, del Partito Trasversale dei Sì, accordi a tutto campo con Mafia, Ndrangheta, Camorra.

Ma se così è, questa scelta politica dovrebbe essere per intero e per esteso proposta al Paese, in totale trasparenza. Specificandone i costi (certi) e i benefici (incerti).

Altrimenti non si tratterebbe più di un partito trasversale, ma di una resa senza condizioni dei partiti e della politica ai poteri forti e armati locali, nazionali e multi-nazionali della criminalità organizzata.

16 maggio 2008

La Politica fatta con i Sondaggi è Istigazione, in questo caso al Razzismo. Come dare un Peso a un Pensiero?

Leggo quanto segue e penso: la solita, consolidata da decenni, politica dei e con i sondaggi, che fa apparire di volta in volta un’opinione come maggioritaria o minoritaria, senza entrare nel merito, senza che chi propone il sondaggio esprima la sua, di opinione, come se stesse su un altro pianeta, come se lo stesso atto di proporre un sondaggio, e attibuire un peso ad un’opinione, non contribuisse a modificarla, rafforzandola o sminuendola.

Stare con la minoranza, in questi casi, fa sentire chi legge come in torto, come se vivesse fuori dal mondo, datato, desueto, e invece significa solo tenersi fuori dal coro

Un sondaggio dell’Ipr Marketing svela una forte avversione verso gli immigrati
Per il 70% degli intervistati il problema è una priorità da risolvere con l’espulsione
I Rom peggio degli extracomunitari
“Sono un pericolo. Via i campi”
Inquietanti risultati: cresce l’intolleranza per gli stranieri nel nostro Paese

di BRUNO PERSANO

Repubblica.it, 15 Maggio 2008

I Rom peggio degli extracomunitari
“Sono un pericolo. Via i campi”

ROMA - Gli italiani non li vogliono. I Rom fanno paura. La maggioranza ammette che i nomadi costituiscono un problema, molto più degli extracomunitari. Il sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it mostra che tra gli italiani si sta sviluppando un forte sentimento negativo nei confronti degli immigrati, anche se l’avversione verso i rom è maggiore.

La rivolta contro i campi nomadi a Napoli, le spranghe e le molotov lanciate sugli insediamenti campani, sembra abbiano radici profonde nell’Italia tutta, dal Nord al Sud.

LE TABELLE

Lo sgombero di cinquecento nomadi dai campi napoletani; i massicci controlli negli insediamenti romani; il blitz contro gli immigrati con centinaia di arresti e l’istituzione di commissari straordinari per il problema nomadi; il “pacchetto sicurezza” che presto il governo applicherà, sembrano trovare ragione nel sentimento comune che emerge dal sondaggio: il problema dei Rom e degli immigrati è una priorità per il 70% degli italiani.

I “diversi” fanno paura. Almeno tre intervistati su dieci temono i nomadi, il doppio di coloro che sono spaventati dagli extracomunitari. E vorrebbero che lo Stato li cacciasse, e li riaccompagnasse al confine con un foglio di via. Sono indesiderati per il 68% degli italiani. Gli intervistati non hanno fiducia nelle politiche di integrazione sociale dei nomadi: la percentuale non sale oltre il 27%.

Quello che chiedono gli italiani è smantellare al più presto i campi nomadi ed espatriare più Rom possibile, mentre i mille italiani intervistati mostrano più tolleranza verso gli extracomunitari. La percentuale che vorrebbe espellere gli immigrati senza lavoro è solo il 52%, ma coloro che sceglierebbero l’emigrazione di massa dei nomadi è un terzo di più.

(15 maggio 2008)

Annozero | 14 Maggio, 2008

Gli extracomunitari sono un costo, non una risorsa”, ha affermato Roberto Castelli. Ma gli immigrati nel nostro paese contribuiscono allo sviluppo dell’Italia? E’ vero che anche molti dei clandestini lavorano?

“Se li conosci, li eviti?” è il titolo della puntata di Annozero, il programma di Michele Santoro in onda domani su Raidue alle 21.05.
Il tema sicurezza, cavallo di battaglia in campagna elettorale, continua a dominare l’agenda della politica. Il governo annuncia un pacchetto di provvedimenti restrittivi. Ma gli immigrati sono una risorsa fondamentale per “l’azienda Italia” o sono un pericolo da cui guardarsi? Tolgono realmente lavoro agli italiani? E la paura e il disagio nei loro confronti è giustificata dai fatti?

Stefano Bianchi e Dina Lauricella hanno realizzato un reportage in Emilia-Romagna, regione dove la Lega ha saputo intercettare la domanda di sicurezza dei cittadini.

Ne discuteranno in studio Roberto Castelli, della Lega nord, il giurista Stefano Rodotà, Flavio Tosi, sindaco di Verona, e Vincenzo De Luca, primo cittadino di Salerno. Beatrice Borromeo sarà in collegamento dalla parrocchia di San Giuseppe a Genova, dove ci sarà, tra gli altri, il leader delle banlieues parigine Omeya Seddik.

Come di consueto ci saranno l’opinione di Marco Travaglio e le vignette di Vauro.

Aspettiamo i vostri contributi anche durante la diretta (non verranno pubblicati commenti con contenuti discriminatori a razzisti, o con volgarità, insulti, spam, pubblicità e link).

Con la scusa del popolo
di GAD LERNER

Repubblica.it, 16 Maggio 2008

LA CACCIA ai rom scatenata in tutta Italia sta cominciando a suscitare disagio, ma non ancora la necessaria rivolta morale.

Difficile, soprattutto per dei politici, mettersi contro il popolo. Col rischio di passare per difensori della delinquenza, dei violentatori, dei ladri di bambini. E’ questa, infatti, la percezione passivamente registrata dai mass media: un popolo esasperato, l’ira dei giusti che finalmente anticipa le forze dell’ordine nel necessario repulisti.

Ma siamo sicuri che “il popolo” siano quei giovanotti in motorino che incendiano con le molotov gli effetti personali degli zingari fuggiaschi, le donne del quartiere che sputano su bambini impauriti e davanti a una telecamera concedono: “Bruciarli magari no, ma almeno cacciarli via”? Che importa se parlano a nome del popolo i fautori della “derattizzazione” e della “pulizia etnica”, i politici che in campagna elettorale auspicarono “espulsioni di massa”, i ministri che brandiscono perfino la tradizione cattolica per accusare di tradimento parroci e vescovi troppo caritatevoli?

La vergogna di Napoli, ma anche di Genova, Pavia e tante altre periferie urbane, non ha atteso l’incitamento dei titoloni di prima pagina, cui ci stiamo purtroppo abituando. “Obiettivo: zero campi rom” (salvo scatenarsi se qualche sindaco trova alloggi per loro). “I rom sono la nuova mafia” (contro ogni senso delle proporzioni). “Quei rom ladri di bambini” (la generalizzazione di un grave episodio da chiarire). Dal dire al fare, il passo dell’inciviltà è compiuto. Perfino l’operazione di polizia effettuata ieri con 400 arresti e decine di espulsioni sembra giungere a rimorchio. La legge preceduta in sequenza dalla furia mediatica e popolare, come se si trattasse di una riparazione tardiva.

Chi si oppone è fuori dal popolo. Più precisamente, appartiene alla casta dei privilegiati che ignorano il disagio delle periferie. Ti senti buono, superiore? Allora ospitali nel tuo attico! L’accusa, e l’irrisione, risuonano ormai fin dentro al Partito democratico. Proclama Filippo Penati, presidente di centrosinistra della Provincia di Milano: “I rom non devono essere ‘ripartiti’, bisogna farli semplicemente ripartire”. E accusa Prodi di non aver capito l’andazzo, di non aver fatto lui quel che promettono i suoi successori. Nel 2006 fu Penati, insieme al sindaco Moratti, a chiedere al comune di Opera di ospitare provvisoriamente 73 rom (di cui 35 bambini). Dopo l’assedio e l’incendio di quel piccolo campo, adesso è stato eletto sindaco di Opera il leghista rinviato a giudizio per la spedizione punitiva. Mentre si è provveduto al trasferimento del parroco solidale con quegli estranei pericolosi.

La formula lapalissiana secondo cui “la sicurezza non è né di destra né di sinistra” appassisce, si rivela inadeguata nel tumulto delle emozioni che travolge la cultura della convivenza civile. Perfino la politica sembra derogare dal principio giuridico della responsabilità individuale di fronte alla legge. Perché un conto è riconoscere le alte percentuali di devianza riscontrabili all’interno delle comunità rom, che siano di recente immigrazione dalla Romania, oppure residenti da secoli in Italia, o ancora profughe dalla pulizia etnica dei Balcani. Un conto è contrastare gli abusi sull’infanzia, la piaga della misoginia e delle maternità precoci, i clan che boicottano l’inserimento scolastico e lavorativo, la pessima consuetudine degli allacciamenti abusivi alla rete elettrica e idrica.

Altra cosa è riproporre lo stereotipo della colpa collettiva di un popolo, giustificandola sulla base di una presunta indole genetica, etnica. Quando gli speaker dei telegiornali annunciano la nomina di “Commissari per i rom”, sarebbe obbligatorio ricordare che simili denominazioni sono bandite nella democrazia italiana dal 1945. Il precetto biblico dell’immedesimazione - “In ogni generazione ciascuno deve considerare se stesso come se fosse uscito dall’Egitto” - dovrebbe suggerirci un esercizio: sostituire mentalmente, nei titoli di giornale, la parola “rom” con la parola “ebrei”, o “italiani”. Ne deriverebbe una cautela salutare, senza che ciò limiti la necessaria azione preventiva e repressiva.

La categoria “sicurezza” non è neutrale. Ne sa qualcosa il centrosinistra sconfitto alle elezioni, e solo degli ingenui possono credere che se Prodi, Amato o Veltroni avessero cavalcato l’allarme sociale con gli stessi argomenti della destra il risultato sarebbe stato diverso. Qualora il nuovo governo applichi con coerenza la politica di sicurezza annunciata, è prevedibile che nel giro di pochi anni il numero dei detenuti raddoppi, o triplichi in Italia. Scelta legittima, anche se la sua efficacia è discutibile. Quel che resta inaccettabile è il degrado civile, autorizzato o tollerato con l’alibi della volontà popolare. Insopportabili restano in una democrazia provvedimenti contrari al Codice di navigazione - l’obbligo di soccorso alle carrette del mare - o che puniscano la clandestinità sulla base di criteri aleatori di pericolosità sociale.

Da più parti si spiega l’inadeguatezza della sinistra a governare le società occidentali con la sua penitenziale vocazione “buonista”. E’ un argomento usato di recente da Raffaele Simone nel suo “Mostro Mite” (Garzanti), salvo poi trarne una previsione imbarazzante: la cultura di sinistra col tempo sarebbe destinata a essere inclusa, digerita dalla destra. Discutere un futuro lontano può essere ozioso, ma è utile invece riscontrare l’approdo a scelte comuni là dove meno te l’aspetteresti: per esempio sulla pratica delle ronde a presidio del territorio.

Naturalmente gli assalti di matrice camorristica ai campi rom di Ponticelli non sono la stessa cosa della Guardia nazionale padana. Che a sua volta non va confusa con i volontari di quartiere proposti dai sindaci di sinistra a Bologna e a Savona. Nel capoluogo ligure, per giustificare la proposta, è stata addirittura evocata l’esperienza del 1974, quando squadre antifasciste pattugliarono la città dopo una serie di bombe “nere”. Il richiamo ai servizi d’ordine sindacali o di partito è suggestivo, quasi si potesse favorire così un ritorno di partecipazione e militanza che la politica non sa più offrire. Ma è dubbio che nell’Italia del 2008 - afflitta da nuove forme di emarginazione come i lavoratori immigrati senza casa, le bidonvilles fucine di criminalità ma spesso impossibili da cancellare - le ronde possano considerarsi uno strumento di democrazia popolare.

Dobbiamo sperare in una reazione civile agli avvenimenti di questi giorni, prima che i guasti diventino irrimediabili. Già si levano voci critiche ispirate a saggezza, anche nella compagine dei vincitori (Giuseppe Pisanu). Il silenzio, al contrario, confermerebbe solo l’irresponsabilità di una classe dirigente che ha già cavalcato gli stupri in chiave etnica durante la campagna elettorale.

(16 maggio 2008)

15 maggio 2008

I Fatti, la Realtà e i Puri che Epurano. Corsera e Repubblica uniti nella lotta, contro Marco Travaglio

Mentre infuria la guerra ai clandestini e ai Rom in tutta Italia, col beneplacito del Partito (Pseudo) Democratico, alla faccia dell’Europa e dei suoi valori (i problemi legati alla globalizzazione e all’allargamento dell’Europa andrebbero affrontati a mio modesto parere con ben altra cultura politica, e statura dei suoi rappresentanti) , ecco che inizia la campagna mediatica contro Travaglio, che, vorrei sottolineare, a differenza di altri non è un eletto dal popolo, non siede in Parlamento. Travaglio è un giornalista, e stupirsi, da parte di un altro giornalista, che per errore o per calcolo un giornalista possa aver (avuto) rapporti con chicchessia, appare un poco ingenuo, forse un po’ troppo.

La campagna contro Travaglio, poi, è orchestrata non da chi, come il sottoscritto, diffida di chiunque faccia di professione il raccoglitore di dossier contro qualcuno, da diffondere al momento opportuno per lui o per qualcun altro, ma da chi se ne intende…

Inizia D’Avanzo, ieri, su Repubblica.it

Non sempre i fatti sono la realtà
di GIUSEPPE D’AVANZO

Non so che cosa davvero pensassero dell’allievo gli eccellenti maestri di Marco Travaglio (però, che irriconoscenza trascurare le istruzioni del direttore de il Borghese). Il buon senso mi suggerisce, tuttavia, che almeno una volta Montanelli, Biagi, Rinaldi, forse addirittura Furio Colombo, gli abbiano raccomandato di maneggiare con cura il “vero” e il “falso”: “qualifiche fluide e manipolabili” come insegna un altro maestro, Franco Cordero.

Di questo si parla, infatti, cari lettori - che siate o meno ammiratori di Travaglio; che siate entusiasti, incazzatissimi contro ogni rilievo che gli si può opporre o soltanto curiosi di capire.

Che cos’è un “fatto”, dunque? Un “fatto” ci indica sempre una verità? O l’apparente evidenza di un “fatto” ci deve rendere guardinghi, più prudenti perché può indurci in errore? Non è questo l’esercizio indispensabile del giornalismo che, “piantato nel mezzo delle libere istituzioni”, le può corrompere o, al contrario, proteggere? Ancora oggi Travaglio (”Io racconto solo fatti”) si confonde e confonde i suoi lettori. Sostenere: “Ancora a metà degli anni 90, Schifani fu ingaggiato dal Comune di Villabate, retto da uomini legato al boss Mandalà di lì a poco sciolto due volte per mafia” indica una traccia di lavoro e non una conclusione.

Mandalà (come Travaglio sa) sarà accusato di mafia soltanto nel 1998 (dopo “la metà degli Anni Novanta”, dunque) e soltanto “di lì a poco” (appunto) il comune di Villabate sarà sciolto. Se ne può ricavare un giudizio? Temo di no. Certo, nasce un interrogativo che dovrebbe convincere Travaglio ad abbandonare, per qualche tempo, le piazze del Vaffanculo, il salotto di Annozero, i teatri plaudenti e andarsene in Sicilia ad approfondire il solco già aperto pazientemente dalle inchieste di Repubblica (Bellavia, Palazzolo) e l’Espresso (Giustolisi, Lillo) e che, al di là di quel che è stato raccontato, non hanno offerto nel tempo ulteriori novità.

E’ l’impegno che Travaglio trascura. Il nostro amico sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del “vero” e del “falso”. Afferra un “fatto” controverso (ne è consapevole, perché non è fesso). Con la complicità della potenza della tv - e dell’impotenza della Rai, di un inerme Fazio - lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere: “Anche la seconda carica dello Stato è un mafioso…”. Basta leggere i blog per rendersene conto. Anche se Travaglio non l’ha mai detta, quella frase, è l’opinione che voleva creare. Se non fosse un tartufo, lo ammetterebbe.

Discutiamo di questo metodo, cari lettori. Del “metodo Travaglio” e delle “agenzie del risentimento”. Di una pratica giornalistica che, con “fatti” ambigui e dubbi, manipola cinicamente il lettore/spettatore. Ne alimenta la collera. Ne distorce la giustificatissima rabbia per la malapolitica. E’ un paradigma professionale che, sulla spinta di motivazioni esclusivamente commerciali (non civiche, non professionali, non politiche), può distruggere chiunque abbia la sventura di essere scelto come target (gli obiettivi vengono scelti con cura tra i più esposti, a destra come a sinistra). Farò un esempio che renderà, forse, più chiaro quanto può essere letale questo metodo.

8 agosto del 2002. Marco telefona a Pippo. Gli chiede di occuparsi dei “cuscini”. Marco e Pippo sono in vacanza insieme, concludono per approssimazione gli investigatori di Palermo. Che, durante le indagini, trovano un’ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente. Fonte, l’avvocato di Michele Aiello. Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l’albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia.

Michele Aiello, ingegnere, fortunato impresario della sanità siciliana, protetto dal governatore Totò Cuffaro (che, per averlo aiutato, beccherà 5 anni in primo grado), è stato condannato a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso. Pippo è Giuseppe Ciuro, sottufficiale di polizia giudiziaria, condannato a 4 anni e 6 mesi per aver favorito Michele Aiello e aver rivelato segreti d’ufficio utili a favorire la latitanza di Bernardo Provenzano. Marco è Marco Travaglio.
Ditemi ora chi può essere tanto grossolano o vile da attribuire all’integrità di Marco Travaglio un’ombra, una colpa, addirittura un accordo fraudolento con il mafioso e il suo complice? Davvero qualcuno, tra i suoi fiduciosi lettori o tra i suoi antipatizzanti, può credere che Travaglio debba delle spiegazioni soltanto perché ha avuto la malasorte di farsi piacere un tipo (Giuseppe Ciuro) che soltanto dopo si scoprirà essere un infedele manutengolo?

Nessuno, che sia in buona fede, può farlo. Eppure un’”agenzia del risentimento” potrebbe metter su un pirotecnico spettacolino con poca spesa ricordando, per dire, che “la mafia ha la memoria lunghissima e spesso usa le amicizie, anche risalenti nel tempo, per ricattare chi tenta di scrollarsele frettolosamente di dosso” . Basta dare per scontato il “fatto”, che ci fosse davvero una consapevole amicizia mafiosa: proprio quel che deve essere dimostrato ragionevolmente da un attento lavoro di cronaca.

Cari lettori, anche Travaglio può essere travolto dal “metodo Travaglio”. Travaglio - temo - non ha alcun interesse a raccontarvelo (ecco la sua insincerità) e io penso (ripeto) che la sana, necessaria critica alla classe politico-istituzionale meriti onesto giornalismo e fiducia nel destino comune. Non un qualunquismo antipolitico alimentato, per interesse particolare, da un linciaggio continuo e irrefrenabile che può contaminare la credibilità di ogni istituzione e la rispettabilità di chiunque.

(14 maggio 2008)

Ed ecco, oggi, il Corriere della Sera, in compagnia di un buon numero di altri quotidiani, come ad esempio Il Foglio ( Ecco perché D’Avanzo ha scomunicato il travaglismo sul giornale di Travaglio e di D’Avanzo )

Il «tramite»: un ex maresciallo che dovrà scontare 4 anni e 6 mesi per favoreggiamento
Travaglio, la «talpa» dei boss
e il giallo della vacanza siciliana
D’Avanzo: conto pagato da un condannato per mafia. La replica: falso

ROMA - La botta è di quelle che fanno rumore. Marco Travaglio, il giornalista paladino del giustizialismo che si è fatto tanti ammiratori e diversi nemici con le sue denunce, ora subisce l’«effetto letale del metodo Travaglio». E proprio lui, Marco Travaglio - che giovedì scorso, ad «Annozero», ha ricostruito i rapporti avuti nel ‘79 dal presidente del Senato Renato Schifani con Nino Mandalà, allora solo futuro boss di Villabate poi accusato di mafia nel 1998 - adesso è costretto a difendersi pubblicamente per un episodio circoscritto alla sua vita privata. Lo deve fare per forza dopo l’affondo di un altro giornalista della giudiziaria di razza, Giuseppe D’Avanzo di «Repubblica », che lo tira in ballo e lo strapazza per le sue vecchie e non dimenticate frequentazioni con personaggi poi condannati al processo per le «talpe» alla procura di Palermo. Correva l’anno 2002. Era l’estate in cui il giornalista Travaglio con la sua famiglia, moglie e due figli, inizia ad andare in villeggiatura a Trabìa in compagnia di un noto sottufficiale della Guardia di Finanza: si tratta di quel maresciallo in forza alla Dia, Giuseppe Ciuro, sempre elegante e disponibile con tutti i giornalisti di giudiziaria di passaggio a Palermo, che poi verrà condannato anche in appello a quattro anni e sei mesi per violazione del sistema informatico della procura di Palermo e favoreggiamento dell’ingegner Michele Aiello.

Sì, l’ingegner Aiello, il «re delle cliniche» che a gennaio del 2008 è stato condannato in primo grado a 14 anni per associazione di stampo mafioso e truffa nel dibattimento sulle «talpe» che ha coinvolto con una pesante sentenza (5 anni per favoreggiamento di singoli mafiosi) anche l’ex governatore dell’Udc Totò Cuffaro. Per Travaglio il colpo è duro anche perché si tratta, ma solo in apparenza, di «fuoco amico». Sull’onda delle polemiche innescate dalla vicenda Schifani, si muove infatti D’Avanzo, autore di tante inchieste sulla mafia e molto stimato negli ambienti giudiziari di mezza Italia, che senza troppi complimenti fa a pezzi il metodo Travaglio: quello, scrive, che «solo abusivamente si definisce giornalismo di informazione». Ma la botta vera arriva ieri quando D’Avanzo, per dimostrare come «il metodo Travaglio» possa coinvolgere tutti noi, tira fuori un verbalino rimasto in naftalina dal 2003: l’estate in cui gli investigatori di Palermo mettono sotto intercettazione il telefonino del maresciallo Ciuro mentre dialoga amichevolmente col giornalista durante la comune villeggiatura a Trabìa. Ciuro poi, ma la ricostruzione di D’Avanzo è controversa, avrebbe chiesto all’ingegnere Aiello di saldare il conto dell’albergo. Racconta Travaglio, che ieri non è stato affatto contento di leggere sul giornale per il quale collabora un attacco così duro e che nega di essersi fatto pagare alcunché: «Quella fu una esperienza davvero fantozziana. A una cena, dopo un convegno, chiesi a Pippo Ciuro, un vero personaggio perché aveva collaborato anche con Giovanni Falcone, di indicarmi un posto per le vacanze in Sicilia. Lui mi disse che c’era un posto vicino a quello in cui di solito andavano lui e il pm Antonino Ingroia, di cui era collaboratore. Così, per mail, mi mandò un depliant di un albergo, se non ricordo male si chiama Torre del Barone, che però era veramente troppo lussuoso per me. Ma lui, davanti alle mie obiezioni, mi disse di non preoccuparmi perché le tariffe non sarebbero state poi così care. Mi fidai. Quando poi sono andato a pagare, alla reception la signorina mi ha presentato un conto pazzesco, il doppio del previsto. Sei o sette anni fa, devo aver pagato l’equivalente di otto, dieci milioni…Telefonai a Ciuro e gli dissi: “E meno male che me lo hai segnalato tu ’sto posto!”. E lui: “Paga, paga. Che poi magari ti fanno lo sconto un’altra volta”. Insomma, io mi sono pagato tutto di tasca mia e di questo Aiello non ho mai sentito parlare, almeno fino al giorno del suo arresto… Io comunque in quel posto non ci sono mai più tornato visto che la sòla l’avevo già presa». L’anno successivo, mese di agosto del 2003, Travaglio torna in vacanza in Sicilia: «Andai con la famiglia per dieci giorni al residence Golden Hill di Trabìa dove di solito alloggiavano Ciuro e Ingroia e ci fu quella buffa storia dei cuscini poi finita nei brogliacci delle intercettazioni. Io chiamai Ciuro e gli dissi: “Qui manca tutto. I cuscini, la macchinetta del caffé perché i precedenti affittuari si erano portati via tutto. Poi gli ospiti del residence mi aiutarono: chi con un cuscino, chi con la Moka… ». E l’affondo di D’Avanzo? «Ecco, se non fosse per la mascalzonata che ha fatto adesso questo signore contro di me ci sarebbe solo da ridere». Ma al Golden Hill chi pagò il conto? Risponde Travaglio: «Io ho pagato la prima volta il doppio di quanto stabilito e per il residence ho saldato il conto con la proprietaria. Tutto di tasca mia, fino all’ultima lira e forse se cerco bene trovo pure le ricevute. Ma poi vai a sapere cosa cavolo diceva questo Ciuro al telefono. Magari millantava come fece con Aiello quando gli raccontò che lui e Ingroia avevano ascoltato a Roma un pentito il quale, in realtà, non si era mai presentato ». Anche se dopo il suo arresto non ha più visto il giornalista Travaglio, l’ex maresciallo Ciuro ricorda bene quella vacanza al «Golden Hill» con Travaglio e il dottor Ingroia durante la quale «si stava insieme, si giocava a tennis e si facevano lunghe chiacchiere a bordo piscina ma poi ognuno faceva la sua vita anche perché c’erano i figli piccoli». E il conto? «Di questa vicenda io non ne so niente, lui ebbe i contatti con la signora del residence. Per il pagamento se l’è vista lui, io non me ne occupai ». Più di un dubbio, invece, ce l’ha l’avvocato Sergio Monaco, difensore di Aiello: «Premesso che non sono io la fonte di D’Avanzo, che non conosco, posso solo dire che l’ingegner Aiello conferma che a suo tempo fece la cortesia a Ciuro di pagare un soggiorno per un giornalista in un albergo di Altavilla Milicia. In un secondo momento, l’ingegnere ha poi saputo che si trattava di Travaglio». Qui finisce la storia di una vacanza di tanti anni fa, uno di quegli episodi che possono capitare a chiunque ceda alla tentazione di mischiare villeggiatura, amicizie di lavoro e qualche equivoco di troppo. Ricorrendo alla saggezza di Pietro Nenni, istillata ai giovani socialisti a un congresso del Psi, si potrebbe parafrasare: «A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura».

Dino Martirano
15 maggio 2008

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